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il quadro

Tutte le sfide digitali del nuovo Governo Conte

Chiarire la governance, rilanciare la PA digitale, supportare l’innovazione delle aziende. Riprendere in mano i dossier dimenticati della Scuola e Sanità digitali. Ecco il nostro dossier sui punti che il nuovo esecutivo dovrà assolvere per renderci davvero una “smart nation”

11 Set 2019

Alessandro Longo


L’innovazione dell’Italia è nelle priorità dichiarate dal nuovo Governo Conte – a quanto ci dice il premier nel chiedere la fiducia. E già questo rincuora. Così come conferme positive arrivano dalle ultime mosse, tutte volte al tentativo di approcciare la materia in modo più razionale e strategico: PagoPA Spa, il dipartimento per la trasformazione digitale, fino al ministro per l’innovazione Paolo Pisano appena designata.

Bene, ma adesso c’è da accelerare (come detto anche da Marco Gay di Assinform-Anitec commentando il discorso di Conte). Perché il lavoro da fare è tanto.

Per fare chiarezza sulle priorità, Agendadigitale.eu – come di consueto – ha prodotto uno speciale nuovo governo che arriverà nelle mail degli iscritti alla newsletter (qui un elenco degli articoli).

Chiarire la governance

Conte ha parlato soprattutto di accelerare sulla PA digitale e sull’innovazione delle imprese, due temi cardine. Anche altri punti sarebbero però da menzionare. Soprattutto, sarebbe opportuno chiarire anche il come s’intende farlo: in termini sia di governance politica sia di risorse finanziarie (in vista della Legge di Bilancio, appuntamento che farà da spartiacque tra l’altro anche sui temi dell’innovazione digitale del Paese).

Carlo Mochi Sismondi e Rocco Panetta sono tra gli autori che più si soffermano sulla necessità di completare la razionalizzazione della governance, dopo le ultime mosse; cona una interazione più forte e centralmente coordinata per esempio nel rapporto con le aziende, con le Regioni (qui vedi Dimitri Tartari) e per lo stanziamento dei fondi europei. Un coordinamento, con un ruolo forte della neo ministra, sarà necessario anche per sbloccare la partita della Sanità digitale, dove l’Italia si gioca il futuro della salute pubblica (sempre meno insostenibile se gestita in modo novecentesco).

Coordinamento che a tutti i livelli (centrale e periferico) è mancato negli ultimi dodici mesi.

Pa digitale

La Pa digitale è una priorità per Conte perché ne va della competitività del sistema Paese. Sanità digitale (cfr Pillon) e Scuola (cfr Ferri) a parte, dove obiettivamente abbiamo perso tanto tempo, ora resta da centrare la partita di PagoPA, e prendere una decisione seria sul futuro dell’identità digitale (cfr Prosperetti), a cui lo stesso Conte ha fatto riferimento (obiettivo- dice – una identità digitale a tutti entro fine anno, per quanto utopistico).

Innovazione delle aziende

Per il mondo delle aziende, la partita si vedrà tutta a fine anno, invece, con il lancio del Fondo Innovazione (si spera senza ulteriori ritardi) e il nuovo corso (si spera anche qui) di Industria 4.0. Dove è urgente sia fare chiarezza sul futuro (vedi le sfide, Carnovale), sia una strategia più di ampio respiro (cfr Potti).

Completare il piano banda ultralarga rientra in questo quadro, ma anche proseguire il lavoro sulle linee guida intelligenza artificiale e quelle blockchain.

La sicurezza, la digital tax

E non è finita qui, perché il Governo deve riprendere la partita della cyber security nazionale (pure essenziale per la nostra economia) e prendere una posizione forte sulla digital tax.

Un auspicio

Come si vede, tante partite complicate; alcune trascurate da mesi. Altre mai affrontate davvero con la necessaria forza. E’ il momento buono per farlo: il Governo finora ha dato qualche conferma di crederci davvero. Bisognerà vedere se avrà la forza di andare fino in fondo con i passi di trasformazione necessaria per il Paese.

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