DEF 2021, limitare i danni della crisi e puntare alla crescita: le previsioni del Governo | Agenda Digitale

Il commento

DEF 2021, limitare i danni della crisi e puntare alla crescita: le previsioni del Governo

Lo scostamento di bilancio punta a evitare danni permanenti dopo la crisi causata dall’emergenza sanitaria, trovando i fondi necessari a supportare imprese e famiglie: il Governo intanto con cauto ottimismo prevede miglioramenti del quadro economico già dal trimestre in corso

19 Apr 2021
Maurizio Carmignani

Founder & CEO - Management Consultant, Trainer & Startup Advisor

Con il DEF 2021, il Governo è fortemente consapevole che il grande rischio di danni permanenti al tessuto produttivo, unitamente all’enorme sforzo richiesto ad alcune categorie sociali e produttive devono essere limitati, al fine di scongiurare la sciagura di non riuscire a recuperare i livelli di PIL precedenti alla crisi dovuta all’emergenza sanitaria.

Infatti il documento, su cui il Consiglio dei ministri ha trovato un accordo il 15 aprile, prevede un nuovo ricorso all’indebitamento nell’anno in corso per 40 miliardi di euro e si prevede di dovervi fare ricorso per ulteriori 6 miliardi all’anno per i prossimi anni, dal 2022 al 2033. Fondi che verranno utilizzati nell’ambito di interventi dedicati ad investimenti complementari al PNRR, la cui stesura finale è alle porte essendo prevista la consegna alla Commissione Europea il 30 aprile.

L’ulteriore scostamento di bilancio per l’anno 2021 è considerato fondamentale per imprese e famiglie. La gran parte degli extra 40 miliardi di euro di deficit, oltre il 2% del PIL, va in soccorso delle imprese, soprattutto quelle penalizzate dalle chiusure, con sussidi a fondo perduto. Con tale ulteriore debito, i sostegni erogati arriveranno al 4% del PIL per il 2021 (6,6% nel 2020). Il Governo si assume una responsabilità importante, una scelta necessaria ma anche coraggiosa che porta il deficit vicino al 12%. Il Presidente del Consiglio probabilmente conta anche sulla buona presa che la sua persona ha sui mercati.

DEF 2021, perché un nuovo livello di indebitamento

Nella relazione presentata, sentita la Commissione europea, “il Governo richiede l’autorizzazione a rivedere il percorso di avvicinamento all’obiettivo di medio termine fissando il nuovo livello dell’indebitamento netto al -11,8 per cento del PIL nel 2021, al -5,9 per cento nel 2022, al -4,3 per cento nel 2023 e al -3,4 per cento nel 2024. In termini strutturali, l’indebitamento netto programmatico delle amministrazioni pubbliche si attesterebbe al -9,3 per cento del PIL nel 2021, al -5,4 per cento nel 2022, al -4,4 per cento nel 2023 e al -3,8 per cento nel 2024. Il rapporto debito/PIL è fissato per il 2021 al 159,8 per cento e si riduce progressivamente negli anni successivi al 156,3 per cento nel 2022, al 155 per cento nel 2023 e al 152,7 nel 2024”.

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In generale, si legge nel documento, l’andamento dell’economia continua ad essere condizionato dall’epidemia da Covid-19 e dalle conseguenti misure sanitarie e di chiusura di molteplici attività. Secondo le stime ufficiali dell’Istat, il 2020 si è chiuso con una caduta del PIL pari all’8,9 per cento in termini reali e al 7,8 per cento in termini nominali, in linea con quanto previsto nella Nota di Aggiornamento del DEF (NADEF). In conseguenza del crollo del PIL, il rapporto fra lo stock di debito pubblico e il prodotto ha subito un’impennata al 155,8 per cento, dal 134,6 per cento del 2019.

Sono stati attuati numerosi interventi di politica economica, per un importo che nel 2020 è stato complessivamente pari a 108 miliardi (6,5 per cento del PIL). Gli indicatori economici più aggiornati suggeriscono che, nel primo trimestre del 2021, il PIL abbia continuato a contrarsi, sebbene in misura più contenuta, dopo la caduta dell’1,9 per cento registrata in termini congiunturali nei tre mesi precedenti.

Le previsioni del Governo

Il Governo in buona sostanza prevede che il quadro economico tenderà al miglioramento a partire già dal trimestre in corso, anche grazie ai risultati delle vaccinazioni che si stanno registrando nei Paesi partner commerciali dell’Italia. Il Documento di Economia e Finanza, anche a causa degli effetti di trascinamento sulla crescita relativa al 2021 della caduta del PIL registrata nel quarto trimestre del 2020, prevede una ripresa di tale grandezza in misura più contenuta per l’anno in corso – se confrontata con quella contenuta nella Nota di Aggiornamento del DEF 2020, e un miglioramento per gli anni successivi anche a seguito degli effetti degli interventi di sostegno all’economia.

Il Governo sottolinea quindi che in questa fase è fondamentale imprimere un forte impulso per supportare e sostenere con sostanza “le fasce maggiormente colpite della popolazione, quali i giovani e le donne, e per far sì che tutte le energie del Paese siano destinate alla ripartenza e alla valorizzazione degli investimenti, della ricerca e della formazione che saranno finanziati con il PNRR”.

Uno scenario positivo

Al peggioramento dei saldi atteso per l’anno in corso seguirà una graduale ripresa del percorso di convergenza verso l’obiettivo di medio termine secondo il profilo e le modalità illustrate nel Documento di economia e finanza 2021.

Come sottolineato dal Ministro Franco, l’Italia agisce nella cornice legislativa europea che, attraverso la clausola del general escape clause (GEC) consente ai Paesi membri di deviare dai parametri del Patto di Stabilità. Il Presidente del Consiglio in conferenza stampa ha dichiarato di guardare al futuro con prudente ottimismo, con fiducia. Utilizzando le sue parole possiamo concludere che l’obiettivo con questo DEF è di fare debito buono per scommettere sulla crescita.

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