Bonus TV 2021: come funziona, requisiti e come richiederlo | Agenda Digitale

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Bonus TV 2021: come funziona, requisiti e come richiederlo

Il Governo ha lanciato un bonus Tv per consentire ai cittadini con Isee fino a 20mila euro di cambiare tv o comprare un decoder compatibili con il nuovo standard Dvb-t2 che scatta da giugno 2022. E così poter continuare a vedere i canali tv del digitale terrestre

04 Gen 2021
Nicoletta Pisanu

Redazione AgendaDigitale.eu

Il bonus Tv continua ancora nel 2021 e sarà utilizzabile per potersi adeguare ai nuovi standard della tv digitale terrestre.

È un’iniziativa del Ministero dello Sviluppo economico lanciata con la Legge di bilancio 2018 per favorire il passaggio dei cittadini a televisori e decoder di nuova generazione.

Passaggio necessario dato che da settembre 2021 a giugno 2022, in più fasi, le emittenti passeranno a nuovi standard tv.

L’agevolazione consente di aiutare i cittadini con Isee in fascia 1 e 2 (fino a 20 mila euro) a sostenere i costi per cambiare il proprio dispositivo o comprare un decoder Dvb-t2 o satellitare, permettendo così a loro di continuare a guardare i programmi tv.

Un emendamento alla Legge di bilancio 2021 approvato a dicembre prevede dalla Commissione bilancio, prevede lo stanziamento di 100 milioni di euro in più per la misura, permettendo quindi di estenderne la validità.

Questa misura è ancora disponibile: vediamo fino a quando si può usufruirne e come funziona, per ottenere vantaggi dall’acquisto di una nuova televisione.

Bonus TV, a cosa serve

Il bonus tv è stato introdotto in vista del cambio delle frequenze di trasmissione dei programmi televisivi. Le vecchie televisioni non adeguate al nuovo standard in arrivo non potranno più essere usate, perché non idonee alla trasmissione: si rischia di non vedere più i programmi. Questa rivoluzione tecnologica nell’ambito televisivo è stata preannunciata nel 2017 con la legge di Bilancio 2018 all’articolo 89.

La normativa infatti prevede che entro il 30 giugno 2022 le reti televisive si adeguino al nuovo standard di trasmissione e codifica DVBT-2 HEVC.

Ma già da settembre 2021 ci sarà un passaggio tecnologico: da Mpeg-2 a Mpeg-4, standard comunque più supportato dalle tv attualmente presenti nelle case degli italiani; è quello dell’alta definizione.

Il cambiamento a Dvbt-2 in particolare è necessario principalmente perché il 5G occuperà le medesime frequenze del precedente segnale televisivo DBVT, cioè 700 MHZ, quelle attualmente usate per la trasmissione dei programmi televisivi. Il nuovo standard invece funziona su frequenze tra i 490 e 790 MHZ, lasciando libero il campo quindi agli operatori telefonici di usare la frequenza a 700 MHZ per il 5G. Per poter continuare a vedere i programmi televisivi quindi, è necessario dotarsi di un televisore che sia adeguato al nuovo standard DVBT-2 HEVC. Standard che porta anche vantaggi nella visione, supportando anche video in 8K e quindi garantendo una definizione notevolmente migliore rispetto a quella attualmente disponibile.

Per questo motivo, dal gennaio 2017 i venditori sono obbligati a vendere dispositivi in linea con lo standard in arrivo. I cittadini che però in casa hanno televisori antecedenti quella data, devono per forza cambiarlo.

Come verificare che la propria tv sia compatibile con il nuovo digitale terrestre DVBT-2 Hevc

Per verificare che il proprio dispositivo sia adatto, bisogna vedere ai numeri 200 e 100 del telecomando. Se appare la scritta “Test HEVC Main10” tutto ok. Se lo schermo è nero o il canale non si sintonizza, per continuare a vedere i programmi dal giugno 2022 bisognerà per forza comprare un nuovo televisore o un decoder adeguato agli standard.

La roadmap del cambio tv

A questo proposito, bisogna chiarire che il passaggio al nuovo sistema di digitale terrestre avverrà con tempi diversi a seconda della regione di appartenenza.

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Il Ministero dello sviluppo economico ha stilato una roadmap per il switch off in due fasi.

Passaggio a Mpeg-4

In una prima fase questa riguarda solo un passaggio a Mpeg-4, tecnologia che è presente su quasi tutte le tv eccetto quelle più vecchie di più di dieci anni. Verifichiamo se la tv è Mpeg-4 collegandoci dal canale 501 in poi.

  • Dal primo settembre al 31 dicembre 2021: Piemonte, Valle d’Aosta, Lombardia, Emilia Romagna, Veneto, Friuli Venezia Giulia, province autonome di Trento e di Bolzano);
  • Dal primo gennaio al 31 marzo 2022: Sardegna, Liguria, Toscana, Umbria, Lazio, Campania;
  • Dal primo aprile al 30 giugno 2022: Puglia, Basilicata, Marche, Molise, Abruzzo, Calabria e Sicilia.

Passaggio a Dvb-t2

Il secondo passaggio, che esclude molte tv anteriori al 2017, è al Dvb-2 e sarà dal 21 al 30 giugno 2022.

Come funziona il Bonus TV 2021 e a chi è rivolto

Il bonus tv si inserisce proprio in questo contesto. Lanciato a partire dal 18 dicembre 2019, consiste in una misura pensata come un micro-incentivo per supportare le famiglie con ISEE non superiore ai 20.000 euro nell’acquisto di un nuovo dispositivo, di un decoder Dvb-2 o satellitare.

I cittadini stranieri possono accedere al bonus tv se sono residenti in un Comune in Italia.

Il valore del bonus tv è di massimo 50 euro: se si acquista un dispositivo che costa meno, il bonus tv coprirà l’intero importo della spesa, invece se il costo supera quella cifra, il bonus tv coprirà la spesa fino a cinquanta euro.

Il bonus vale come sconto diretto al momento dell’acquisto.

Nel caso il bonus tv copra del tutto il costo del dispositivo acquistato, perché di prezzo inferiore ai cinquanta euro, bisognerà riportare su scontrino o fattura il costo dell’acquisto senza l’applicazione del bonus, indicando “non riscosso” dove viene chiesta la modalità di pagamento.

Fino quando si può richiedere il bonus tv 2021

Si potrà richiedere il bonus tv fino al 31 dicembre 2022 o comunque fino al termine dei fondi disponibili. Sono infatti stati stanziati 150 milioni di euro di cui servirsi per tutto il periodo 2019-2022.

Nuovi fondi con la Legge di bilancio 2021

A dicembre la Commissione bilancio alla Camera ha approvato l’emendamento alla Legge di bilancio 2021 con cui si stanziano 100 milioni di euro in più per l’incentivo.

Un decreto per le nuove modalità

La legge di bilancio indica anche che un decreto Mise-Mef dovrà indicare le nuove ripartizioni dei fondi. Possibile quindi che in alternativa a un mero ampliamento della platea dei beneficiari (comunque nel limite Isee 20mila euro) il decreto aumenti l’importo dell’incentivo.

Come richiedere il bonus tv 2020

Per i cittadini, il bonus tv consisterà in uno sconto applicato dal venditore del dispositivo al prezzo originario. Per ottenere l’agevolazione, i clienti devono presentare al momento dell’acquisto la richiesta, attraverso l’apposito modulo disponibile sul sito del Ministero dello sviluppo economico

  • Bisognerà dichiarare di avere la residenza in Italia e di far parte di un nucleo familiare con Isee entro i 20.000 euro.
  • Inoltre, altri componenti della stessa famiglia non devono aver già usufruito del bonus tv.

Non sarà necessario presentare il documento relativo all’Isee, perché nel modulo della richiesta per ottenere l’agevolazione è presenta in forma di autodichiarazione l’attestazione in cui si afferma di appartenere a una famiglia con Isee in prima o seconda fascia.

Ovviamente, in caso di affermazioni che non corrispondessero alla verità dei fatti, scatterebbero tutte le conseguenze di legge, come le sanzioni previste dalla notmativa.

Dopo aver preparato la richiesta, si potrà procedere alla fase di acquisto del dispositivo. Nel caso non si fosse certi di quale dispositivo acquistare, il Mise ha messo a disposizione per sicurezza una lista con tutti i prodotti per i quali è possibile richiedere il bonus. La persona che ha avanzato la richiesta per il bonus Tv, non necessariamente deve essere la stessa che andrà materialmente a compare in negozio il dispositivo. Si può delegare qualcuno: in questo caso al negoziante andrà presentata una delega scritta, oltre ai documenti di identità sia del cliente effettivo che di chi ha richiesto l’agevolazione.

Per quanto riguarda la fase di pagamento, non ci sono vincoli di legge che obbligano il negoziante, per esempio non è tenuto per forza dalla normativa a fare fattura elettronica. Allo stesso modo, si può pagare con qualsiasi modalità. Sono accettati infatti sia i pagamenti elettronici sia quelli in contanti, ovviamente in questo caso bisognerà rispettare i limiti di legge.

Bonus TV venditori, come registrarsi

Dal 3 dicembre 2019, i venditori di televisori e decoder (anche chi vende online tramite e-commerce) per garantire ai clienti l’accettazione del bonus Tv dal 3 dicembre 2019 devono registrarsi tramite la piattaforma digitale messa a disposizione dall’Agenzia delle Entrate nella sezione Fisconline / Entratel, alla quale si può accedere con Spid, le credenziali fornite dall’Agenzia delle entrate stessa o con smart card. Una volta entrati, bisognerà indicare l’utenza di lavoro, cioè precisare il codice fiscale dell’impresa o dell’ente per cui si lavora. Si aprirà la sezione “Profilo utente”, a quel punto bisognerà selezionare “Funzioni relative agli incaricati” e poi la voce relativa alla loro nomina. Necessario poi inserire tutti i dati anagrafici. Tramite “gestione incaricati” si assegna alla società il servizio bonus Tv. A quel punto si sarà registrati. Il Mise ha messo a disposizione una guida passo per passo per la procedura di registrazione alla piattaforma dell’Agenzia delle entrate.

Nel caso di un venditore estero, membro di un Paese dell’Unione Europea ma non ovviamente l’Italia, il portale su cui registrarsi si trova a questo indirizzo. È prevista infatti la registrazione presso il Ministero dello sviluppo economico per essere inseriti nella lista dei venditori esteri autorizzati alla gestione del bonus Tv.

Registrare tv e decoder

I produttori di televisioni e decoder per poter garantire il bonus Tv con l’acquisto dei loro dispotivi, hanno la possibilità di registrarsi attraverso le procedure telematiche appena indicate fino al 31 dicembre 2022.

Per farlo bisogna comunicare al Mise che i propri prodotti hanno tutte le caratteristiche tecniche previste dalla normativa (in particolare, il decreto del 18 ottobre 2019). Necessario accedere al portale dedicato dal Ministero dello sviluppo economico. Come comunicato dal Mise stesso sul proprio sito, è stata messa a disposizione dei produttori anche una email per chiedere eventuali chiarimenti sulla procedura o le regole: produttori.bonustv-decoder@mise.gov.it. In questo modo si potrà comunicare direttamente al ministero i propri dubbi, chiedendo precisazioni per non incappare in errori.

Recupero del credito

Lo sconto applicato per permettere ai clienti di usufruire del bonus Tv potrà essere ottenuto in compensazione tramite modello F24, dopo il rilascio di un’attestazione dell’applicazione dello sconto. Tale attestazione viene rilasciata da parte dell’Agenzia delle entrate. Si può recuperare lo sconto con la compensazione già dal secondo giorno lavorativo, spiega il Mise nelle Faq sul bonus tv, a partire dal momento del rilascio dell’attestazione. Viene precisato che il credito si può usare anche per pagare i contributi Inps.

Bonus Tv e Iva agevolata per invalidi

Nel caso un cliente avesse un’invalidità riconosciuta dalla legge numero 104 del 1992, per cui in caso di acquisti è prevista l’agevolazione sull’Iva portandola al 4%, il bonus Tv può comunque essere applicato. Questo perché il bonus si calcola sul prezzo complessivo del dispositivo in vendita, considerando quindi anhe l’Iva. Nel caso si presentasse la necessità dunque, non c’è incompatibilità tra le due misure.

Tuttavia, da chiarire che il requisito per accedere al bonus Tv è sempre quello dell’Isee non superiore ai 20.000 euro. Non sono previste ulteriori agevolazioni per le persone con disabilità.

Cosa fare se il dispositivo acquistato è rotto

Nel caso la televisione o il decoder acquistati usufruendo dell’agevolazione del bonus tv siano danneggiati, valgono le regole relative alla garanzia. Queste non vengono influenzate dall’applicazione del bonus.

Nel caso invece un cliente chieda al negoziante di sostituire un acquisto effettuato usufruendo dell’agevolazione, il commerciante dovrà obbligatoriamente eseguire la procedura telematica di annullamento.

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