Bruxelles alleggerisce le regole per stimolare gli investimenti, ma la vera partita dell'intelligenza artificiale si gioca ormai sull'esecuzione: trasparenza, sicurezza, energia, reti, capacità industriale.
Qui l'Europa ha ancora tutto da dimostrare. L'italia forse ancora di più.
Il banco di prova è l'infrastruttura. Una gigafactory AI in Italia avrebbe valore politico e industriale, ma senza energia disponibile, reti adeguate e domanda reale delle imprese, la sovranità tecnologica resta uno slogan.
Vale lo stesso per la cybersicurezza. I modelli linguistici entrano nell'analisi delle vulnerabilità e nel patching, mentre la NIS2 impone alle aziende una gestione più rigorosa di asset, servizi critici e incidenti. La difesa digitale si costruisce con processi solidi, non con nuovi strumenti.
Vedremo quanto riusciremo a fare nostra questa lezione. Mentre Usa e Cina galoppano e provano strategie di intesa anche sull'intelligenza artificiale in queste ore, il tempo per noi sta scadendo.
Il compromesso UE sul Digital Omnibus rinvia le scadenze più delicate dell’AI Act, punta sugli standard tecnici e rafforza l’AI Office. Sullo sfondo restano il divario con USA e Cina, la corsa a data center e gigafactory e la candidatura italiana
Glasswing, Big Sleep, CodeMender e Daybreak mostrano come gli LLM stiano entrando nella filiera della sicurezza del software, tra scoperta di vulnerabilità, patching, validazione e integrazione operativa. Conviene prendere confidenza con queste frontiere AI per la cyber perché l'accelerazione della minaccia è forte già ora
L’Italia presenta una candidatura unitaria per una gigafactory AI europea, ma tra fabbisogno energetico, limiti della rete, copertura finanziaria ridotta e adozione ancora debole dell’intelligenza artificiale nelle imprese, il progetto mostra un divario netto tra ambizione politica e condizioni industriali necessarie
Da accademico a “imprenditore di progetti”, la carriera del professor Marco Taisch è segnata da una serie di “sliding doors”, nate da una curiosità inesauribile e da un’energia alimentata dal confronto intellettuale. La creazione di realtà come Miraitek e MADE, raccontano una visione che unisce delega, valorizzazione delle competenze e trasformazione della ricerca in innovazione per il Made in Italy
La Commissione europea ha pubblicato il draft delle linee guida sugli obblighi di trasparenza dell’articolo 50 AI Act. Per pharma, medtech, digital health e strutture sanitarie, la scadenza del 2 agosto 2026 impone una verifica su sistemi interattivi, contenuti sintetici, deep fake e processi di labelling
L’intelligenza artificiale è già parte della vita quotidiana degli adolescenti. La scuola è chiamata a formare cittadini capaci di comprenderne limiti, rischi e opportunità, mentre il dibattito etico coinvolge anche la Chiesa cattolica, il tema della coscienza e il futuro della democrazia
L’uso dell’AI nell’analisi delle vulnerabilità accelera bugfixing e scoperta dei difetti, come si vede con i bug di Firefox, ma amplia anche l’esposizione dei sistemi non aggiornati. Come si vede con un attacco sventato da Google. Il 2026 apre una fase in cui difesa cyber, software legacy e monitoraggio continuo diventano centrali. Ecco perché
La possibile joint venture tra Airbus, Thales e Leonardo apre un dossier decisivo per l’industria spaziale europea. OHB teme effetti sulla concorrenza e sulla filiera, mentre l’Italia guarda ai rischi per Torino, Roma e per il ruolo strategico di Leonardo
Il Work Trend Index 2026 di Microsoft descrive l’impatto dell’AI sul lavoro, il peso delle organizzazioni e il ritardo italiano. Ma il report, prodotto da un’azienda direttamente coinvolta nel mercato dell’AI, lascia fuori costi occupazionali, limiti degli strumenti e fonti indipendenti.
La categorizzazione delle attività e dei servizi richiesta nel quadro NIS2 serve a collegare processi, sistemi ICT e funzioni aziendali alle macro-aree ACN. Il corretto livello di dettaglio evita elenchi ingestibili e consente una base più solida per il risk assessment
Nell’economia dell'attenzione la noia è un difetto. Obiettivo delle big tech è infatti monetizzare tutto il nostro tempo. Ma la letteratura scientifica suggerisce altro. Salvare i nostri spazi mentali dall'abuso di digitale è essenziale anche per la creatività, da cui nasce il nuovo e il cambiamento a livello individuale e sociale
La prima testata italiana dedicata all’Agenda digitale: tutto ciò che bisogna sapere per essere aggiornati sui progressi (e intoppi) della trasformazione digitale dell’Italia. Commenti e analisi dei protagonisti del mondo pubblico, privato e dell’accademia; casi di studio e scenari.
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