Sei anni

Memory squad - 18° PUNTATA

Cronache dal futuro, a cura del docente visionario Edoardo Fleischner (Comunicazione crossmediale all'Università degli Studi di Milano, ma anche progettista crossmediale) per Agendadigitale.eu

di Edoardo Fleischner

L’Africa lussureggiante splendeva un poco più in là. La Colonia Astrale numero 333 era posteggiata sopra il Madagascar. Il Maestro d’Arte Leonardo XXXIII passeggiava, in telepatica e fitta conversazione, con una decina di discepoli. Gli alberi verdissimi della colonia rilassavano l’intreccio di opinioni forti e contrapposte. Il Maestro era in meditazione collettiva da 11 giorni, dei 33 che il ciclo obbligatorio di dopo-missione prevedeva, prima di scendere sulla Terra. Qualcosa però, da un giorno esatto, non funzionava più. I ragionamenti che arrivavano dal pianeta si erano interrotti. Improvvisamente. Non ricordava fosse mai accaduto un evento del genere. Il sistema era, o avrebbe dovuto essere, perfetto. I venti miliardi di umani e gli altrettanti umanidi erano memorie e nodi della rete di connessione universale. Impossibile disattivarli tutti e in un sol colpo. Al contrario, fatto ugualmente inspiegabile, le memorie connesse della colonia astrale erano ancora perfettamente funzionanti. Il Maestro alzò lo sguardo verso il cielo nero e i suoi interlocutori. Il sole non tramontava mai lassù nell’estate australe. Erano le 18 di sera. Le serrande chimiche stavano lentamente chiudendosi. Il crepuscolo artificiale tinteggiò il viottolo d’arancione e poi di viola. La notte era artificiale. Il Maestro interruppe la conversazione silenziosa in corso, salutò i discepoli. Il più anziano sussurrò: “L’accompagno a casa io, maestro…”. Il buio incombente faceva paura al Maestro. Un canoide gli venne incontro scodinzolando e abbaiando. “Buono Argo! buono…! sei contento che sono tornata a casa prima, vero?... Sì, bello, sì…” La paura spinge sempre al contatto.

“Ci segnalano che la Colonia Astrale numero 333 non ha subìto, ripeto, non ha subìto il grande ictus mnemonico di ventiquattro ore fa!” chiarì ad alta voce, quasi stentorea, Akila Khaspros, la comandante della Memory Squad numero 11, nel tentativo di sovrastare gli urli di stupore e di gioia dei viaggiatori, passeggeri figuranti, del piano di sotto. L’autobus a due piani, sede di copertura della squadra, si era fermato davanti alla Piramide di Cheope, immersa nel verde dei prati e dei boschetti circostanti.  “Dunque potremmo salire sulla colonia astrale e acquisire tutti i dati dei suoi circuiti, delle connessioni e gli schemi delle memorie… sarebbero sicuramente elementi vitali per ricostruire il reticolo di memorie connesse distrutto dal grande ictus mnemonico nel resto della galassia…” capì al volo Sama Hargo, analista del linguaggio e delle memorie della squadra. “Ma la colonia è in meditazione post missione, Sama…” scoraggiò la comandate Akila. “Non c’è accesso in questo periodo, la colonia è ermeticamente chiusa… è impenetrabile… e mancano 22 giorni prima che la colonia si riapra al resto del mondo…” “Nessuno può entrare… nessuno può uscire, è vero…” ragionò Xina Shaiira, l’agente analista del terreno e dell’ambiente della squadra, “Ma il maestro d’arte della colonia, invece, è l’unico che ha totale libertà di movimento…” “Noi non possiamo entrare, ma lui può sicuramente uscire…” “Ci comunicano che è una lei, una donna” precisò la comandante Khaspros, “E non solo, ci dicono anche che si chiama Maestro Leonardo XXXIII, secondo tradizione, e che…” L’autobus brontolò via dalle piramidi di ritorno verso Il Cairo.

L’agente Xina Shaiira conosceva molto bene la pasticceria “Al Cioccolato”. Staccò la bicicletta dal retro dell’autobus rosso a due piani e la raggiuse con una decina di curve strette nel cuore della città vecchia. Il profumo di fondente la stregò. Non si risparmiò in tavolette, cioccolatini e spaghetti alla nutella. Consegnati in una borsa trasparente. Illuminata internamente. Un’attraente lucciola inebriante per qualunque gola. La tentazione non è mai solitaria.

Xina si avviava con uno smagliante sorriso, stampato in faccia, verso lo shuttle colonia-terra che stava posandosi dolcemente al centro dell’Area 3 dell’aeroporto. Il portello si aprì. Dall’interno una luce intensa fasciò Il Maestro Leonardo XXXIII al suo apparire. “Vai Argo, vai!...” incitò il Maestro, immobile sulla soglia dello shuttle. Il canoide saltellò sberquitando verso l’agente Xina Shaiira. Rapido la raggiuse e con dolce precisione addentò e strappò dalle sue mani la borsa colma d’ogni forma di cioccolato. Girò su sé stesso. Come un fulmine ritornò allo shuttle.

L’agente colto di sorpresa, riuscì solo a iniziarne l’inseguimento, quando già lo sportello dello shuttle si chiudeva su una mano che portava la prima tavoletta di cioccolato alla bocca del Maestro, una intelligente e furba bambina di 6 anni.

(18-continua la serie. Ogni episodio è “chiuso")

28 Febbraio 2014

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