Accesso a internet come diritto: parte l'iter in Sicilia

Il caso

Il Disegno di Legge 874/2014 promosso e ideato da Generazione Ypsilon recante "Modifiche allo Statuto della Regione in materia di diritto di accesso ad Internet” potrebbe favorire interessanti prospettive di rinnovamento nei rapporti tra Stato ed Enti Locali

di Angelo Alù, promotore di dirittodiaccesso.eu

L’Associazione Generazione Ypsilon, ha presentato il primo disegno di legge che mira a introdurre internet come diritto in uno Statuto regionale: quello della Regione Sicilia. E' stato appena assegnato alla I Commissione Affari Istituzionali del Parlamento Siciliano per iniziare l’iter istituzionale di esame normativo.

E' lo “Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comma 2, dello Statuto recante Modifiche allo Statuto della Regione in materia di diritto di accesso ad internet”, per l’introduzione del nuovo art.33-bis volto a formalizzare il riconoscimento del diritto di accesso ad Internet nell’ambito delle norme statutarie vigenti. 

La ratio dell’intervento è quello di rendere fruibili ai cittadini e alle imprese gli straordinari benefici derivanti dalla diffusione generalizzata delle nuove tecnologie digitali, intraprendendo un concreto progetto di Agenda Digitale per affermare le best practices di un’amministrazione virtuosa 2.0, realizzare un concreto piano generale di contenimento della spesa pubblica mediante economie virtuose derivanti dallo sfruttamento efficiente delle nuove tecnologie, potenziare l’erogazione di servizi telematici disponibili ai cittadini; rendere più vivibile, sostenibile e accessibile la Sicilia grazie allo sfruttamento generalizzato delle nuove tecnologie, allo scopo di garantire l'avvento del"Risorgimento Digitale" di cui la Sicilia ha bisogno per il rilancio economico, politico, sociale e culturale". Un’immagine positiva e innovativa per la Sicilia, in cui uno dei Parlamenti più antichi del mondo per la prima volta nella sua storia è chiamato ad esprimersi su tale materia, dal cui esito potrebbe derivare un processo virtuoso di rinnovamento normativo su scala nazionale.

L’idea sarebbe quella di rivedere la struttura normativa della  Parte Seconda - Titolo V della Costituzione che disciplina l’ordinamento della Repubblica, per attribuire alle Regioni competenze esclusive in materia di cittadinanza digitale, innovazione, banda larga e inclusione digitale.

In un momento storico in cui l’opinione prevalente dell’opinione pubblica giudica in modo non particolarmente efficace ed efficiente l’attuale sistema normativo che regola il rapporto tra Stato ed Enti territoriali mediante l’attribuzione di competenze e funzioni, dal cui esercizio non sempre discende la realizzazione di interessi generali della collettività, con gravi ricadute negative nell’erogazione di servizi fondamentali degli utenti, sulla base di sprechi, inattività e lentezze burocratiche in contrasto con i principi di trasparenza, buon andamento ed imparzialità, si potrebbe realizzare un innovativo intervento normativo finalizzato a modificare il Titolo V della Costituzione per attribuire alle Regioni competenze esclusive in materia digitale, in maniera tale da realizzare specifici obiettivi sulla base di un processo di responsabilizzazione di tali Enti.

In questo modo le Regioni potrebbero essere obbligate a realizzare specifiche strategie pubbliche per garantire la diffusione generale di infrastrutture di rete a banda larga di nuova generazione su tutto il territorio regionale in modo da eliminare il digital divide di tipo strutturale e, al contempo, predisporre programmi pubblici di alfabetizzazione informatica soprattutto a favore di categorie sociale a rischio esclusione digitale allo scopo di eliminare il digital divide di tipo reale particolarmente grave, in quanto portatore di preoccupanti discriminazioni nell’esercizio di libertà e diritti fondamentali sempre più configurabili online, da cui discende una rilevante forma di diseguaglianza digitale che alimenta l’esclusione sociale degli individui.

In particolare, attraverso tale tipo di intervento, il raggiungimento degli obiettivi generali in materia di banda larga, innovazione digitale, inclusione e lotta al digital divide potrebbe essere realizzato delegando direttamente alle Regioni il compito di predisporre concrete strategie politiche nel perseguimento degli specifici obiettivi previsti, conservando lo Stato soltanto una funzione di supervisione e coordinamento generale funzionale a monitorare i risultati raggiunti.

In questi termini, dunque, si potrebbe ipotizzare una rilevante ed inedita modifica dell’impianto normativo del Titolo V della Costituzione, per riformare il riparto delle competenze tra Stato e Regioni, ponendo a carico di queste ultime l’obbligo di formalizzare il riconoscimento del diritto di accesso ad Internet all’interno delle norme dei propri Statuti e attribuendo alle stesse competenze esclusive in materia digitale.

 

Testo dell’articolo proposto

 

Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comma 2, dello Statuto recante 'Modifiche allo Statuto della Regione in materia di diritto di accesso ad internet',

 

La Proposta di legge statutaria avente per oggetto:

Art. 1.

1.  Dopo  l'articolo  33 dello  Statuto  siciliano  è aggiunto  il  seguente articolo 33 bis:  '1.  La  Regione considera  la Rete Internet un'infrastruttura  essenziale per  l'esercizio dei fondamentali diritti di cittadinanza configurabili  online e garantisce  l'accesso  alla  Rete Internet   in  condizione  di  parità  e  di  uguaglianza digitale,  con  modalità  tecnologicamente  adeguate,  in modo  da  promuovere attivamente la cittadinanza digitale e  favorire  la partecipazione dei cittadini al  processo decisionale, rimuovendo gli ostacoli di ordine  economico e sociale che alimentano il divario digitale.

2.  La  Regione si adopera per favorire  la  crescita della  cultura  digitale  con particolare  riguardo  alle categorie  a  rischio  esclusione  digitale,  assicurando concretamente   l'accesso  alle   nuove   tecnologie   di informazione  e comunicazione, per garantire  a  tutti  i cittadini,   compresi   coloro   che   si   trovano    in svantaggiate    condizioni    economiche,    sociali    e geografiche,  una reale accessibilità alla Rete  mediante la  progressiva disponibilità di infrastrutture  a  banda larga,   per   realizzare   un   concreto   progetto   di amministrazione  digitale  e un'effettiva  riduzione  del digital  divide strutturale e reale mediante un  graduale processo   di   alfabetizzazione  digitale   dei   propri cittadini.

 

01 Dicembre 2014

TAG: Sicilia, Statuto, Internet, Diritto, Costituzione, GY, Alù