Come funziona la nuova piattaforma incassi della Pa

Pagamenti elettronici

Dal 31 dicembre 2015 tutte le Pa dovranno collegarsi per consentire ai cittadini di pagare in via digitale servizi e tributi. L'Agid ha pubblicato le relative Linee Guida a gennaio. Varie amministrazioni le hanno già adottate. Ecco che cosa ci aspetta

di Maria Pia Giovannini, Agenzia per l'Italia Digitale

Un sistema di incassi e pagamenti del settore pubblico più efficiente è fondamentale per l’economia della nazione se si pensa che nel nostro Paese una rilevante parte dei consumi è attribuibile alla Pubblica Amministrazione. Il 50% delle operazioni di pagamento coinvolge infatti la PA italiana e gli interventi per la digitalizzazione di tali processi possono apportare un contributo considerevole per il raggiungimento di risparmi significativi. Come evidenziato da più parti l’affermazione di procedure telematiche accresce l’efficienza dei servizi di pagamento con benefici che assumono una valenza ancor più forte se si considerano i risparmi pari allo 0,3% del PIL ottenibili dalla riduzione dell’uso del contante e dei relativi costi.

La scelta operata dal legislatore nazionale di definire un quadro normativo unitario all’interno del quale si inseriscono le regole, gli standard e le infrastrutture per la gestione dei pagamenti alle PA,  risponde appieno all’esigenza di razionalizzazione e semplificazione del settore pubblico. Nello specifico le Linee Guida e i relativi allegati tecnici - disponibili sul sito dell’Agenzia e in corso di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale - definiscono le regole e gli standard per l’effettuazione dei pagamenti e sono funzionali, tra l’altro, all’adeguamento delle procedure nazionali alle regole SEPA, in vista del completamento del processo di migrazione agli standard paneuropei del prossimo 1 febbraio. L’infrastruttura di interconnessione che mette in rete gli attori coinvolti è il Nodo dei pagamenti SPC, operativo e funzionante da giugno 2012 per i pagamenti delle spese di giustizia.

Questo è il contesto in cui si inserisce il sistema dei pagamenti elettronici a favore delle PA composto da attori pubblici e privati che operano in sicurezza grazie alla governance e all’uniformità di colloquio rese disponibili dall’Agenzia per l’Italia Digitale. Obiettivo perseguito la realizzazione di un impianto unico e omogeneo per gli incassi dei pagamenti pubblici in grado di apportare benefici e risparmi immediati connessi ad esempio alla rendicontazione in tempo reale o alla riconciliazione automatica delle somme ricevute. Le modifiche introdotte dal decreto Sviluppo bis vanno proprio in questa direzione prevedendo l’obbligo di adesione al sistema per tutte le PA centrali e locali e fissando per le stesse al 31 dicembre 2015 il termine entro cui garantire all’utenza strumenti e applicazioni per eseguire pagamenti elettronici in proprio favore. Il sistema è inoltre aperto a tutti gli operatori privati interessati (banche e istituti di pagamento e moneta elettronica) che possono aderire in condizioni paritetiche, senza necessità di attivare accordi bilaterali con le Pubbliche Amministrazioni.

I benefici dell’adesione si estendono anche agli attori indirettamente coinvolti. L’interconnessione e il colloquio tra PA e prestatori di servizi di pagamento garantiti dal sistema consentono di estendere a cittadini e imprese l’uso di canali già utilizzati per il pagamento di servizi e utenze,  declinandoli alle somme dovute alla PA.  

Il miglioramento dei servizi resi e la razionalizzazione e semplificazione dei procedimenti sono invece gli elementi di convenienza per l’adesione di PA  e prestatori di servizio di pagamento che grazie ad un unico accordo centrale con AgID vengono collegati a tutti gli aderenti a livello nazionale, senza dover stipulare singole intese.

Il sistema dei pagamenti si compone ad oggi di amministrazioni centrali (MAE, GIUSTIZIA, MIUR, MISE, INAIL, AIFA) e locali (Regioni Veneto, Lombardia, Liguria, Toscana, Emilia Romagna e Comuni di Ciriè, di Lissone e di Vedano al Lambro) e di prestatori di servizi di pagamento, alcuni già sottoscrittori di apposito accordo (Banca ITB, Consorzio CBI,  ICCREA, A.I.I.P, Istituto Moneta Elettronica Europeo, Istituto Centrale Banche Popolari Italiane, PayTipper, Poste Italiane, Unicredit Credit Managemant Bank) e altri in corso di definizione (Intesa S.Paolo e CityPoste). Tra questi Regioni,Associazione di categoria dei prestatori di servizio e consorzi bancari assumono un valore di moltiplicatori, fungendo rispettivamente da intermediari e da unico punto di accesso per i rispettivi enti di appartenenza, associati o consorziati

L’intero impianto strategico e operativo descritto è stato costruito nel tempo perseguendo obiettivi che hanno condotto alla reale creazione delle condizioni per la diffusione e l’uso della moneta elettronica per tutti i pagamenti in favore della PA. Il sistema dei pagamenti pone al centro il cittadino rendendolo libero di scegliere il canale e il prestatore di servizi attraverso cui eseguire il pagamento, informandolo preventivamente dei costi dell’operazione e fornendo al tempo stesso un utile e sicuro strumento per la correttezza degli importi e delle scadenze. Si tratta di un esempio concreto di pubblica amministrazione efficiente, trasparente e sempre più vicina alle esigenze dei suoi interlocutori. 

04 Febbraio 2014

TAG: pagamenti elettronici, giovannini, agid