n° 181 del 23 Luglio 2016
Agenda Digitale -  Newsletter settimanale
Direttore responsabile: Alessandro Longo
  TOP STORIES  
  
  Internet delle cose e stampa 3D, sulla logistica l'impatto vale 100 miliardi di euro
di Massimo Zanardini, Andrea Bacchetti – Laboratorio RISE dell’Università degli Studi di Brescia
Il secondo articolo del Laboratorio RISE dell’Università degli Studi di Brescia quantifica gli impatti della stampa 3D e dell'internet delle Cose sui volumi della produzione industriale, descrivendo gli impatti che ci si può attendere tra 2, 5 e 10 anni. Anche nello scenario più cautelativo, l’impatto congiunto di stampa 3D e IoT & Analytics porterà ad una riduzione della merce movimentata per circa 100 miliardi di euro nel 2025
 
  Industry 4.0, che cosa speriamo di trovare nel piano governativo di agosto
di Gianni Potti, presidente CNCT Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici
Il nuovo ministro dell'Economia Carlo Calenda stringe i tempi e annuncia che entro i primi giorni di agosto si vedrà un primo piano. Bene e anche le prime anticipazioni sono interessanti. Ma due punti faranno la differenza tra successo e flop
 
  Spese ICT, come le PA devono adeguarsi alla legge di Stabilità (in attesa del Piano Triennale Agid)
di Gabriele Faggioli, legale, Partners4Innovation, adjunct professor MIP – Politecnico di Milano Cecilia Ciarrocchi, legal consultant Partners4Innovation
La realizzazione del Piano Triennale, in arrivo dopo l'estate, necessita di una serie di azioni preventive, alle quali la pubblica amministrazione dovrà sottostare per non pregiudicare la piena attuazione del Piano nel 2017. L'Agenzia per l'Italia Digitale ha quindi fornito alcune indicazioni alle PA. Analizziamole
 
  Come cambieranno le assicurazioni nell'internet delle cose
di Pasquale Tarallo, Cnr*
L’Internet of Things ha di fatto prodotto un ulteriore minaccia alle compagnie assicurative più tradizionali, soprattutto da parte di player del settore. La sfida delle compagnie sarà quindi quella di rendere materiale o quantomeno percepibile con maggiore frequenza l’offerta di servizio che intenderà offrire. Non solo la prevenzione ad un rischio, ma anche l’opportunità di avere un partner privilegiato in grado di soddisfare le esigenze, sempre più uniche e personalizzate dei propri clienti
 
  Piano Open Government, tra innovazioni e debolezze
di Nello Iacono, Stati Generali dell'Innovazione
Il terzo piano per l'open government, ora in consultazione, contiene tante interessanti novità, la presenza di amministrazioni centrali e locali, e qualche debolezza che rischia di rendere fragile l'impianto complessivo
 
  Banda ultra larga, ecco il quadro di bandi e coperture
di Salvatore Lombardo, Infratel
In attesa dell’avvio dei cantieri previsti per il Piano Nazionale Banda Ultralarga i cui primi bandi sono già stati pubblicati il 3 giugno scorso, la diffusione della nuova rete registra significativi avanzamenti su tutto il territorio nazionale. Nelle regioni del Sud che hanno beneficiato degli interventi pubblici previsti dal precedente regime di aiuto e di risorse europee della precedente programmazione, il livello di copertura supera le più ricche e popolose del Nord. Il quadro, di Infratel Italia per Agendadigitale.eu
 
  Gare banda ultra larga, una regia per gestire la fase attuativa
di Marco Forzati, Acreo Swedish ICT, Stockholm, Sweden
Adesso che entriamo nel vivo, è necessario un vero e proprio back-office con le necessarie competenze e risorse umane per far fronte alle varie richieste, inoltrarle agli enti di competenza e coordinare le informazioni e le attività dei vari enti. Esperienze per certi versi simili esistono in alcuni Stati membri, per esempio in Germania e Svezia
 
  Sanità digitale, è tempo di piani specifici per singole Regioni
di Marco Paparella, Senior Advisor dell'Osservatorio Innovazione Digitale in Sanità del Politecnico di Milano
Il Sistema Sanitario Italiano è frammentato e disomogeneo, con picchi di eccellenza e picchi di mediocrità. E questo è vero anche quando si parla di Sanità Digitale. Le politiche di innovazione e le priorità individuate a livello nazionale non possono essere realizzate se non partendo da una governance condivisa e multi-livello, capace di legare e raccordare gli indirizzi e le linee guida emesse a livello centrale con piani ed azioni concrete da attuare a livello di Regioni e singole strutture sanitarie
 
  Conservazione digitale, tutte le nuove norme che minacciano il mercato
di Andrea Lisi e Silvia Riezzo, Associazione Anorc
Da alcune modifiche al CAD sino alla poca trasparenza nella condotta di taluni enti pubblici e poli archivistici regionali nell'assegnazione dei servizi di conservazione: arrivano segnali poco rassicuranti per il mercato della conservazione. La Coalizione Anorc–Aifag dei Conservatori Accreditati da Agid cerca di correre ai ripari a tutela di interessi che non sono solo del mercato, ma dell'intera Italia digitale
 
  Copyright, ecco perché la battaglia sui Drm USA è importante per i diritti civili
di Andrea Monti, avvocato, Alcei
EFF ha portato in giudizio il governo americano contro la norma che punisce chi prova ad aggirare i sistemi Drm di protezione delle opere tutelate dal Digital Millennium Copyright Act. Pensati inizialmente per musica, film e software applicativo, adesso riguardano anche i firmware che controllano apparati elettronici, installati in oggetti di uso comune e che nulla hanno a che vedere con la "pirateria multimediale". Si sono tradotti in uno strumento di limitazione della concorrenza oltre che nell'ennesimo tassello di controllo globale
 
  Bisogna conservare a norma anche le PEC: ecco come e perché
di Rossella Ragosta, Digital Legal Consultant Seen Solution Srl
Con l’introduzione del D.P.C.M. del 3 dicembre del 2013 e delle “Linee guida sulla conservazione dei documenti informatici” cambia l’approccio sul tema della conservazione, con particolare riferimento alla Posta Elettronica certificata. Da conservare in particolare la “ricevuta di consegna completa”
 
  I robot sono "persone elettroniche", la fantascienza al Parlamento UE
di Achille De Tommaso, Aquarius Logica CH
l'Unione Europea, a seguito di un rapporto presentato a fine maggio, potrebbe mettere allo studio una legge per tamponare l’incremento dell’uso di robot; intesa a compensare la perdita di posti di lavoro di esseri umani. E, come risultato, a scoraggiare l’uso di robotica e intelligenza artificiale
 
  Turchia
di Edoardo Fleischner, Comunicazione crossmediale all'Università degli Studi di Milano, progettista crossmediale
Cronache dal futuro (anno 2333), a cura del docente visionario Edoardo Fleischner per Agendadigitale.eu
 
  IN POCHE PAROLE  
  
  Pokemon GO, embrione immaturo di un nuovo rapporto con le città
di Giovanni Boccia Artieri, sociologo, università di Urbino
 
  Separo la numerazione, se emetto fatture elettroniche e cartacee?
di Umberto Zanini, Dottore Commercialista e Revisore Legale
 
  LUISS LabGov: "Trasformiamo le città in CO-città"
di Elena De Nictolis e Chiara Prevete, LUISS LabGov
 
  ESSENZIALI  
  
  Industria 4.0: l'Europa ci chiede standard, ma in Italia manca una strategia nazionale
di Andrea Caccia e Daniele Tumietto*
A livello governativo manca la consapevolezza dell’importanza degli standard e una visione strategica nazionale, presente nei principali Stati membri dell’Unione. L’Ente Nazionale Italiano di Unificazione (UNI) è stato oggetto di tagli che potrebbero pregiudicare in modo irreversibile la capacità dell’Italia di essere ai tavoli dove vengono definiti gli standard. Ecco che cosa invece dovremmo fare
 
  Gli europei di Industry 4.0: Germania batte Italia?
di Barbara Weisz
La Germania ha una strategia su Industry 4,0, l'Italia no, Francoforte in vantaggio come capitale dell'innovazione rispetto a Milano: economisti ed esperti a confronto sulle strategie italiane per l'innovazione e Industria 4.0, il punto sui piani degli altri paesi europei. In realtà, altro che Germania: avremmo perso, forse, anche contro il Belgio
 
  Piano Nazionale Scuola Digitale anno uno: molte luci, poche ombre
di Paolo Ferri Università degli Studi Milano Bicocca
Un bilancio dell’attuazione del Piano che deve e può colmare il gap tra la scuola italiana e quella europea. Una netta sterzata innovativa con alcune ombre sulla sua attuazione. Tre, soprattutto, nell'ambito della formazione
 
  A che punto è Spid (Sistema pubblico dell'identità digitale) e a cosa serve
di Valeria Portale, Giovanni Miragliotta, Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano
Tutto ciò che c'è da sapere su Spid, in un articolo continuamente aggiornato a cura degli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano. Come si fa a ottenere una identità digitale, stato dei servizi disponibili per utilizzarla e nodi da sciogliere.Aggiornamento: febbraio 2017
 
  La troppa carta che soffoca la Giustizia (aspettando l'identità digitale)
di Valentina Carollo, avvocato
Cosa desidera oggi l’avvocato, ormai telematico? Chiudere il cerchio telematico del processo civile perché a tutt’oggi vi è ancora troppa carta nel processo che determina un’inutile duplicazione di adempimenti e di documenti. Facciamo il punto della situazione e delle novità annunciate dal ministero
 
  Ecco Eidas, una nuova Europa unita nel digitale combatte le derive Brexit
di Alessandro Longo
Dal primo luglio è in vigore il nuovo regolamento europeo che rivoluziona le norme sui servizi fiduciari, firme, identità. Si presenta anche sotto questa forma il sogno di una Europa unita, grazie a standard condivisi che alimentino un mercato (digitale) unico
 
  Fattura elettronica: tutto ciò che devi sapere (i vantaggi, le giuste strategie)
di Paolo A. Catti, Associate Partner P4I
Perché è fonte di benefici, come va affrontata, in che modo può portare valore, perché è corretto, utile e doveroso considerarla parte di un progetto per digitalizzare le relazioni B2b. Ecco il quadro completo, nell'analisi di uno dei massimi esperti italiani (articolo in progress, ultimo aggiornamento: 26 ottobre 2016)
 
  Ecco come la PA italiana soffoca il capitale umano
di Gianluigi Cogo, responsabile coordinamento azioni regionali in ambito di internet of thing, big data e smartness
La Pubblica Amministrazione italiana e i manager che la dirigono hanno una grande competenza di nicchia, tutta orientata all'adempimento e difficilmente attaccabile e, allo stesso tempo, misurabile. Ma per fare una riforma ci vuole ben altro. Mancano dunque le 'soft skills' o 'competenze trasversali' che permettano al manager di approcciare ogni problema e ogni opportunità con la visione sistemica
 
 
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