Docenti, l'autovalutazione delle competenze digitali con il framework Digcomp

il caso

La valutazione delle competenze digitali degli insegnanti può essere fatta bene partendo da quanto realizzato dal Ministero dell'Istruzione spagnolo e sviluppando le implementazioni del framework europeo DigComp. Ecco l'esperienza di un Istituto Comprensivo

di Maria Daniela Corallo, animatrice digitale

Come previsto dal Piano interno per l’attuazione del Piano Nazionale Scuola Digitale (PNSD) definito dal team di innovazione digitale, nel mese di dicembre è stato somministrato ai docenti dell’I.C. Tullia Zevi di Roma, Dirigente Scolastico Eugenia Rigano, un questionario di autovalutazione delle competenze digitali,  sulla base del framework europeo DigComp, ormai riferimento comune a livello internazionale.

Per l'elaborazione del questionario, predisposto dal nostro Istituto, sono stati utilizzati principalmente alcuni documenti:

La scelta di utilizzare Digcomp è stata determinata da due ragioni, in particolare:

  • è uno dei modelli di riferimento indicati dal PNSD per le competenze digitali degli studenti e quindi, di conseguenza, rappresenta l’insieme delle competenze che devono essere certamente possedute da noi insegnanti;
  • l’iniziativa dal Ministero dell’Istruzione spagnolo sui profili di competenze degli insegnanti fornisce un esempio interessante non solo di copertura delle competenze digitali declinata nell’ambito dell’insegnamento scolastico, ma anche di moduli formativi correlati con i gap individuati nell’autovalutazione.

Il questionario di autovalutazione

Il questionario è stato preparato in modo da prevedere domande specifiche per ciascuna competenza delle cinque aree della versione 2 del framework (Informazione e data literacy, comunicazione e collaborazione, creazione di contenuti digitali, sicurezza, problem solving), con risposte relative ai tre livelli di competenza previsti (considerando anche la risposta corrispondente al “nessun livello”), e con una spiegazione per ciascuna area.

La declinazione sulle competenze richieste agli insegnanti ha seguito lo schema del Ministero dell’Istruzione spagnolo, adattandolo però alla popolazione docente che caratterizza un istituto comprensivo, e utilizzando i principali concetti introdotti dalla versione 2 (come la literacy richiesta sui dati).

La competenza “Collaborare con le tecnologie”, dell’area “Comunicazione e collaborazione”, prevede, ad esempio, tre possibili risposte di autovalutazione (una per livello di competenza):

  1. So usare i media digitali per collaborare con gli altri colleghi per lo sviluppo del loro compito educativo, conosco strategie di comunicazione per condividere esperienze e risorse.
  2. Utilizzo i vari media digitali per lo sviluppo di risorse e conoscenze in collaborazione con altri insegnanti o con i loro studenti. Promuovo, creo, organizzo e partecipo attivamente a progetti di collaborazione in rete;
  3. So organizzare una strategia comune sui social network e con i media digitali per collaborare nella comunità educativa.

Considerando esperienze simili di autovalutazione strutturata, il numero di coloro che hanno partecipato alla rilevazione è da considerarsi più che soddisfacente (91 su 150) con buona distribuzione tra i tre ordini di scuole e prevalenza della primaria (51). Certamente gioca un ruolo importante l’obiettivo dichiarato già alla presentazione dell’iniziativa, legata in modo esplicito al successivo piano formativo.

In questa prima fase, si è puntato a una ricognizione di bisogni formativi generali, in modo da identificare le aree di miglioramento più diffuse.

Osservazioni di carattere generale

Le autovalutazioni sono abbastanza articolate rispetto alle diverse aree di competenza e anche rispetto alle specifiche competenze, per cui l’affidabilità dei risultati è da considerarsi buona. Elemento importante, questo, sia per l’identificazione delle azioni formative conseguenti sia per valutare positivamente la generale attenzione al tema (si trattava comunque di rispondere a una ventina di domande).

Dalle risposte si rileva una maggiore esigenza di interventi formativi nelle aree della Comunicazione in rete, Creazione di contenuti digitali e Problem Solving, alle quali si aggiunge la Protezione dei dati personali e della privacy (la cui correlata competenza è direttamente legata al contrasto del fenomeno del cyberbullismo e delle frodi in rete): aree in cui è più elevata anche la richiesta di nuovi approcci per incontrare le esigenze degli studenti.

Sui dati, influisce certamente l’età media degli insegnanti che hanno partecipato all’autovalutazione: il 49% ha oltre 47 anni, di cui il 15% oltre 57. Dati da considerare in modo attento anche per l’identificazione delle modalità di formazione più idonee, e quindi anche della modulazione e dell’integrazione tra corsi online e in aula. La prima analisi, in corso di completamento, permette di definire un piano di formazione che sarà avviato nei prossimi mesi. E crediamo che la correlazione con la strutturazione di DIGCOMP sarà un punto di forza per la sua costruzione e il suo monitoraggio.

17 Febbraio 2017

TAG: scuola digitale, corallo, digcomp, pnsd