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il trend

Virgone: “Pagare in digitale la PA, il 2019 anno di svolta: ecco perché”

Dal 2016 a oggi PagoPa è cresciuto a ritmi esponenziali e il trend proseguirà nel 2019. Importanti i benefici per cittadini e PA, dalla semplicità e sicurezza dei pagamenti a una migliore gestione degli incassi. Una crescita che non è frutto del caso ma di una spinta consapevole e competente di tutti gli attori coinvolti

02 Gen 2019

Giuseppe Virgone

responsabile Pagamenti Digitali per il Team Digitale alla presidenza del Consiglio


Passando da circa 900 mila transazioni l’anno del 2016 a oltre 13 milioni di transazioni e circa 1,8 miliardi di euro gestiti nel 2018, pagoPA è una delle piattaforme digitali “abilitanti” in maggiore crescita in Italia, insieme all’Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente (ANPR), e una delle colonne portanti sulle quali si basa la trasformazione digitale del paese. La crescita non è casuale ma deriva da alcuni fattori determinanti e sicuramente il lavoro non è ancora concluso. Non a caso per sviluppare definitivamente i pagamenti digitali della Pubblica Amministrazione e incentivare  ulteriormente il processo di digitalizzazione del Paese, il Governo ha deciso di passare la gestione di pagoPA alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, che si avvale del Commissario Straordinario per l’attuazione dell’Agenda Digitale. Partiamo dai numeri che descrivono la crescita, prima di addentrarci nei motivi che l’hanno determinata e di definire quello che ancora resta da fare.

Tutti i numeri della crescita di pagoPA

Nell’arco di tre anni, con la spinta del Team per la Trasformazione Digitale e il supporto di AgiD, la piattaforma unica per i pagamenti digitali ha continuato a crescere con un ritmo esponenziale. Un trend positivo che proseguirà nel 2019 e che già oggi produce forti benefici sia per i cittadini che per le Pubbliche Amministrazioni, derivanti dalla semplicità e sicurezza dei pagamenti e da una migliore gestione degli incassi.

I numeri raccontano chiaramente la crescita di una piattaforma che si è affermata e si sta diffondendo in maniera sempre più capillare su tutto il territorio nazionale.

Prendendo come riferimento l’ultimo trimestre, nel 2016 (primo anno in cui la piattaforma ha cominciato realmente a funzionare) su pagoPA passavano poco più di 137 mila transazioni verso la Pubblica Amministrazione. Un anno dopo, il valore era già aumentato di oltre dieci volte, raggiungendo oltre 1 milione 468 mila transazioni. Quest’anno chiuderemo l’ultimo trimestre con oltre 4 milioni 200 mila transazioni, un’ulteriore crescita del 200 per cento.

Anche guardando il valore degli importi, la crescita di pagoPA ha dimensioni esponenziali. Nell’ultimo trimestre 2016 passavano per pagoPA pagamenti per un valore di 41 milioni 541 mila euro. Alla fine del 2017, l’importo transato era di 234 milioni 379 mila euro, con un incremento di oltre il 450 per cento. Quest’anno la previsione è di chiudere l’ultimo trimestre 2018 con un valore delle transazioni superiore a 670 milioni di euro, che equivale a un aumento di quasi il 200 per cento.

In tre anni siamo passati da una piattaforma marginale, che copriva meno dello 0,5 per cento di tutte le transazioni verso la Pubblica Amministrazione, a un player ormai indispensabile, da cui passa oltre il 6 per cento delle transazioni, con milioni di cittadini che hanno usato pagoPA nell’ultimo anno.

I motivi di una crescita a doppia cifra

La crescita decisa di pagoPA non è casuale, ma frutto di alcuni fattori determinanti che spiegano anche perché la piattaforma è destinata a crescere ancora in modo rilevante nei prossimi anni:

  • La spinta che gli ultimi governi hanno dato alla digitalizzazione del Paese, affidando a un grande manager come Diego Piacentini il ruolo di Commissario Straordinario per l’attuazione dell’Agenda Digitale. Una spinta che non è venuta meno allo scadere dei due anni del mandato di Piacentini, con la nomina in completa continuità di Luca Attias e il rinnovo di tutto il Team per la Trasformazione Digitale. Un atteggiamento deciso che ancora oggi indica un chiaro indirizzo dell’attuale esecutivo verso la digitalizzazione del Paese.
  • La competenza dei profili tecnici che lavorano con AgiD a sostegno del Governo sullo sviluppo delle piattaforme abilitanti, che si traduce anche nella maggiore capacità di raccontare alle singole Pubbliche Amministrazioni quali sono tutti i vantaggi di aderire a queste piattaforme.
  • Lo sviluppo tecnologico di pagoPA, in particolare con: la realizzazione di un’esperienza utente più efficiente sia online che offline, in linea con gli standard di mercato e capace di rendere più semplice per il cittadino l’utilizzo dei sistemi di pagamento; la messa a punto di strumenti collaborativi a disposizione delle software house per una più agevole integrazione della piattaforma (in particolare con il codice open source e la condivisione delle tecnologie con le piattaforme Designers Italia e Developers Italia).
  • Il supporto di tutti i Prestatori di servizi di pagamento che aderiscono al nodo dei pagamenti di pagoPA.
  • L’atteggiamento convinto degli “ecosistemi centrali” della Pubblica Amministrazione, come ad esempio l’Agenzia delle Entrate Riscossione, l’INPS, l’ACI, l’INAIL, o le amministrazioni di grandi comuni come Milano, Roma o Palermo, che hanno risposto al segnale chiaro da parte del governo portando i loro servizi più importanti su pagoPA.

Tutti questi fattori ci fanno prevedere una crescita di pagoPA ancora più importante nei prossimi mesi. Ad esempio, già nel 2019 la quasi totalità dei bolli auto verrà pagata tramite pagoPA con una crescita esponenziale delle transazioni già nel mese di gennaio.

Pagamenti sempre più digitali grazie (anche) a PagoPa

La crescita di pagoPA è già oggi un importante motore verso la digitalizzazione dei pagamenti in Italia. Nel 2018 circa il 36 per cento dei pagamenti fatti con pagoPA è stato effettuato con carta di credito o debito (per un valore di oltre 670 milioni di euro). Un dato di gran lunga superiore alla media nazionale, dove le carte di pagamento sono usate per poco più del 20 per cento dei casi. Quando le persone sono messe in condizione di pagare online, in modo semplice e intuitivo, preferiscono i pagamenti digitali al contante.

I pagamenti digitali, lo abbiamo detto, sono una delle colonne portanti del processo di digitalizzazione in Italia, ma c’è ancora tantissimo da fare. Ad esempio, oggi la transazione media è di circa 190 euro e da un’analisi attenta dei dati si evince che la piattaforma non intercetta ancora né i micropagamenti (come trasporto pubblico, sosta, ZTL), né i macropagamenti (come la TARI di capannoni industriali o le tasse di concessione governativa).

L’esperienza utente deve migliorare ulteriormente e, nonostante il rilascio di un SDK dedicato, l’esperienza mobile è ancora poco utilizzata. L’avviso in formato digitale è in corso di sperimentazione, mentre l’integrazione con l’F24 è appena iniziata.

Cambia la gestione di PagoPa, un nuovo passo avanti

Per questo a fronte della rapida crescita di pagoPA, documentata da numeri incontrovertibili, l’attuale Governo ha deciso di potenziare ulteriormente il suo indirizzo, facendo un ulteriore passo in avanti.

All’interno del Decreto Legge “Semplificazioni” (numero 135 del 14 dicembre del 2018) trova spazio l’articolo 8 che sposta pagoPA sotto la gestione della Presidenza del Consiglio dei Ministri, che si avvale del Commissario Straordinario per l’attuazione dell’Agenda Digitale, con l’obiettivo di costituire una società di capitali che abbia il principale compito, nei prossimi anni, di sviluppare definitivamente i pagamenti digitali della Pubblica Amministrazione e incentivare  ulteriormente il processo di digitalizzazione del Paese.

@RIPRODUZIONE RISERVATA

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