Mano

Memory squad - 23,5° PUNTATA

Cronache dal futuro, a cura del docente visionario Edoardo Fleischner (Comunicazione crossmediale all'Università degli Studi di Milano, ma anche progettista crossmediale) per Agendadigitale.eu

di Edoardo Fleischner

Nessuna istituzione. Nessun governo. Niente parlamento. Nessun tribunale. Solo tutor. Solo singoli incaricati. Autonomi. Responsabili.

 “Il primo tutor è in scadenza mensile.” Akila Khaspros, comandate della Memory Squad 11, fissava le snodanti code mai viste davanti ai Magazzini Food. Quelli che fornivano le colonie in partenza. Non avevano mai aperto le porte alla vendita al dettaglio. I componenti della Memory Squad 11 avevano paura. “Senza memorie connesse non c’è la Convergenza Automatica Universale di Stima e Competenza su un nome di Primo Tutor e una sua compagine, per il rinnovo mensile dell’Amministrazione della Galassia…” La comandante scorreva le facce dei suoi agenti. Atterrite e rassegnate. Gli agenti conoscevano il pericolo incombente. La guerra civile era stata evitata da più di due secoli. Ma ora le memorie connesse e reticolari erano state annullate. 27 giorni prima, dal Grande Ictus Mnemonico.

“La decisione, come tutti i 20 miliardi di cittadini della galassia sanno, deve essere presa alle 00:00 di ogni primo del mese, cioè esattamente fra 3 ore e 33 minuti.. è più di un secolo che avviene automaticamente…” spiegò meticolosamente Stefano Magli, l’agente di Memoria Antica della squadra. “Ma le loro memorie sono tutte sconnesse… venti miliardi di memorie fuori uso… un evento che non era possibile accadesse… Un fatto sconvolgente” “E invece è successo!” “Solo l’automatismo mensile, senza possibilità di vuoto nel comando, anche solo di un secondo, ci ha salvato da ogni possibile trama o conflitto fra i mille tutor sempre candidati…  Ma candidati senza mai una campagna elettorale… che è permanente… “ snocciolava l’agente Magli. “Selezione Permanente Meritocratica Automatica, conosco la Costituzione della Galassia!” stragugliò la comandante Khaspros: “Forse qualcuno di loro ha capito che non c’è più connessione con gli abitanti della galassia… Forse qualcuno di loro ha già nel mirino il Primo Tutor! … Di corsa alla sua dimora! Su svelti!”

L’autobus rosso a due piani, sede di copertura della Memory Squad 11, costruito secondo i disegni dei bus londinesi del XX secolo, era gonfio di rabbia. La rabbia è l’anima feroce dell’impotenza.

”Ho saputo che il blocco delle memorie, anche quelle personali, quelle per assegnare i tutor… sono saltate” “Tutte?” “Tutte!” “Basterebbe poco per…” “Sarebbe una bella guerra civile… dal caos si ricava sempre qualcosa…“ il prato era lieve. Convesso abbracciava la villa.

Davanti al patio il Primo Tutor annaspava un comizio, così si chiamava una volta: “La voce si è sparsa... Sono pronti i nemici, i nostri nemici! Sono quelli che non sopiscono mai la voglia di servire solo se stessi, chiamandola maestosamente potere!”

Gli agenti precipitarono dal bus in corsa. Erano a trecento metri dalla dimora del Primo Tutor. Mancavano 3 minuti alla mezzanotte. Falcavano la salita. Saltavano le pozze. Scartavano i cittadini incamminati.

“Lo so, siete abituati alla Galassia intelligente, a nessuna intermediazione!” la voce squacquerata dai riesumati altoparlanti. Le luci sbiancavano la folla seduta nella notte della scadenza. Il Primo Tutor saettava lo sguardo terrificato. Frugando gli astanti. Cercando i tramanti.

“L’ho nel mirino… non ho bisogno di alzarmi… ma ora è coperto da quelle due donne…” “Liberiamo la galassia dal tiranno!” reiterava. Teneva l’arma nascosta da un semplice fazzoletto. Il profumo delle ciambelle si sarebbe mischiato all’odore di sertex.

Gli agenti si aprirono il varco saltando le mille gambe incrociate. Sventagliando gli sguardi sulle mani. Indagando le facce. Fiutando l’assassino.

“Lo so, siete abituati a starvene a casa… a non vedermi mai… a giudicare solo i risultati… ma dietro ogni risultato c’è sempre qualcuno… oddio, questa è demagogia…” Il Primo Tutor li fissava uno ad uno.

“Ora le donne si spostano… ancora un attimo e ci sono… Liberiamo la galassia dal tiranno!” il fazzoletto bianco gioiva in silenzio.

Gli agenti impazzivano. Gli agenti frugavano gli occhi dentro ogni borsa. Senza più fiato. Senza più speranza.

Un foro bruciante. Netto. Cauterizzato. Senza una goccia di sangue. Un dolore lancinante. Una mano bucata, delle mille alzate per votare, mentre la testa del Primo Tutor si era abbassata per baciare il bambino proteso da una madre.

Il Primo Tutor si affrettò a dichiarare al prato gremito, alle mille mani alzate, a tutti i trasmettitori della Galassia: “Mancano pochi secondi a mezzanotte… e voi avete deciso! Vi ringrazio per la conferma nella mia carica, per un altro mese! Avete deciso a stragrande maggioranza, come tanti secoli fa, per alzata di mano.”

(23,5-continua la serie. Ogni episodio è “chiuso")

11 Aprile 2014

TAG: memory squad, fleischner, memoria, società, social, comunicazione, identità, smart city, democrazia