L'internet dei nuovi servizi, la visione di Telecom

Scenari

L'internet delle cose è e deve essere al centro delle strategie di un operatore che voglia abitare il mercato futuro. Tra smart home, Nfc, Big Data e Identità Digitale vediamo quali sono i dossier caldi dei prossimi mesi

di Alfonso Mariconda, Responsabile Innovation Development di Telecom Italia

Le nuove sfide tecnologiche sono opportunità di business e impongono agli operatori di telecomunicazioni di definire nuove strade di sviluppo di servizi come quelli legati all’accezione più ampia di “internet delle cose” ossia di oggetti intelligenti che attraverso una rete interagiscono tra loro e con piattaforme/applicazioni e quindi alla fine attraverso smartphone e tablet  con tutti noi. Il mercato dell’"Internet of Things" nel 2013 è in crescita rispetto al 2012 (+11%), anche se a tassi inferiori rispetto a quelli della diffusione dei sensori. Ciò è principalmente dovuto alla polarizzazione del mercato, che vede una crescita trainata da costi piuttosto ridotti se confrontati con il valore dei servizi erogati.

In questo processo di radicale trasformazione i  filoni principali su cui Telecom Italia sta concentrando lo sviluppo di servizi innovativi sono legati alle tematiche di Smart Home e più in generale di Smart Cities, alla prossimità tramite Near Field Communication (NFC) quali pagamenti ed emissione biglietti (ticketing) da smartphone,  al trattamento di grandi moli di dati anonimizzati – i cosiddetti Big Data ed alla gestione dell’ Identità Digitale (Digital Identity).

Smart Home
E’ evidente che la quantità degli oggetti che si connettono alla rete sta crescendo enormemente. Basti pensare al numero di oggetti connessi che ognuno di noi usa ogni giorno (dell’ordine delle decine tra telefoni, tablet, navigatori, personal computer) paragonandolo al telefono che, non più di 20 anni fa, era praticamente l’unico oggetto connesso che utilizzavamo. Non si connettono più solo gli oggetti personali ma anche le cose che indossiamo o gli elettrodomestici che usiamo. Gli oggetti connessi alla rete potranno funzionare sia da “sensori” sia da attuatori con la capacità di ricevere comandi da piattaforme specializzate. Si abilita quindi, lo sviluppo di servizi di ogni tipo basati sulla capacità di interpretare e rielaborare i dati raccolti per renderli utili e facilmente fruibili dagli utenti attraverso applicazioni su smartphone e tablet.

A fine 2013 erano circa 6 milioni gli oggetti interconnessi in Italia tramite SIM (fonte dati: Osservatorio Internet Of Things - Politecnico di Milano) di cui solo il 9% è rappresentato da contatori elettrici intelligenti, con un tasso di crescita del 20% rispetto al 2012, a conferma dell’incremento a due cifre già registrato negli scorsi anni (+13% nel 2011, +25% nel 2012). Ericsson nel report Media Vision 2020 stima che saranno 50 miliardi gli oggetti connessi a internet da qui al 2020.

E’ proprio su questo filone che Telecom Italia sta sviluppando servizi di monitoraggio ed automazione degli ambienti domestici (smart home) e delle città (smart cities). I primi consentono di sorvegliare la casa con telecamere, verificare la presenza di persone, mandare allarmi per allagamenti o presenza di fumo, attivare o disattivare elettrodomestici; i secondi consentono di abilitare una serie di automazioni che possono rendere le città più vivibili abbattendo i costi sempre meno sostenibili di gestione delle nostre aree urbane. L’offerta di Telecom Italia nel contesto della Smart Home si indirizza proprio verso la connessione della Casa alla rete dei Servizi, l’automazione di alcune attività e la semplificazione dell’interazione delle persone con gli oggetti di casa interconnessi. Per quanto riguarda le Smart Cities il portafoglio di servizi per il mondo delle aziende e delle pubbliche amministrazioni è ricco di offerte in tutti i settori quali  la Sanità, Infomobilità, Parking, Ambiente, Energia offerti tramite il cloud di Nuvola Italiana.

Near Field Communication
Si stima che nel 2018 due cellulari su tre venduti a livello globale includeranno la funzionalità NFC, ovvero si raggiungerà la cifra di 1,2 miliardi di telefoni NFC venduti all’anno (Fonte: IHS Technology, Feb. ‘14). Questa  crescente disponibilità di smartphone con la tecnologia NFC rende possibili una serie di servizi che prevedono l’utilizzazione del smartphone per effettuare transazioni commerciali in prossimità – ad esempio per un pagamento con carta di credito o per validare un biglietto della metro.

I principali vantaggi nell’utilizzare la tecnologia NFC sui dispositivi mobili sono evidenti. Le soluzioni di virtualizzazione di carte e di biglietti nel telefonino sono particolarmente sicure se le informazioni risiedono nella SIM. Occorre inoltre  considerare che attraverso lo schermo del telefono il cliente può avere in tempo reale informazioni sul tipo di operazione che sta effettuando - ad esempio può visualizzare l’ammontare di un pagamento senza bisogno di doverlo leggere sul display di un altro dispositivo, come il POS, o peggio sulla ricevuta/scontrino una volta completata la transazione.  Infine il telefonino è sempre con noi (si stima che il 75% delle persone non esce di casa senza il proprio cellulare – Fonte: GSMA):  in futuro potremo quindi lasciare a casa e dimenticarci di tutti i supporti fisici cui siamo abituati, perché saranno virtualizzati sul nostro smartphne.

Anche in questo caso, al di là di quelle citate, le applicazioni sono numerose: dall’utilizzazione delle carte di fedeltà, ai buoni sconto, alla virtualizzazione del badge aziendale e dei documenti di riconoscimento, dei buoni pasto, di ricevute e biglietti, delle chiavi di casa o dell’ufficio, e così via.

Telecom Italia è attiva su  tutti i contesti applicativi che utilizzano le tecnologie NFC.

Big Data
La tecnologia dei Big Data è in grado di elaborare una grande quantità di dati: si stima che il volume dell’informazione digitale decuplichi ogni cinque anni e secondo Cisco,  l’ordine di grandezza del traffico dati di Internet nel 2013 è l’ exabyte (un trilione di byte). La tecnologia dei Big Data gestisce dati  non strutturati, memorizzati su dispositivi a basso costo ed elaborati in modalità distribuita secondo il modello del censimento dell’Impero Romano -  ovvero elaborati in periferia e i risultati inviati al centro (Roma). Questa tecnologia è adatta a gestire l’enorme mole di dati disponibili nei vari contesti di realtà digitale da quelli dei sensori dell’Internet delle cose fino ai dati relativi al mondo del business (es. geomarketing). Telecom Italia è particolarmente attiva nel contesto dei Big Data con City Sensing : un’applicazione sviluppata dal Joint Open Lab di Trento che indirizza, tra i suoi vari ambiti implementativi, l’analisi degli spostamenti degli individui in aree geografiche.

Identità Digitale
La gestione dell'Identità Digitale degli utenti nel mondo dei servizi online oscilla tra due elementi non facili da coniugare tra loro: il livello di sicurezza delle credenziali di autenticazione e la semplicità di attivazione e utilizzo delle credenziali stesse. Per fare qualche esempio, dal 2005 ad oggi ci sono stati nel mondo più di 500 Milioni di furti di Identità, le persone hanno difficoltà a gestire una molteplicità di differenti "user&password" e finiscono per usare sempre la stessa password per tutti i servizi. In media una persona ha 26 user e solo 5 password differenti e quasi sempre facile da individuare per chi ha scopi fraudolenti: le due password più diffuse nel 2012 e nel 2013 sono state "password" e "123456".

Nel mondo dei servizi internet si sta diffondendo da tempo il concetto del "Bring Your Own Identity", ovvero consentire al cliente di avere un'Identità Digitale e un set di credenziali uniche utilizzabili per una molteplicità di servizi. Questo è possibile separando il Ruolo del Service Provider da quello dell'Identity Provider. Per i servizi internet a basso rischio e senza necessità di un'identificazione certificata dell'utente, ad esempio i servizi di entertainment, già oggi esistono diversi player che agiscono come Identity Provider online. E' il caso di Facebook e Google che consentono ai loro clienti di utilizzare le credenziali da loro rilasciate per accedere a servizi di terzi (ad esempio è possibile utilizzare le credenziali di Facebook per accedere ad un gioco online dal proprio smartphone). Tuttavia, in contesti che richiedono un livello di sicurezza elevato e soprattutto un'identificazione certa del soggetto che vuole accedere ad un determinato servizio, ad esempio nel caso di servizi bancari, assicurativi o di e-government, le Identità Digitali degli OTT risultano poco adatte, essendo tipicamente identità autodichiarate dall'utente ed essendo associate a credenziali deboli come user&password. In questi casi è necessario che l'Identity Provider sia in grado da un lato di rilasciare un'Identità Digitale ad un soggetto con un processo di certificazione dell'Identità stessa e dall'altro lato di fornire delle credenziali di autenticazione "forte", ovvero un dispositivo fisico di autenticazione (qualcosa che ho) e un codice (pin-personal identification number) per utilizzarlo (qualcosa che so).
Telecom Italia sta sviluppando una soluzione di Mobile Digital Identity che consente di veicolare l'Identità Digitale dell'utente tramite il cellulare e le SIM Card di nuova generazione, utilizzate per  ospitare in un'area dedicata della memoria (Secure Domain) i certificati digitali al riparo da accessi fraudolenti. I cittadini potranno così identificarsi e accedere ai servizi online privati e pubblici da qualsiasi dispositivo  (pc, tablet, smartphone), utilizzando il  proprio cellulare e un'unico "PIN".  Inoltre, poichè le nuove SIM Card sono dotate anche di tecnologia NFC i cittadini potranno anche identificarsi o firmare documenti in prossimità, semplicemente avvicinando il proprio telefono al lettore abilitato.

L’Internet dei Servizi rappresenta certamente la nuova sfida per gli operatori di telecomunicazioni. Su molti dei contesti prima di competere bisogna cooperare con gli altri attori del mercato nell’ottica di semplificare la vita alle persone e rispondere sempre meglio ad una molteplicità di “customer needs”. Le regole del gioco e l’interoperabilità sono fattori indispensabili per l’erogazione dei servizi all’utente finale. Telecom Italia propone un’offerta distintiva alla propria clientela e promuove e partecipa a tutte le iniziative di organismi internazionali e nazionali di standardizzazione che hanno come mandato l’interoperabilità dei servizi e dei prodotti. Tra i forum internazionali un ruolo rilevante lo svolge la GSM Alliance che è l’ente dedicato al mondo degli standard del mobile; partecipano i principali operatori di telecomunicazione mobile a livello mondiale (800) e più di 200 aziende attive nel settore (aziende informatiche, fornitori di infrastrutture, aziende che gestiscono contenuti multimediali).

08 Luglio 2014

TAG: telecom internet delle cose