Lotteria degli scontrini, l'impatto della gamification di Stato sulla società | Agenda Digitale

L'analisi

Lotteria degli scontrini, l’impatto della gamification di Stato sulla società

La Lotteria degli scontrini punta a sfruttare i processi di gamification per raggiungere obiettivi come la lotta all’evasione fiscale: una condizione che ha impatti sulla società, con spunti positivi e fronti critici

06 Apr 2021
Sabino Di Chio

Docente di Media e Consumi Culturali, Università degli Studi di Bari

lotteria scontrini

Troppo presto per valutare il successo della Lotteria degli scontrini, la vasta operazione di gamification proposta dal governo italiano per incentivare i pagamenti elettronici e ridurre l’evasione fiscale. L’iniziativa è partita da un mese e mezzo e finora ha celebrato una sola estrazione. Al di là dei proclami delle associazioni di categoria, il tempo dirà se la raccolta degli scontrini entrerà nelle abitudini dei consumatori italiani o nelle simpatie dei commercianti. Qualche parola, invece, si può già spendere sull’idea, su come è stata promossa e sul contesto sociale sul quale impatta.

L’impatto della gamification

La gamification non è più una novità: da tempo l’utilizzo di elementi del gioco in contesti non ludici è una tecnica uscita dallo stretto ambito del marketing per incrociare politiche locali e sfide urbane. Il passaggio da contesto di mercato a contesto pubblico, però, va monitorato con attenzione: occorre fare i conti con la natura ambivalente dello strumento, teso tra apprendimento e addestramento, eredità della radice behaviorista di provenienza.

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Notoriamente, lo scopo è il cambiamento di un comportamento collettivo, ritenuto passivo o dannoso, attraverso la stimolazione del coinvolgimento dei singoli. Il gioco offre una gamma infinita di meccanismi e incentivi emotivi che permettono quella “spinta gentile” (Thaler, Sunstein 2014) che avvicina la motivazione individuale, magari latente o impigrita, all’occasione concreta di uscire dall’alveo delle buone intenzioni e trasformarsi in azione. Lo schema “MOAR!” di Viola e Cassone (2017) sintetizza il ciclo in un acronimo: motivazione, occasione, azione e infine risposta, il feedback che fa da rinforzo positivo e trasforma l’azione in nuova abitudine. Un metodo che è sempre esistito, con il digitale dilaga proprio grazie all’inedita possibilità tecnica di accelerare, calibrare e misurare con precisione la ricorsività dell’engagement loop.

L’obiettivo della Lotteria degli scontrini

La lotteria degli scontrini segue il copione: il comportamento da cambiare è l’uso eccessivo dei contanti, tra la proverbiale ritrosia degli italiani a tracciare i pagamenti e la tolleranza diffusa per il nero. La misura inquadra un momento sensibile preciso: l’emissione dello scontrino fiscale dopo il pagamento digitale. Negoziante e cliente sono accomunati da un interesse di breve periodo a non procedere. Il primo per evidente convenienza, il secondo per assenza di un incentivo, se non puramente etico.

Il compromesso si rivela al ribasso sul lungo periodo, in termini di arretratezza digitale e servizi pubblici impoveriti dal mancato versamento del 26% dell’IVA dovuta (circa 35 miliardi di euro). Il gioco interviene allora per hackerare la volontà annebbiata dall’immediatezza e suggerire a cliente ed esercente un’occasione per adattare il comportamento all’interesse pubblico. L’azione porta alla risposta che, in questo caso, è la partecipazione alla lotteria. Il premio, infatti, non è una ricompensa diretta ma la conquista dei biglietti che trasferiscono la gratificazione al momento dell’estrazione e la dilatano con l’emozione dell’attesa, il sogno della vincita e l’ideale della svolta.

Gamification di Stato e servizi digitali

La gamification di Stato si presenta quindi come un’ingegnerizzazione dell’esperienza collettiva. La relazione decisore/cittadino ne esce inevitabilmente alterata con i due poli che si allontanano, aumentando l’asimmetria della relazione di potere: il comportamento del consumatore è scrutato e modificato dall’alto, bypassando le ragioni storiche, sociali, culturali alla base della cattiva abitudine. Nel caso specifico, il governo sembra approfittare della tecnologia digitale non per ragioni di sorveglianza ma per rinunciare all’ estenuante mediazione politica sulle cause dell’evasione, alla faticosa negoziazione del consenso sul dovere civico alla contribuzione.

Nella promozione non c’è riferimento ai danni provocati dall’evasione, nessuna sensibilizzazione, nessun persuasione. Il tema è oscurato da un rapido riferimento al Piano Italia Cashless e dallo slogan “non ti resta che vincere”, in perfetta continuità con lo stile linguistico delle concessionarie del gioco legale. Rinunciando al confronto, il governo sceglie di vedere gli acquirenti dallo stesso punto di vista del “potere strumentalizzante” (Zuboff 2019) delle piattaforme digitali: una pura somma di comportamenti, osservabili dall’esterno, misurabili e addestrabili somministrando incentivi o penalità nella piena indifferenza rispetto all’elaborazione del significato dell’esperienza. Nel caso in esame, il fine è nobile, ma questo atteggiamento rischia di impoverire la relazione discorsiva che è alla base della mediazione politica, con l’esito di favorire la già imperante depoliticizzazione dell’attività istituzionale.

Lotteria degli scontrini e società

Definire le relazioni sociali in un modello stimolo/risposta rischia, però, di non cogliere le fonti strutturali dei malesseri sociali. Le norme e le influenze che determinano un comportamento sono infatti modellate dal tempo e dai luoghi, le scelte sono condizionate da fattori culturali ed economici che legano i comportamenti ai significati da attribuirvi e fanno resistenza anche agli input finemente ludificati. Lo dimostrano i precedenti europei: in Slovacchia nel 2013, la Lotteria degli Scontrini non ha avuto un impatto decisivo, in Portogallo dal 2014 concorre con altre misure nell’incremento della raccolta Iva. La Lotteria degli Scontrini dovrà competere con l’impasto non affrontato di individualismo (o familismo), opportunismo e mancanza di fiducia nelle istituzioni che potrebbe rendere sempre più conveniente scegliere l’evasione rispetto alla sirena di una vincita differita nel tempo.

Se una possibilità di successo esiste, essa risiede nella forza del richiamo che una reward come la lotteria ha sempre dimostrato nel tessuto sociale italiano. Altre avrebbero potuto essere le gratificazioni: sconti immediati o differiti (come nel caso del cashback), punti per classifiche in cui stimolare la pressione social, abbonamenti, crediti per l’accesso a qualsivoglia status di consumatore privilegiato. Si è scelta la lotteria facendo leva sulla passione di un paese che già registra dati anomali di consumo di gioco d’azzardo: 4° al mondo secondo l’Economist, primi in Europa per concentrazione di slot machine. La costante liberalizzazione negli ultimi 30 anni ha permesso alla spesa in azzardo di raggiungere nel 2019 (ultimi dati ufficiali AAMS) quota 19,45 mld, + 14,5% in 5 anni, con 11 mld di incassi erariali.

Occorre ricordare che l’Italia dal 2012 ha inserito il disturbo da gioco d’azzardo tra le malattie contemplate dai livelli essenziali di assistenza e che, dopo l’entusiasmo iniziale, dalla scorsa legislatura le istituzioni sembravano impegnate in una riflessione più attenta sulla capillarità degli effetti dell’azzardo con misure che hanno toccato addirittura il divieto di pubblicità. Se è nota da tempo la schizofrenia tra promozione e contenimento che caratterizza l’atteggiamento dell’amministrazione pubblica sul gioco d’azzardo, la Lotteria degli Scontrini riesce ad aggiungervi l’ossimoro di voler promuovere il progresso tecnologico facendo leva sull’ennesimo ricorso all’alea e al pensiero magico.

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Bibliografia

AAMS, Libro Blu 2019

Thaler R., Sunstein C., La spinta gentile, Feltrinelli, Milano, 2014

Viola F., Cassone I., L’arte del coinvolgimento, Hoepli, Milano, 2017

Zuboff S., Il capitalismo della sorveglianza, Luiss, Roma, 2019

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