risultati delle riforme

Piano Ripresa e Resilienza per una nuova PA, Barca: “Così sarà occasione straordinaria”

I risultati attesi devono essere la “bussola” per spendere i fondi in arrivo dall’Europa e far capire a cittadini e imprese quali “certezze” lo Stato può offrire. Eppure, per gran parte degli interventi previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, questi non si conoscono. Ecco cosa serve per invertire la rotta

Pubblicato il 14 Gen 2021

Fabrizio Barca

Forum Disuguaglianze Diversità

governare la tecnologia

Ci voleva l’arrivo dei fondi straordinari dall’Europa e la scrittura del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza per utilizzarli, perché si riaprisse il tema di pubbliche amministrazioni italiane, centrali e locali, che non riescono a spendere bene? No, lo sapevamo da prima. Ma pragmaticamente diciamo: evviva!

Il governo ha avvertito il problema, ha delineato – nelle Bozze circolate del Piano – una governance del Piano stesso che sembrava – scriviamo “sembrava”, stante i chiarimenti che sembrano emergere – bypassare le amministrazioni pubbliche e investire del compito strutture extra-corporee, straordinarie. In moltissimi abbiamo fatto un salto sulla sedia: penso al Forum Disuguaglianze Diversità, di cui faccio parte, assieme al ForumPA e a Movimenta; penso all’articolo che ho scritto con Mario Monti; penso alle posizioni assunte da Sabino Cassese e da tanti altri.

E abbiamo detto: non solo non funzionerà mai, visto fra l’altro che due terzi del Piano (come oggi provvisoriamente circolato) va attuato da amministrazioni territoriali; ma proprio la governance del Piano è l’occasione per avviare quell’azione pragmatica di rigenerazione delle amministrazioni pubbliche che proprio ForumDD, ForumPA e Movimenta hanno delineato.

I quattro assi della rigenerazione della PA

Le gambe della rigenerazione sono quattro. Ricordiamole.

  • Primo, partire da missioni strategiche chiare e da risultati attesi ancor più chiari in termini di qualità di vita e lavoro e impresa che siano misurabili e verificabili, e che dunque motivino: motivino i dipendenti pubblici a lavorare per uno scopo, e ritrovare un ruolo e un riconoscimento, e motivino cittadini, lavoratori e imprenditori a stare sul pezzo, a pretendere ciò che è stato annunciato, a contribuire a farlo accadere.
  • Secondo, con queste missioni e con questi risultati chiari, avendo deciso anche quali territori e quali amministrazioni centrali e locali sono coinvolte, si può finalmente verificare quante e quali competenze manchino, di tipo disciplinare-tecnico (e con requisiti sull’uso e sulla comprensione critica della tecnologia digitale) e organizzativo, e su queste basi tradurre il rinnovamento generazionale in atto nel reclutamento di una leva innovativa di giovani, attraverso bandi rapidi (non oltre 6 mesi) e innovativi, come cento esperienze mostrano possibile; e poi si possono, si devono, accompagnare assunte e assunti nell’entrata in servizio, mobilitando le dipendenti e i dipendenti anziani più adatti a questa funzione.
  • Terzo, bisogna tornare a formare il personale, certo alle opportunità e ai rischi del digitale – lo leggiamo anche nel Piano del governo – ma anche al nuovo modo di amministrare che è oggi necessario, con più discrezionalità – in coerenza con il più saggio degli atti del governo in carica, abolire il danno erariale per danni colposi che derivino da azione (non da inazione) – e con una capacità di interazione, dialogo e governo del confronto pubblico con le parti.
  • Quarto, appunto, una ben più intensa partecipazione ai processi decisionali della società civile e delle rappresentanze del lavoro e dell’impresa: sia nella fase ascendente, quando si scelgono le strategie – ciò che è mancato del tutto, finora, nella preparazione del Piano, chiediamo tutti in questi giorni che si rimedi con urgenza – sia nella fase discendente, nel disegnare i bandi, nel monitorare e sbloccare gli ostacoli all’attuazione.

Piano Ripresa e Resilienza: un’occasione che non possiamo perdere

Non possiamo permetterci con il bilancio ordinario, non possiamo permetterci con questo Piano, di buttare soldi, di fare buche e poi riempirle. E l’occasione è d’oro. Ho fatto tanta amministrazione per quasi diciotto anni, e la prima cosa che chiedono tutti, che chiedevano tutti coloro con cui ho lavorato, qualunque livello fossero, è quale fosse mai la missione, l’obiettivo per cui impegnarsi, metterci testa, restare ore extra non remunerate, portarsi a casa preoccupazioni e lavoro, rischiare di essere indagati dalla Corte dei conti perché, al fine di raggiungere un risultato, norme e regole erano state “interpretate”. L’Europa ci chiede di rendere chiari nel Piano i “risultati attesi”, di fissare target semestrali e ci chiederà “prova” di tali esiti per pagarci. Evviva. È ciò che la grande squadra con cui lavorai nel Dipartimento Politiche di Sviluppo, a due riprese, fra 1998 e 2005, ha sempre perseguito, riuscendo, solo così, a portare l’Italia a metà classifica – bei ricordi – nell’uso dei fondi comunitari. Ma, assai più importante, conoscere – e prima ancora dibattere – i risultati attesi è ciò che chiede il paese intero. Che chiedono i milioni di persone che stanno ridisegnando un itinerario di vita e vogliono capire quali “certezze” lo Stato è in grado di offrire. Non “aiuti”. Ma certezze nei servizi fondamentali, nel trasferimento di tecnologia, in salute, scuola, mobilità e casa. Stabilire tali risultati attesi è dunque l’alfa e l’omega del Piano. Su questo occorre battersi.

Su queste basi vengono le quattro gambe della rigenerazione delle Pa che ho prima richiamato. Per quanto mi riguarda prima ancora che dallo studio – anche se le mie antiche ricerche in Bankitalia sul governo societario mi hanno certo aiutato – quelle idee vengono dai diciotto anni di esperienza. Da successi e insuccessi, da ferite e progressi.

Parole d’ordine: confronto, dialogo, formazione

Pensiamo ai bandi di gara o alle altre procedure per assegnare incarichi. Bisogna che l’amministratore pubblico, competente, esca dalla sua stanza e si confronti con le persone delle organizzazioni di cittadinanza e del lavoro. Non per sentirsi dire cosa deve mettere nel bando, ma per sentire e raccogliere saperi. Non funziona se il funzionario o dirigente si chiude in una stanza per scrivere un bando in isolamento, o una legge o un regolamento, convinto di anticipare tutte le possibilità e risolvere tutti i problemi. Quando invece devi scrivere norme aperte, indirizzi, che possano poi adattarsi alle circostanze. Che tu adatterai alle circostanze dialogando con la società. Per farlo devi essere formato a farlo, devi essere convinto che serva, devi fare riferimento ad esperienze dove ha funzionato. Formazione e buon reclutamento sono decisivi.

Certo, dialogare con la società ti fa anche arrivare “sberle”, ma meglio queste, in tempo, anziché commettere errori irreparabili. Nella mia esperienza ne arrivavano. Nei comitati di monitoraggio dei fondi, interpretati come vere agorà democratiche, non sommergendo le parti di carte incomprensibili – avviene così spesso – ma condividendo dati, diagnosi e obiettivi. Nelle arene dove raccogli reazioni su una bozza di bando. O in piazza – ricordo i miei direttori generali, a L’Aquila, quando da Ministro affrontammo l’obiettivo di sbloccare la ricostruzione – quando i cittadini ti fanno domande difficili. Ogni volta, lì per lì, sei a disagio, ti penti anche di quell’apertura. Ma dopo, subito dopo, i benefici per la macchina pubblica, per il tuo spirito, sono enormi. Capisci – ammetti – di avere appreso ciò che non sapevi.

Sbloccare la ricostruzione, prima di tutto del centro storico dell’Aquila, ma anche dei Comuni minori. Quello sì è un risultato atteso misurabile, che stava scritto, e oggi sta scritto, in numeri e grafici che ognuno può leggere. Furono quegli obiettivi chiari a spronare due straordinarie strutture pubbliche, alimentate da 300 assunzioni fresche, effettuate in sei mesi, selezionando 16mila candidati, dirette in modo egregio, a farle raggiungere gli obiettivi raggiunti.

Ragionare fuori dai silos

E oggi? Oggi, l’ho scritto, il Piano Ripresa e Resilienza ha l’occasione di farlo. Scorrendolo si trovano alcuni risultati attesi chiari: 450mila posti in asili nido, 150% di aumento di iscritti agli ITS, percentuali scandite di riduzione delle abitazioni a rischio alluvionale, riduzione (da definire) dei tempi per procedure nei servizi ai cittadini. Bene. Ma per gran parte degli interventi annunziati non ci sono ancora risultati attesi. Oppure, peggio, questi sono scambiati per le “realizzazioni”, l’esito materiale o immateriale della spesa. È così per i 20 miliardi messi su incentivi miticamente chiamati “4.0”, il cui risultato sarebbe il numero di imprese incentivate o il volume di investimenti fatti. E l’effetto sulla qualità e innovazione o organizzazione o propensione esportare delle imprese beneficiarie? E così via.

Ecco, concretamente cosa serve per avere un’alfa da cui partire. I risultati attesi dell’azione pubblica intrapresa. Il che assume una diagnosi dei problemi. Quale è la diagnosi? Quale il risultato a cui mirare? Su cui spronare i pubblici dipendenti?

E poi serve ragionare fuori dai silos settoriali. Perché il cambiamento, territorio per territorio richiede che in quei territori, in modo contemporaneo la scuola abbia, con tutta la comunità educante, un piano di contrasto alla povertà educativa, che il supporto socio-sanitario degli anziani migliori, che gli ascensori dei grandi condomini funzionino e ci sia anche una sala dove quei servizi abbiano un punto di riferimento, che gli spazi pubblici non siano inquinati o coperti di rifiuti e siano accoglienti, che la mobilità sia accessibile anche a chi male si muove. E per tutto ciò serve un peso forte, più forte, della programmazione strategica territoriale, E serve pensare le amministrazioni pubbliche come filiere: filiere che partono da Roma e dalle Regioni con indirizzi settoriali nazionali – su aree interne, su periferie, su aree sismiche, su foreste, su scuola, e così via – e cadono poi a terra nei luoghi trovando a opera dei Comuni, di loro partizioni, di loro alleanze, il punto di unificazione. E serve che i dipendenti pubblici ai due estremi di questa filiera abbiano le caratteristiche che ho detto e dialoghino. Non per mail.

Nulla di impossibile. Non servono nuove norme. Si può partire subito. Ma serve una forte volontà politica. E il coraggio che il paese chiede.

Valuta la qualità di questo articolo

La tua opinione è importante per noi!

Speciale PNRR

Tutti
Incentivi
Salute digitale
Formazione
Analisi
Sostenibilità
PA
Sostemibilità
Sicurezza
Digital Economy
CODICE STARTUP
Imprenditoria femminile: come attingere ai fondi per le donne che fanno impresa
DECRETI
PNRR e Fascicolo Sanitario Elettronico: investimenti per oltre 600 milioni
IL DOCUMENTO
Competenze digitali, ecco il nuovo piano operativo nazionale
STRUMENTI
Da Istat e RGS gli indicatori per misurare la sostenibilità nel PNRR
STRATEGIE
PNRR – Piano nazionale di Ripresa e Resilienza: cos’è e novità
FONDI
Pnrr, ok della Ue alla seconda rata da 21 miliardi: focus su 5G e banda ultralarga
GREEN ENERGY
Energia pulita: Banca Sella finanzia i progetti green incentivati dal PNRR
TECNOLOGIA SOLIDALE
Due buone notizie digitali: 500 milioni per gli ITS e l’inizio dell’intranet veloce in scuole e ospedali
INNOVAZIONE
Competenze digitali e InPA cruciali per raggiungere gli obiettivi del Pnrr
STRATEGIE
PA digitale 2026, come gestire i fondi PNRR in 5 fasi: ecco la proposta
ANALISI
Value-based healthcare: le esperienze in Italia e il ruolo del PNRR
Strategie
Accordi per l’innovazione, per le imprese altri 250 milioni
Strategie
PNRR, opportunità e sfide per le smart city
Strategie
Brevetti, il Mise mette sul piatto 8,5 milioni
Strategie
PNRR e opere pubbliche, la grande sfida per i Comuni e perché bisogna pensare digitale
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr
CODICE STARTUP
Imprenditoria femminile: come attingere ai fondi per le donne che fanno impresa
DECRETI
PNRR e Fascicolo Sanitario Elettronico: investimenti per oltre 600 milioni
IL DOCUMENTO
Competenze digitali, ecco il nuovo piano operativo nazionale
STRUMENTI
Da Istat e RGS gli indicatori per misurare la sostenibilità nel PNRR
STRATEGIE
PNRR – Piano nazionale di Ripresa e Resilienza: cos’è e novità
FONDI
Pnrr, ok della Ue alla seconda rata da 21 miliardi: focus su 5G e banda ultralarga
GREEN ENERGY
Energia pulita: Banca Sella finanzia i progetti green incentivati dal PNRR
TECNOLOGIA SOLIDALE
Due buone notizie digitali: 500 milioni per gli ITS e l’inizio dell’intranet veloce in scuole e ospedali
INNOVAZIONE
Competenze digitali e InPA cruciali per raggiungere gli obiettivi del Pnrr
STRATEGIE
PA digitale 2026, come gestire i fondi PNRR in 5 fasi: ecco la proposta
ANALISI
Value-based healthcare: le esperienze in Italia e il ruolo del PNRR
Strategie
Accordi per l’innovazione, per le imprese altri 250 milioni
Strategie
PNRR, opportunità e sfide per le smart city
Strategie
Brevetti, il Mise mette sul piatto 8,5 milioni
Strategie
PNRR e opere pubbliche, la grande sfida per i Comuni e perché bisogna pensare digitale
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr

Articoli correlati

Articolo 1 di 2