Fibra ottica per lo sviluppo di un'azienda vinicola, in Trentino

Il caso

Nella prima area industriale coperta dalla fibra, cominciano a sorgere esempi di come la nuova rete possa aiutare diversi settori ad aumentare efficienza della produzione e qualità dei prodotti. L'azienda Cavit può infatti ora collegarsi alla piattaforma P.I.C.A, per elaborare dati, raccogliere informazioni, coordinare l’azione dei viticoltori e garantire così la totale rintracciabilità del percorso dell’uva richiesta per la certificazione DOC

di Alessandro Zorer, Trentino Network

Negli ultimi anni uno dei principali obiettivi della Provincia Autonoma di Trento è stato quello di trasformare il Trentino in un'area di eccellenza nell’innovazione guidata dal settore ICT.

Secondo la Provincia, infatti, le infrastrutture a banda larga diventeranno la spina dorsale della futura crescita economica: per questo motivo si sono adottate tutte le misure necessarie affinché i cittadini e le imprese non siano esclusi dallo sviluppo economico, sociale e occupazionale derivante dalle innovazioni nel settore delle nuove tecnologie.

Per raggiungere questo obiettivo, la Provincia Autonoma di Trento grazie all’ausilio della società di sistema Trentino Network (in house della Provincia) sta attuando un piano di medio-lungo termine sulla base di tre passi principali: eliminare il digital divide di prima generazione grazie al progetto WiNet, vale a dire tramite al creazione di un’infrastruttura di rete senza fili dotata di ben 1.600 punti di accesso in più di 760 siti collegati attraverso ponti radio primari a 155 Mbps; superare il digital divide di seconda generazione (20Mbps) attraverso l’adeguamento in fibra ottica di 187 centrali telefoniche ed il loro potenziamento con tecnologie ADSL2+; creare un’infrastruttura FTTH che copra il 100% della popolazione entro il 2018.

Nel 2012, inoltre, per consentire alle aziende territoriali di competere con sempre maggiore successo sul mercato globale, è stata accesa in fibra ottica la prima area industriale del Trentino: l’area di Ravina dove risiedono più di cento aziende.

Tra queste, risulta di particolare interesse, il caso dell’azienda vinicola Cavit che ha valorizzato l’introduzione della fibra ottica in azienda con un progetto altamente innovativo, capace di garantire prodotti vinicoli di sempre maggiore qualità.

La fibra ottica ha infatti consentito a Cavit di progettare per poi consultare regolarmente la piattaforma P.I.CA (Piattaforma integrata cartografica).

P.I.CA è una piattaforma capace di interrogare il territorio, di elaborare dati, raccogliere informazioni, coordinare l’azione dei viticoltori e garantire così la totale rintracciabilità del percorso dell’uva richiesta per la certificazione DOC.

In modo particolare, per ideare questa piattaforma, Cavit si è rivolta a due istituti di ricerca internazionali: Fondazione Edmund Mach e Fondazione Bruno Kessler collegati tra loro direttamente in fibra ottica.

Alla Fondazione Mach ha richiesto la mappatura dei dati territoriali, particella per particella, e alla Fondazione Kessler la competenza tecnologica per sviluppare modelli predittivi partendo da basi dati elevate. Per lo sviluppo poi di sistemi gestionali efficienti e per garantire la sicurezza dei dati, Cavit si è rivolta a MPA Solutions, spin off di FBK.

Cavit ha saputo, in questo modo, dimostrare il vero valore aggiunto della fibra ottica, vale a dire la possibilità di creare una rete digitale in banda ultra larga che consente a un’azienda che opera su un settore tradizionale e che compete a livello globale, di utilizzare una piattaforma semplice ed estremamente ricca di preziose informazioni sul terreno, sull’età di un impianto, sul tipo di vino prodotto, sull’esposizione al sole, sui dati meteorologici e di mettere in comunicazione le undici cantine associate che la compongono con i loro  viticoltori per inviare via smart phone o tablet indicazioni precise sulle varie operazioni colturali da eseguire. Ora grazie alla copertura capillare del territorio i viticoltori hanno la possibilità di collegarsi a P.I.CA direttamente dalla campagna ed avere sempre a disposizione i dati e le informazioni necessarie per procedere con le attività agricole.

Il caso Cavit è un esempio concreto dell’effettivo valore dell’infrastrutturazione in fibra ottica in un settore considerato ‘tradizionale’, ma nel quale le tecnologie ICT possono consentire un forte sviluppo e maggiore competitività.

In linea con questa strategia quest’anno si è continuata la fase di cablatura delle aree industriali territoriali in fibra ottica. Un ulteriore distretto servito dalla fibra ottica è quello di Volano, area a nord di Rovereto, dove diverse aziende hanno richiesto la possibilità di collegarsi in banda ultra-larga. Prima fra tutte un’altra rinomata azienda vinicola, Concilio. E sono gli stessi imprenditori ad affermare che la fibra ottica consente velocità, stabilità del servizio e amplificazione dell’utilizzo. In sostanza i medesimi ingredienti aziendali che servono per affrontare e vincere la crisi.

Entro il 2014 verrà completato il progetto di cablatura di tutti i distretti industriali del Trentino garantendo così alle aziende locali gli strumenti adatti per adeguarsi alla sempre maggiore velocità dei mercati globali.

 

Ha collaborato Francesca Patton-Trentino Network

09 Luglio 2013

TAG: zorer, trentino network, casi