Anagrafe nazionale della popolazione residente (Anpr): a che punto è, i subentri, le norme (2019)

Il punto

ANPR, il quadro completo: i subentri dei Comuni, le sfide, i vantaggi e le novità del DL Semplificazione

Nel 2018 c’è stata una vera svolta nel progetto Anpr. Con l’avanzare del progetto, occorre tuttavia anche avere presenti gli obiettivi che ancora sono da raggiungere per l’ottimizzazione delle funzionalità collegate ad un’unica banca dati anagrafica nazionale. Tutti i numeri e le sfide (aggiornato al 21 luglio 2020)

28 Apr 2021
Patrizia Saggini

avvocato, componente del gruppo di Comuni sperimentatori di ANPR

Procede la realizzazione di ANPR, l’Anagrafe nazionale della popolazione residente. Anche nota come Anagrafe Unica. Una banca dati che mira a mettere assieme – in un luogo centrale – i dati di tutte le anagrafi dei Comuni italiani (come previsto dal decreto sviluppo bis del 2012 e norme successive).

Da ultimo, con l’art. 62 del Codice delle Amministrazioni Digitali si prevede che l’Anpr contenga non solo i dati anagrafici dei cittadini ma anche i registri di Stato civile e i dati delle liste di leva.

Vediamo a che punto stiamo. 

I numeri dell’ANPR: stato di avanzamento

  • Ad oggi (24 aprile 2021) sono 7433 i Comuni subentrati in ANPR: dopo una flessione dovuta al COVID nel 2020, procede a passo svelto la costituzione della base dati anagrafica nazionale; la popolazione presente arriva a quasi 58 milioni; siamo quindi molto oltre la soglia simbolica della metà, sia del totale dei Comuni e sia del totale della popolazione residente complessiva e ci avviciniamo al completamento: infatti sono solo circa 400 i Comuni che mancano per arrivare al completamento del subentro a livello nazionale;
  • Nel corso del 2020 sono subentrati Comuni appartenenti a tutte le Regioni, quindi tutti i territori sono rappresentati; è iniziato il subentro anche dei Comuni della Provincia Autonoma di Bolzano, una volta terminato il completamento dell’integrazione con le funzioni che permettono la produzione degli atti e certificati con il bilinguismo.
  • Ci sono esempi virtuosi, come la Regione Valle d’Aosta, che all’inizio del 2019 ha terminato il subentro di tutti i Comuni della Regione, e la Toscana, l’Emilia-Romagna, l’Abruzzo, il Friuli Venezia Giulia; seguono la Lombardia, Piemonte, Trentino Alto Adige e Veneto; in coda le altre Regioni.
  • Tutti i capoluoghi di regione sono subentrati: il Comune di Roma è subentrato a dicembre 2020, e manca ancora Trieste.
  • Se si pensa che alla fine del 2017 i Comuni presenti nell’Anagrafe nazionale della popolazione residente erano poco meno di 30, è di tutta evidenza che viene confermata la svolta nel progetto data dal Team Digitale.

“Così portiamo su Anpr i comuni minori”, i consigli di Anusca

Contributi ai Comuni per l’Anagrafe nazionale della popolazione residente

Proprio per incentivare il processo di subentro, la Funzione Pubblica ha pubblicato un bando che eroga contributi ai Comuni subentrati, utilizzando le risorse dei fondi europei; infatti, per i Comuni che migreranno all’Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente entro il 31 dicembre 2018 sono previsti dei contributi finanziari messi a disposizione dal Dipartimento della Funzione Pubblica tramite i fondi Pon “Governance e Capacità Istituzionale” 2014-2020.

Diventa partner
FORUM PA 2021 (21 - 25 giugno), scopri come diventare partner
Open Innovation
PA

I 14 milioni di euro saranno distribuiti ai Comuni in base alla loro classe demografica, con uno stanziamento che varierà da 1.000 a 7.000 euro a Comune, a seconda del numero di residenti. L’iniziativa del Dipartimento sembra rispondere alle richieste dell’Anci che auspicava una mossa per venire incontro alle difficoltà del comparto locale per integrarsi nel disegno nazionale digitale.

Le somme erogate a titolo di contributo sicuramente non coprono tutte le spese sostenute dal Comune (comprendendo sia le spese per adeguamento software che le spese relative al tempo del personale impiegato per le operazioni di bonifica dei dati e subentro), ma sono comunque un segnale importante che valorizza il ruolo dei Comuni.
È importante sottolineare che le somme del PON costituiscono solo un “impegno di massima”, ma che l’erogazione al Comune potrà avvenire solo a fronte dell’avvenuto subentro.
Le modalità con cui presentare le domande sono state pubblicate sul sito della Funzione Pubblica ed è previsto l’upload nella piattaforma di ANPR di un modulo di richiesta precompilato e firmato dal Sindaco.

Il Ministero ha pubblicato un avviso in cui si dice che i contributi sono riconfermati anche fino al 31/12/2021; ciò rappresenta un incentivo importante per i Comuni che – per vari motivi – non hanno avuto modo di effettuare precedentemente il subentro entro il 31/12/2019, quindi l’obiettivo è di riconoscere il finanziamento a tutti i Comuni ancora rimanenti.

All’inizio del 2021 il Ministero dell’Interno ha emanato una circolare (n. 1 del 27 gennaio) rivolta proprio ai Comuni che ancora non avevano completato il subentro, al fine di richiamare le Prefetture ad un’attività di impulso nei confronti dei Sindaci per il completamento delle attività per l’ingresso definitivo dei loro Comuni in ANPR: dal documento allegato, i Comuni mancanti erano circa 720, mentre ora sono meno di 400.

APPROFONDISCI  condizioni e limiti del bando per finanziare il subentro ANPR

Subentro dei Comuni in ANPR

Parallelamente, parecchie azioni sono state fatte per ottimizzare le operazioni di subentro da parte dei Comuni, con l’importante aiuto delle softwarehouse interessate; a questo link sono disponibili le date già schedulate del subentro.

Sempre sul tema del subentro, è stato pubblicato un documento che illustra in breve quali sono le operazioni necessarie, in modo da aiutare gli uffici anagrafe dei Comuni a pianificare le attività.

Riguardo all’implementazione di nuove funzionalità della piattaforma ANPR, sono stati fatti dei passi in avanti: citiamo fra tutte l’Integrazione con il sistema CIE per l’interscambio dei dati anagrafici al momento dell’emissione del documento di identità, che ottimizzano le comunicazioni e l’utilizzo dei dati tra le due piattaforme coinvolte.

Anpr, la sfida: pro e contro

La nostra testata ha analizzato diversi casi di Comuni che hanno fatto il subentro Anpr, evidenziando pro e contro.

Si suggerisce anche la lettura di:

Anagrafe unica, perché è necessaria per innovare la macchina pubblica

LEGGI TUTTE LE SFIDE PER REALIZZARE ANPR

Portale servizi al cittadino

È stata ribadita più volte la necessità – portata avanti dal Team Digitale, di fare di ANPR non solo una banca dati anagrafica, ma anche il portale per i servizi al cittadino: con il DL Semplificazioni (Art. 30 DL 76/2020) finalmente si prevede che “La certificazione dei dati anagrafici in modalità telematica è assicurata dal Ministero dell’Interno tramite l’ANPR mediante l’emissione di documenti digitali muniti di sigillo elettronico qualificato, ai sensi del Regolamento (UE) n. 910/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 luglio 2014.”
In questo modo il servizio di rilascio online dei certificati sarà messo a disposizione di tutti i Comuni, con evidenti economie di spesa a beneficio soprattutto dei piccoli Comuni e di uniformità dei livelli di servizio; tra l’altro, è prevista anche l’integrazione dei servizi di ANPR sull’app IO, in modo da rendere disponibili i messaggi di notifica anche in modalità mobile.

Altro aspetto importante, sempre il DL Semplificazione ha precisato il DPR 223/1989 nella parte che riguarda il cambio di residenza, stabilendo che “Le dichiarazioni di cui al secondo periodo del comma 2 (dell’art. 13 DPR 223/1989) sono rese anche in modalità telematica attraverso i servizi resi disponibili dall’ANPR”; quindi significa che il portale per il cittadino dovrà consentire la presentazione online della dichiarazione, attraverso un modulo online – che sostituisce la carta – mettendo a disposizione dei cittadini e delle Amministrazioni un servizi di primaria importanza, dando così la possibilità di sfruttare al meglio i dati anagrafici già contenuti nell’Anagrafe Nazionale.

Ricordiamo che alla fine del 2019 è stato pubblicato il servizio di consultazione dei propri dati (già previsto dall’art. 6 del DPCM 194/2014), con anche la possibilità di stampare un’autocertificazione da consegnare alla Pubblica Amministrazione o ad un gestore di pubblico servizio.

Da qualche giorno è stato pubblicato il nuovo portale di ANPR, con una nuova veste grafica e con un accesso più evidente per i servizi ai cittadini: infatti, per i cittadini dei Comuni già subentrati, si possono vedere, scaricare e stampare i dati anagrafici (ad esempio le generalità, la composizione della famiglia, gli estremi dell’atto di nascita) e richiedere autocertificazioni sostitutive delle certificazioni anagrafiche.

A partire dal 15 aprile 2021 inizia un periodo di sperimentazione che vede coinvolti i Comuni di Bari, Barletta, Bergamo, Firenze, Lecco, Milano, Prato e Torino; pertanto solo i Cittadini residenti nei suddetti Comuni potranno usufruire del servizio di “Richiesta di Rettifica”.
Nella circolare del Ministero dell’Interno viene descritto il funzionamento del nuovo portale e del servizio di rettifica, che consentirà al cittadino di chiedere online, al comune di iscrizione anagrafica, la rettifica di dati personali inesatti che lo riguardano, allegando eventuale documentazione a supporto della richiesta, sulla base di quanto previsto dalla normativa contenuta nel GDPR (art. 16 del Regolamento UE 679/2016).

E’ però stato rilevato che – per dare maggiore utilità al servizio online di rettifica – sarebbe necessario un maggiore coordinamento con le norme che regolano la presentazione di documenti da parte di cittadini stranieri iscritti all’anagrafe, che al momento debbono essere prodotti in originale o legalizzati (a titolo di esempio, vedi la pagina informativa del Comune di Firenze).

LEGGI IL BILANCIO 2017 DEL TEAM DIGITALE SU ANPR E ALTRO

Le norme

Non ultimo, anche il quadro normativo è un tassello importante dell’intero progetto, e necessita di essere adeguato per rispondere al meglio a nuove esigenze e non essere vincolato a specifiche tecnologie, nell’ottica della semplificazione e flessibilità: infatti, è iniziato il percorso di revisione del DPCM appena citato – che costituisce la base normativa per l’intera piattaforma – di cui AGID sta predisponendo una proposta di modifica, e le modifiche più rilevanti sono state apportate dal Decreto Semplificazione appena citato; al comma 6 bis dell’art. 62 del CAD è stata aggiunta la previsione secondo cui “In relazione ai servizi resi disponibili dall’ANPR alle pubbliche amministrazioni e agli organismi che erogano pubblici servizi in base alle previsioni del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 10 novembre 2014, n. 194, con uno o più decreti del Ministro dell’interno, d’intesa con il Ministro per l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione e il Ministro per la pubblica amministrazione, sentito il Garante per la protezione dei dati personali e l’Agenzia per l’Italia digitale, sono assicurati l’adeguamento e l’evoluzione delle caratteristiche tecniche della piattaforma di funzionamento dell’ANPR.”

Ricordiamo che i soggetti promotori dell’Anpr sono il Ministero dell’Interno, AgID, Istat, Associazione Nazionale Comuni Italiani (Anci) in rappresentanza dei Comuni, Centro Interregionale per i Sistemi informatici, geografici e statistici (Cisis) per le Regioni, Sogei in qualità di partner tecnologico.

Cittadinanza digitale, che cos’è e perché è importante per i nostri diritti

Obiettivi e parole chiave per il 2021

Rimangono quindi confermati gli obiettivi che ancora sono da raggiungere per l’ottimizzazione delle funzionalità collegate ad un’unica banca dati anagrafica nazionale.

In particolare, le parole chiave da tenere presente per il 2021 sono:

  • Completamento del subentro;
  • Interoperabilità tra le banche dati e le modalità di accesso per altre PA e gestori di pubblico servizio;
  • Servizi online per i cittadini

Rispetto all’accesso ai dati di ANPR da parte delle Pubbliche Amministrazioni e dei gestori di pubblico servizio, è stato espressamente previsto all’art. 264 del DL 34/2020 (ora convertito nella Legge 17 luglio 2020, n. 77) che “Le pubbliche amministrazioni certificanti detentrici dei dati di cui al comma 1 ne assicurano la fruizione da parte delle pubbliche amministrazioni e dei gestori di servizi pubblici, attraverso la predisposizione di accordi quadro.”
Nello stesso articolo, si ribadisce anche il principio “once only”, stabilendo che “nell’ambito delle verifiche, delle ispezioni e dei controlli comunque denominati sulle attività dei privati, la pubblica amministrazione non richiede la produzione di informazioni, atti o documenti in possesso della stessa o di altra pubblica amministrazione. È nulla ogni sanzione disposta nei confronti dei privati per omessa esibizione di documenti già in possesso dell’amministrazione procedente o di altra amministrazione”.

AGID e il Ministero dell’Interno stanno AGID e il Team Digitale stanno predisponendo i materiali necessari (schemi di convenzione e caratteristiche tecniche della piattaforma tecnologica) per fare in modo che si realizzi la circolarità anagrafica nazionale su cui c’è tanta attesa, per agevolare l’interscambio e la verifica in tempo reale dei dati dei cittadini che si interfacciano con la PA.

Nel nuovo portale c’è una pagina dedicata agli “Accordi di Fruizione”, in cui si descrivono le funzionalità e gli obiettivi: la piattaforma – tramite un flusso standardizzato – consentirà di minimizzare l’intervento degli utenti necessario ad attivare l’accordo di servizio e a completare tutti i passaggi tecnici necessari ad attivare operativamente il flusso di comunicazione con i servizi di ANPR.
L’applicazione si comporrà di due aree:
– area di libero accesso da cui inserire una richiesta di accreditamento con cui l’Ente/PA, tramite un suo delegato, si identificherà ed otterrà le credenziali per l’accesso all’area privata;
– area privata tramite cui l’Ente/PA accreditato aderirà al sistema di classificazione approvato dal Ministero e completerà tutti i passi necessari ad inviare una richiesta di accordo di fruizione per l’approvazione del Ministero.

Ottenuta l’approvazione, tramite area privata l’Ente/PA avrà la possibilità di gestire tutti gli aspetti dell’accordo attivo quali la consultazione del catalogo dei casi d’uso disponibili, l’associazione degli stessi al proprio accordo, l’acquisizione delle interfacce e del certificato necessari al colloquio con i servizi di ANPR e la gestione degli utenti abilitati all’accesso alla piattaforma.

Rimane quindi sempre più vero che il completamento del subentro in ANPR dei Comuni non segna la fine, ma rappresenta solo l’inizio del progetto, viste le potenzialità che ci possono essere sia per ottimizzare la circolazione anagrafica dei dati e sia per l’utilizzo dei servizi online da parte dei cittadini in ambito anagrafico, come ad esempio il rilascio certificati e il cambio di residenza: tra l’altro, questi servizi rientrano anche nella previsione del Regolamento Europeo (UE) 2008/1724 sul “single digital gateway”, lo Sportello Unico digitale Europeo.

Anpr, gli obiettivi 2019: subentri, servizi al cittadino, interoperabilità

Digital event, 21 giugno
Forum PA > Riorientare lo sviluppo: il ruolo del settore pubblico e della PA per la ripresa
PA

Articolo 1 di 4