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L'intelligenza artificiale entra sempre più nei gangli della società: dai tribunali alle aziende, dai videogiochi agli sportelli pubblici. Ma la velocità dell'innovazione continua a superare quella delle tutele.
Il caso dei chatbot legati a episodi di suicidio riaccende il dibattito sulla necessità di progettare la sicurezza a monte, non di rincorrerla dopo le tragedie. Intanto i giudici italiani sperimentano l'AI nelle aule, mentre la Cassazione ridefinisce i confini del diritto all'oblio nell'era digitale.
Dalle competenze che mancano nella difesa europea alle sfide etiche del software libero, dalla concentrazione della ricchezza digitale alle soluzioni concrete per daltonici: la newsletter di oggi attraversa il confine sottile tra promessa tecnologica e rischio sociale.
Perché l'innovazione non è neutrale, e le scelte di oggi disegnano i diritti di domani.
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I settlement tra Google, Character.AI e famiglie statunitensi aprono il dibattito sulla responsabilità degli sviluppatori di sistemi AI. Il diritto europeo, attraverso GDPR, AI Act e DSA, prevede responsabilità basate sulla prevedibilità del rischio, non sul danno. Serve un approccio health-by-design | | | |
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L'AI (Copilot) nei tribunali italiani è già realtà da gennaio. Ma la tecnologia è arrivata prima della maturità organizzativa che dovrebbe governarla. Ci sono le linee guida del Csm e chiarimenti ministeriali, ma il nodo resta lo stesso: senza formazione e presìdi di governance, l’innovazione rischia di trasformarsi in un boomerang
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La Cassazione, con sentenza 14488/2025 e ordinanza 34217/2025, supera l’idea di un oblio “assoluto” e impone un bilanciamento strutturato: non conta solo il tempo, ma l’interesse pubblico attuale, la verità complessiva del dato e il rischio di stigmatizzazione. E va anche relativizzata l'annotazione. Facciamo il punto | | | |
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L’ossequio dei giganti tech alla politica è “tiatro”: una facciata utile a mantenere i meccanismi che aumentano ricchezze e influenza dei pochi. La conseguenza è un mondo più povero e conflittuale, dove diventa “necessaria” una stretta planetaria sulle libertà civili | | | |
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Intelligenza artificiale non è solo una tecnologia: è una formula che accende aspettative e sposta il confine di ciò che crediamo di essere. Nel suo luccichio c’è una promessa, ma anche un equivoco: l’idea che, per contrasto, la nostra intelligenza sia “naturale”, autonoma e non mediata | | | |
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10 MARZO 2026 | ROMA
Sovranità Cloud: Italia digitale alla prova
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