Piccola ma digitale, il piano della Valle d'Aosta

AGENDE REGIONALI

Molti i pilastri sui cui poggia l'Agenda digitale regionale, le cui azioni sono state messe nero su bianco nel piano pluriennale 2014-2018. In campo la società in-house In.va

di Mila Fiordalisi

Infrastrutture digitali, cittadinanza digitale, competenze e e-inclusion, crescita digitale, intelligenza diffusa nelle città ed aree interne, e-health: sono questi i pilastri su cui la Valle D’Aosta sta erigendo la propria Agenda digitale. “La Regione ha appena istruito il proprio piano pluriennale 2014-2018  ‘Linee guida per l’Agenda digitale in Valle d’Aosta’ che sarà approvato dal Consiglio regionale nelle prossime adunanze”, spiega Enrico Zanella, direttore generale di In.va, la società in-house della Regione Autonoma, del Comune di Aosta e dell'Azienda Usl Valle d'Aosta che opera nel settore Ict e progetta e realizza sistemi informativi per i propri azionisti.

“Sul fronte delle infrastrutture digitali ci concentreremo in particolare sulle reti a banda larga nonché sulla realizzazione di un unico data center regionale e sullo sfruttamento del paradigma cloud”, spiega Zanella.

“Per il governo regionale è indispensabile avere una infrastruttura digitale che abiliti il territorio a adottare le nuove tecnologie. La Regione sta attuando attraverso la in house la In.va, il progetto denominato “Vda broadbusiness” che ha l’obiettivo di costruire una infrastruttura in fibra ottica di circa 600 km che possa abilitare i player di mercato a fornire servizi di larga banda su mobile di quarta generazione (Lte)”. Nello specifico riguardo alla riorganizzazione dei data center Zanella puntualizza che “la Valle d’Aosta ha già un suo piano che è stato presentato e prevede una gestione unitaria da parte della società in house In.va.

Attuazione di progetti “digital by default” e “open data by default” sono alla base del “pilastro” cittadinanza digitale mentre riguardo al capitolo delle competenze e dell’e-inclusion il piano prevede “la costituzione di reti di didattica nella scuola ed un approccio digitale in una logica di open governement”, spiega Zanella. “Vi è poi una forte attenzione del governo regionale a rivedere i processi di erogazione dei servizi e a dare attuazione ai principi europei in termini di inclusione sociale del cittadino-imprese”.
Grande attenzione anche alla nascita di nuove realtà imprenditoriali e si punta in particolare “a favorire la creazione di un ecosistema in grado di stimolare e accogliere le start up”. Nonostante il territorio valdostano sia perlopiù occupato da montagne, la Regione non intende rinunciare alla partita smart city in tutti i propri centri. E last but non least saranno avviati tutta una serie di progetti in materia di sanità digitale, considerata strategica proprio per le peculiarità del territorio valdostano. “Ciò a cui puntiamo è la trasformazione dei servizi da analogico a digitale, cioè meno sportelli fisici e più servizi in rete”.

La Valle d’Aosta ritiene poi importante anche partecipare all’Agenda digitale nazionale: “Le Regioni – sottolinea Zanella - possono fornire un loro contributo necessario e indispensabile testimoniando cosa e come hanno finora operato, tuttavia credo che è il livello centrale che è stato assente. Insomma le Regioni necessitano di indirizzi chiari, di linee guida specifiche e soprattutto di un forte riconoscimento delle risorse che operano nel settore altamente specializzate, si pensi alle società in-house delle regioni”. Fino ad oggi, secondo Zanella, le Regioni non sono state adeguatamente coinvolte nel progetto nazionale di Agenda digitale e ciò appunto “non è positivo”.  E, aggiunge il direttore generale di In.va, “è nostra opinione che l’Agenda digitale nazionale non sia mai stata inserita in un serio programma di mandato rendendo così debole ogni iniziativa”.

29 Gennaio 2014

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