D'Angelo: "La tecnologia vince se è sentita come utile"

di Nicola D'Angelo

L'Italia è tra i paesi che meno utilizzano internet. Perché e soprattutto come ovviare a questa situazione? Alcune idee dell'Agenda digitale sono interessanti e spesso sono il frutto di suggerimenti che da tempo circolano tra gli addetti ai lavori. Ad esempio, alcune proposte sul cloud computing nella pubblica amministrazione, la cartella elettronica nella sanità e sull'open source.

Giusta anche l'attenzione ad un programma di alfabetizzazione informatica, anche se l'approccio pare un po' superato. È inutile che vai a spiegare ad un nativo digitale come funziona un computer o internet, gli devi invece far comprendere quello che ci può fare, oltre che stare tutto il giorno attaccato ad un videogioco o su un social network. C'è poi la questione che per caratteristiche demografiche il nostro è un paese in cui la maggior parte delle persone non può essere oggetto di una campagna scolastica di alfabetizzazione informatica e a questo potrebbe in parte sopperire, se solo si volesse, l'informazione del servizio pubblico radiotelevisivo.

D'altra parte, l'arretratezza italiana non è solo il frutto di una mancanza di conoscenza ma soprattutto è causata dall'assenza di percezione dell'utilità e della sicurezza di questi strumenti. La tecnologia vince se serve o almeno se è sentita come utile. Si tratta di un dato antropologico ineludibile. Per questo bisogna prevedere la messa in campo di strumenti che rendano più semplice l'uso delle opportunità offerte da internet

28 Dicembre 2012

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