Sei questioni per tutti i partiti

Agenda 2013

Misure per la Pa digitale, per l'innovazione delle imprese, per le startup, per le nuove reti, per l'alfabetizzazione e per l'eCommerce. Sono i punti che dovrebbero entrare nel dibattito elettorale, perché ci si aspetta siano assolti dal nuovo governo

di Andrea Rangone, Osservatorio Agenda Digitale della School of Management del Politecnico di Milano

Dove è finita l’agenda digitale in questo dibattito pre-elettorale? Purtroppo dobbiamo constatare che è stata posta ad oggi ben poca attenzione su temi dell’innovazione digitale in senso lato del nostro paese. Eppure sembrerebbe chiaro a tutti – almeno da un punto di vista teorico – che l’innovazione digitale è una leva fondamentale, imprescindibile, per spingere il nostro paese verso un modello di sviluppo più efficace e sostenibile. Le ricerche dell’Osservatorio sull’Agenda Digitale hanno ben messo in evidenza come si possa, tramite l’innovazione digitale, da una parte, contribuire a ridurre il deficit pubblico (attraverso minori costi del nostro apparato pubblico e maggiori entrate provenienti dalla lotta all’evasione) e, dall’altra, contribuire a far crescere il pil e l’occupazione (grazie alla spinta ai settori più innovativi ed ad un miglioramento della competitività e produttività delle nostre imprese).

Proprio per queste ragioni, ci piacerebbe poter assistere ad un serio dibattito sui temi dell’agenda digitale, che vada al di là di slogan e dichiarazioni generiche. Ci piacerebbe poter confrontare le proposte concrete dei diversi schieramenti politici su tutte le dimensioni chiave dell’agenda digitale, che noi pensiamo possano essere sei. Riportiamo di seguito, per ciascuna dimensione, alcune domande che sarebbe bello potessero avere risposta in questo dibattito pre-elettorale.

Misure per la pubblica amministrazione digitale, che riguardano, ad esempio, il ruolo per la neonata Agenzia per l’Italia digitale, l’obbligo dell’ eProcurement e della  fatturazione elettronica per le pubbliche amministrazioni, l’innovazione digitale nella sanità, nella giustizia, nella scuola.

Misure a supporto dell’innovazione digitale da parte delle imprese, quali, ad esempio, detrazioni fiscali a fronte di investimenti in tecnologie digitali, fondi di cofinanziamento di progetti innovativi.

Misure a supporto delle startup, in particolare relative, oltre a quelle già previste nel decreto sviluppo bis, all’allocazione di specifici investimenti a favore delle startup innovative, al coinvolgimento delle Università, alla diffusione della cultura imprenditoriale tra i nostri giovani.

Misure a supporto delle reti di nuova generazione, quali ad esempio, quali incentivi dalla politica allo scorporo della rete Telecom e alla condivisione delle reti mobili, quali misure per spingere gli investimenti privati nelle reti di nuova generazione.

Misure a supporto dell’alfabetizzazione digitale, che riguardano, ad esempio, gli incentivi per i programmi di formazione volti ad aumentare le competenze sul digitale nei manager, imprenditori e funzionari pubblici italiani, azioni per spingere la penetrazione di Internet nelle famiglie.

Misure a supporto dei mercati digitali, come ad esempio l’allineamento dell’IVA per i libri digitali o l’equiparazione delle fatture elettroniche alle fatture cartacee. 

29 Gennaio 2013

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