Nessuno osi abbassare l'Iva e-book, l'Europa condanna la Francia

Il commento

Ultimatum della Commissione UE per allineare la tassazione sui libri digitali al resto d'Europa. Com'è difficile toccare un aspetto eppure importante per l'e-commerce italiano

di Alessandro Longo

La storia di Francia e Lussemburgo- ora costretti certo a ubbidire all'ultimatum UE- rivela che imporre il digitale è più difficile di quanto sembri. E che molte rivoluzioni dovranno per forza passare dall'Europa.

Abbassare l'Iva degli e-book, magari allineandola a quella del libro fisico, è sacrosanto, utilissimo per sviluppare non solo l'e-commerce ma anche la cultura digitale, tanto che è una delle idee della proposta parlamentare bipartisan, ora ferma in Parlamento e destinata a dare solo vita a emendamenti del Crescita 2.0). Potremmo persino aggiungere che sia assurdo tenere l'Iva più alta per l'e-book rispetto alle copie fisiche. Giusto.

Eppure bisogna fare i conti con l'Europa e con molti equilibri delicati. Quei due Paesi ci hanno provato, ma secondo l'UE stanno creando così gravi alterazioni della concorrenza sul mercato e-book, come spiegato qui.

"E' il motivo per cui Sviluppo economico ha preferito non toccare l'Iva, nel decreto Crescita 2.0. Bisogna passare dall'Europa o ci si becca una procedura d'infrazione", mi ha spiegato Giuseppe Tripoli, del ministero e responsabile dei temi e-commerce per l'Agenda. Allora forse servirebbe che l'Europa tutta abbassi quest'Iva sull'e-book. 

E' proprio vero che c'è una distanza tra le buone idee e la loro realizzazione pratica. E che prima di criticare le lacune di questo o di quel provvedimento, dovremmo sforzarci di analizzare le macro ragioni di certe scelte. 

29 Ottobre 2012

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