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La stagione dell’“autonomia per default” è iniziata: software che agisce da solo, piattaforme che funzionano senza persone, decisioni sempre più opache. Come tenere insieme velocità di adozione e responsabilità?
In azienda gli agenti AI, cioè programmi che operano con iniziativa propria, vanno gestiti come un ciclo di vita: identità, privilegi, tracciabilità e perfino dismissione, per evitare “agenti zombie” con accessi ancora validi. E il diritto del lavoro si sta già attrezzando: AI Act, la legge UE sull’IA, e la legge 132/2025 spingono su trasparenza e controllo umano quando l’algoritmo incide su persone e scelte organizzative.
Nel frattempo, l’estremo diventa un test di realtà: Moltbook, social “vietato agli umani”, mostra cosa succede quando gli agenti interagiscono tra loro, tra moderazione automatica e rischi cyber. E sul fronte pubblico il decreto PNRR approvato il 29 gennaio 2026 prova a rendere concreto il principio “once only”, cioè dati chiesti una sola volta, con ANPR e PDND come infrastruttura e un primo passo sull’ISEE acquisito d’ufficio.
La lezione è semplice: senza regole operative su identità, dati e prove, gli errori peggiori restano invisibili — dai contenuti sintetici sempre più credibili ai divieti per i minori che esistono già sulla carta, ma faticano nell’enforcement.
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Gli agenti AI entrano nelle organizzazioni grazie ad autonomia e adattabilità, ma richiedono un inquadramento su AI Act e protezione dei dati. La governance definisce ruoli, limiti, tracciabilità e controlli. Spunti operativi arrivano dal “Model AI Governance Framework for Agentic AI” dell’Infocomm Media Development Authority di Singapore | | | |
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La guerra ibrida ha trasformato il cyberspazio in dominio di conflitto permanente. La difesa passiva non basta: serve cyber intelligence per anticipare minacce, proteggere infrastrutture critiche e dati strategici. L'Italia deve integrare competenze STEM, deterrenza e capacità predittive. | | | |
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L'intelligenza artificiale trasforma il mondo del lavoro ma richiede regolamentazione adeguata. L'AI Act europeo e la normativa italiana impongono ai datori obblighi di trasparenza, protezione dati e supervisione umana per garantire adozione responsabile e tutela dei lavoratori | | | |
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Il decreto PNRR concentra la fase finale del Piano su interoperabilità, “once only” e nuovi servizi ANPR, ridisegnando procedure e diritti digitali: meno certificati e autocertificazioni, più accesso e controllo sui propri strumenti di identità e cittadinanza | | | |
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La cybersecurity nella sanità non è più un tema tecnico: è un fattore che incide su continuità delle cure, protezione delle cartelle cliniche e capacità degli ospedali di operare. L’aumento di ransomware, furti di dati e attacchi “as a service”, unito alla spinta di e-health e telemedicina, sta ampliando la superficie d’attacco e rendendo più costoso ogni incidente | | | |
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10 MARZO 2026 | ROMA
Sovranità Cloud: Italia digitale alla prova
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