PagoPA, a che punto siamo? Stato dell’arte e prospettive | Agenda Digitale

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PagoPA, a che punto siamo? Stato dell’arte e prospettive

Sono 19.617 gli Enti pubblici hanno aderito formalmente a pagoPA, pari a circa l’82% del totale. Per quanto attiene alle transazioni complessive effettuate, nel 2020 si è mantenuto un tasso di crescita annuo del 93%. I dati sul tasso di adesione, penetrazione e usodell’Osservatorio eGovernment del Politecnico di Milano

12 Gen 2021
Irene De Piccoli

responsabile della ricerca sui pagamenti dell’Osservatorio eGovernment, Politecnico di Milano

Il 2021 potrebbe essere davvero l’anno della transizione al digitale per i Comuni italiani, transizione che comunque è già in atto. Ci riferiamo, in particolare, all’utilizzo del sistema di pagamento PagoPA, una realtà ormai consolidata tra le Pubbliche Amministrazioni.

Secondo gli ultimi dati diffusi da pagoPA S.p.A. (la società partecipata dallo Stato creata allo scopo di diffondere i servizi digitali in Italia), sono 19.617 gli Enti pubblici hanno aderito formalmente a pagoPA, corrispondenti a circa l’82% del totale.

Dal punto di vista delle transazioni complessive effettuate, anche nel faticoso 2020, si è mantenuto un pregevole tasso di crescita annuo del 93%.

L’adesione dei Comuni

Per quanto riguarda i Comuni, nostro consueto target di indagine, la percentuale di adesione sale fino al 90%: su 7904 comuni italiani, 7.178 risultano aderenti a pagoPA ma questo numero è una sottostima poiché non tiene conto dei Comuni che delegano la gestione delle proprie entrate ad Enti riscossori o all’Unione di Comuni o alla Comunità Montana di cui fanno parte.

È chiaro che, in termini di adesione, il processo è quasi completo ed è per questo che la ricerca dell’Osservatorio eGovernment di quest’anno ha voluto monitorare il trend di attuazione di pagoPA nei Comuni in modo più approfondito, indagandone l’effettivo utilizzo da parte dei Comuni e quindi, di riflesso, da parte dei cittadini italiani. Grazie alla disponibilità di pagoPA SpA, che ha dato accesso ai dati del loro cruscotto di monitoraggio dei pagamenti, abbiamo potuto svolgere analisi approfondite sulle transazioni che avvengono e sono avvenute sulla piattaforma dall’inizio della storia di pagoPA fino ad oggi.

PagoPa, il tasso di penetrazione e il tasso di utilizzo

Qual è dunque lo stato di utilizzo di PagoPA nei Comuni italiani?

Per avere una fotografia dello stato di diffusione ad oggi della piattaforma pagoPA abbiamo definito un indicatore, denominato tasso di penetrazione, che misura la percentuale di Comuni che hanno effettuato almeno una transazione nell’ultimo anno, ottenendo un tasso di penetrazione nazionale pari al 56% (al netto dei Comuni che si affidano agli Enti riscossori). Ci attendiamo che questo dato abbia una fortissima crescita nei prossimi mesi, grazie all’Avviso pubblico promosso da pagoPA SpA in convenzione con il Dipartimento per la Trasformazione digitale e l’Agenzia per l’Italia digitale (AgID), dedicato a tutti i Comuni italiani che, come previsto dal Decreto “Semplificazione e innovazione digitale”, entro il 28 febbraio 2021 sono tenuti a effettuare o completare la migrazione alla piattaforma dei pagamenti pagoPA, l’adesione ai  sistemi pubblici d’identità digitale e l’integrazione all’app IO.

Abbiamo poi definito un altro indicatore per rappresentare quanto il canale pagoPA sia utilizzato dal cittadino, denominato tasso di utilizzo, che misura il numero di transazioni mensili di un Ente ogni 1000 abitanti, suddiviso per i mesi trascorsi dalla prima transazione (questo rende confrontabili comuni di dimensioni differenti e che hanno attivato il servizio in tempi diversi).

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Osservando l’andamento del tasso di utilizzo annuale nazionale, dal 2016 al 2020, è evidente come i Comuni – e i cittadini – abbiano aumentato l’utilizzo di pagoPA nel corso degli anni, con un trend di crescita costante che verrà probabilmente confermato a fine 2020, a dispetto dell’influenza negativa dall’epidemia Covid.

I grafici seguenti mostrano i tassi di utilizzo e penetrazione medi per fascia di popolazione, evidenziando un dato interessante: pagoPA è utilizzato molto di più nei Comuni più piccoli. Una ipotesi – da confermare con ulteriori indagini – è che i piccoli Comuni abbiano implementato soluzioni tecnologiche semplici (ad esempio solo pagamenti spontanei) o tramite un’unica piattaforma condivisa, senza integrare i gestionali, coprendo così in tempi rapidi tutte le tipologie di entrate gestite dall’Ente, rese disponibili all’utenza.

Un altro tema sono le nuove attivazioni, cioè i nuovi Comuni che effettuano una transazione su pagoPA per la prima volta.

Osservando i grafici si nota il costante trend di crescita e l’accelerazione avvenuta a fine 2019 e soprattutto nel 2020: da gennaio a ottobre 2020 hanno iniziato a usare la piattaforma il 53% dei comuni in più di quelli che hanno iniziato nell’intero 2019.

Il ruolo di Regioni e altri partner tecnologici

Questo andamento potrebbe essere dovuto alle scadenze imposte dal governo (il divieto imposto ai PSP di effettuare transazioni a favore di PA extra piattaforma, che era fissato a fine 2019, poi prorogato a giugno 2020 ed ora fissato al 28 febbraio 2021). Ma è sufficiente una scadenza normativa per un picco di tale portata? Sappiamo che di solito non è così, quindi abbiamo voluto guardare agli altri attori del sistema, in particolare alle Regioni che offrono il servizio di Intermediario Tecnologico ed ai Partner tecnologici.

Analizzando le Regioni, ad esempio, abbiamo visto come alcune di queste presentano un andamento delle nuove attivazioni in linea con quello nazionale e con un picco di crescita rilevante nel corso dell’ultimo anno: tra queste cito il Piemonte, la Sardegna e la Provincia Autonoma di Trento, che abbiamo potuto intervistare. In tutti questi casi le scadenze normative hanno coinciso con una azione di informazione spinta e strutturata, accompagnata da una concreta offerta di servizio per gli Enti. Questo ci insegna come l’azione del Governo e degli Enti territoriali sovraordinati possano creare un mix virtuoso e vincente.

Non solo Regioni, però. Ad oggi la maggior parte dei comuni predilige il supporto di un Partner Tecnologico: il 48% si affida solo ad un Partner, il 37% ad entrambi. Analizzando il numero di transazioni, poi, si nota una proporzione ancora più sbilanciata verso i Partner, segno che quegli enti che si avvalgono di Partner transano di più.

Guardando infine al numero di transazioni effettuate dai nuovi Comuni nel loro primo trimestre di attività su pagoPA, è netta la preponderanza di transazioni gestite dai partner, in media l’80%. Sembra quindi che l’attivazione coi Partner sia molto efficiente e che gli ultimi obblighi normativi siano caduti in una fase di maturità del mercato delle soluzioni e dei servizi offerti dai Partner Tecnologici.

Tra gli attori del sistema che hanno contribuito alla crescita della diffusione di pagoPA dell’ultimo anno, infine, ha giocato un ruolo fondamentale la stessa società pagoPA SpA, che ha creato e messo in campo una struttura organizzativa dedicata per l’accounting territoriale, ossia per formare ed affiancare operativamente i singoli Enti nel processo di pianificazione, implementazione e monitoraggio dei servizi di pagamento: 10 risorse a presidio di 4 macro-aree territoriali (Nord Est, Nord Ovest, Centro e Sud) specializzate per tipologie di Enti (la mail dedicata a cui gli Enti possono rivolgersi è account@pagopa.it). La stessa struttura ha avuto anche il compito di collaborare con i PSP e con tutti gli stakeholder istituzionali per una proposizione territoriale strutturata.

Fonte di tutti i grafici: elaborazioni Oss. eGovernment su dati del cruscotto pagamenti pagoPA SpA, aggiornati al 31.10.2020

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