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mercato unico digitale

Fondi Ue 2021-2027, Commissione europea: “Ecco le priorità digitali per le politiche di coesione

Anche il prossimo bilancio di lungo termine dell’Ue 2021-2027 pone l’accento sul sostegno a una economia basata sullo sviluppo digitale. La Commissione ue spiega ad Agendadigitale.eu ruolo e obiettivi dei Fondi strutturali e di investimento e della politica di coesione Ue a sostegno di crescita digitale e banda ultralarga

17 Gen 2019

Marc Lemaître

Direttore generale della Direzione generale della Politica regionale e urbana (DG REGIO) della Commissione europea


I Fondi strutturali e di investimento e della politica di coesione Ue vanno considerati, oltre che come un sostegno economico, anche come uno strumento strategico per promuovere e favorire politiche pubbliche e riforme strutturali. E’ il caso, ad esempio, della banda ultralarga. Vediamo le iniziative della Commissione europea nel contesto del prossimo bilancio di lungo termine dell’UE 2021-2027.

L’azione della politica di coesione

L’azione della politica di coesione dell’Ue e dei Fondi strutturali e d’investimento europei, (Fondi SIE), volta a favorire la crescita e lo sviluppo negli Stati e le regioni dell’UE, comprende in modo prioritario il supporto alle tecnologie dell’informazione e della comunicazione e un supporto generale agli obiettivi più ampi dell’agenda digitale. Questo perché in Europa ancora persistono delle barriere che impediscono ai cittadini di accedere a determinati beni e servizi online.

Le piccole e medie imprese, le start-up che l’Europa ha necessità di sviluppare, sono spesso limitate nell’offerta di beni, strumenti e servizi digitali che possono offrire. Esse non possono sfruttare a pieno i benefici di un Mercato unico digitale. Da qui il bisogno urgente, riconosciuto anche nella Strategia della Commissione europea, di abbattere ostacoli per offrire opportunità online.

Completare il mercato unico digitale

Tutto questo, nonostante la nostra completa immersione in una rivoluzione digitale che sta modificando il mondo in cui viviamo, studiamo e lavoriamo.

Le tecnologie dell’informazione e della comunicazione sono il più importante motore di innovazione e crescita a livello globale. Esse incoraggiano le innovazioni, la sostenibilità e la competitività economica, nonché l’inclusione sociale a livello globale. Basti pensare alle opportunità, fino a qualche tempo fa inesplorate. La trasformazione digitale, l’intelligenza artificiale, l’economia dei dati stanno guidando i cambiamenti economici e sociali ad un passo e su una scala mai visti prima (European Political Strategy Centre, Back in the Game. Reclaiming Europe’s Digital Leadership).

L’obiettivo è di completare il Mercato unico digitale e renderlo lo strumento decisivo che permetterà all’Unione europea e ai suoi Stati membri di essere in prima linea e plasmare l’era digitale. Si tratta di raccogliere e affrontare le sfide con successo, traendone al massimo i vantaggi economici e sociali.

Sfruttando il suo enorme potenziale, il mercato unico digitale rafforza la libertà di movimento di beni, persone, servizi e capitali, consentendo ai singoli e alle imprese, anche più piccole, di accedere ed esercitare attività online senza soluzione di continuità. Questa libertà è resa possibile in condizioni di concorrenza leale ed elevato livello di protezione dei dati personali e dei consumatori, senza distinzioni di nazionalità o luogo di residenza.

I fondi SIE

Nel periodo di finanziamento attuale 2014-2020, tali investimenti ammontano a più di 21 miliardi di euro, provenienti dal bilancio UE, con il potenziale di generare un’ulteriore effetto leva di circa 250 miliardi di euro.

I fondi SIE vengono investiti per far favorire la nascita e la crescita di start-up digitali, permettere alle piccole e medie imprese di trarre beneficio dalla digitalizzazione, aiutare le amministrazioni pubbliche a lavorare in maniera più efficiente e offrire servizi migliori ai cittadini e alle imprese, promuovere l’accesso alla banda larga, specie in aree più svantaggiate.

Le misure a favore delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione sono inoltre incluse in molte strategie di specializzazione intelligente. Con il passaggio da un approccio tradizionale al settore delle TIC a quello comprensivo dell’«agenda digitale», applicata a tutti i livelli – locale, regionale e nazionale – e inserita nel contesto della strategia di specializzazione intelligente, le regioni possono identificare le priorità più pertinenti al loro territorio in termini di investimenti nelle TIC e specializzare nei settori dove esse sono relativamente più competitive.

I principali risultati

La relazione pubblicata lo scorso mese di dicembre indica i principali risultati conseguiti nell’ambito dei cinque Fondi SIE, a metà del periodo di bilancio UE 2014-2020. Secondo tali dati, a ottobre 2018 quasi i due terzi della dotazione di bilancio 2014-2020 dei fondi strutturali e di investimento europei erano stati impegnati in progetti concreti. A fine 2017, un milione di imprese, tra cui 74 000 start-up, avevano ricevuto sostegno per crescere, fare innovazione, lanciare nuovi prodotti e creare occupazione. Nel complesso, sono stati selezionati 1,7 milioni di progetti di investimento in tutta Europa per ottenere il sostegno dell’UE, oltre a 2,7 milioni di beneficiari nell’ambito dei programmi di sviluppo rurale. In particolare, 10 miliardi circa sono stati investiti in progetti digitali che rappresenta 48% del totale. Gli attesi benefici includono anche l’accesso alla banda larga per 4,3 milioni di famiglie. Un quadro completo e aggiornato degli investimenti pianificati e realizzati, nonché dei risultati ottenuti, sia a livello UE che nei vari Stati membri si può avere sul portale open data della Commissione.

Ciò detto, bisogna anche sottolineare che gli investimenti dei Fondi strutturali e di investimento e della politica di coesione non vanno visti esclusivamente come un sostegno economico ma anche come uno strumento per promuovere e favorire politiche pubbliche e riforme strutturali. Non a caso, nel periodo attuale, al fine di garantire che gli investimenti dell’UE producano il massimo impatto, gli Stati membri e le regioni beneficiarie hanno dovuto attuare, nell’ambito delle condizionalità ex ante, un quadro politico strategico per la crescita digitale e un piano nazionale strategico per le reti di banda ultra larga.

È senza dubbio doveroso utilizzare i fondi disponibili in modo strategico. Si tratta di favorire l’attuazione delle iniziative di carattere legislativo riguardanti il mercato unico digitale, lo sviluppo della capacità amministrativa per l’efficace applicazione di tale normativa e la promozione di investimenti di fondi pubblici e privati per accrescere e accelerare l’impatto positivo del Mercato Unico Digitale in tutte le regioni dell’UE. Questo è il caso in particolare degli investimenti nella banda ultra larga.

Come sottolineato di recente dalla Commissaria per la Politica regionale, Corina Creţu, la connettività a banda ultra larga è di importanza strategica per la crescita e l’innovazione in Europa e riguarda tutti i settori dell’economia e della coesione sociale e territoriale. Gli sforzi devono concentrarsi e intensificarsi per colmare il gap digitale tra aree urbane e quelle rurali. Bisogna facilitare la pianificazione e l’attuazione dei progetti, promuovendo il buon coordinamento e le sinergie tra gli investimenti pubblici esistenti.

A questo fine, la Commissione ha sviluppato una serie di iniziative, comprendenti il sostegno alla creazione da parte delle Regione e degli Stati Membri di una Rete di centri di competenza sulla banda larga (BCO) per diffondere i dati e le conoscenze tecniche necessarie per realizzare tali investimenti, soprattutto nelle zone rurali, nonché per stimolare una partecipazione più attiva di tutti gli attori interessati alla concezione e all’attuazione dei piani nazionali di sviluppo della banda larga, collaborando con gli operatori e le autorità nel settore delle comunicazioni ed i governi regionali e nazionali.

Il digitale nel prossimo bilancio di lungo termine

Queste azioni sono importanti premesse per continuare e rafforzare questo contributo con la nuova generazione di programmi e fondi nel contesto del prossimo bilancio di lungo termine dell’UE 2021-2027.

Nella sua proposta per la futura politica di coesione, la Commissione ha posto un forte accento sul sostegno a una dinamica e innovativa economia basata sullo sviluppo digitale. La maggior parte degli investimenti del Fondo europeo di sviluppo regionale e sul Fondo di coesione sarà destinata all’innovazione, al sostegno delle piccole imprese, alle tecnologie digitali e alla modernizzazione industriale. In particolare, ben due dei cinque obiettivi principali contribuiranno a questo: in altre parole un’Europa più intelligente mediante l’innovazione, la digitalizzazione, la trasformazione economica e il sostegno alle piccole e medie imprese e un’Europa più connessa, dotata di reti di trasporto e digitali capaci di sostenere la convergenza economica e sociale per tutte le regioni europee.

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