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L’Europa smette di fare teoria sull’autonomia strategica e apre la cassetta degli attrezzi: reti, fornitori e dati diventano leva di potere industriale. Chi li controlla orienta investimenti, servizi e competitività.
Sul fronte infrastrutture, la bozza del Digital Networks Act, nuova cornice UE per le telecomunicazioni, e, in parallelo il Cybersecurity Act 2: Enisa, l’agenzia UE per la cybersicurezza, si rafforza sul piano operativo e Bruxelles si attribuisce per la prima volta la leva di escludere fornitori “ad alto rischio” dalle filiere ICT critiche, con tempi di transizione che nel 5G possono arrivare a 36 mesi.
A complicare il quadro c’è poi il Digital Omnibus, che riapre il cantiere del GDPR per rendere più praticabile l’uso dei dati in ricerca e intelligenza artificiale, e la Legge 132/2025 che porta l’AI Act nel perimetro italiano: in sanità la partita si gioca su anonimizzazione e governance, con il nodo del “silenzio-assenso” e la definizione dei ruoli tra autorità.
Sullo sfondo, il World Economic Forum di Davos, tra tensioni commerciali e dossier Groenlandia.
Il punto da portarsi a casa è semplice: scelte su definizioni, obblighi di notifica e supply chain non sono tecnicismi. Sono il nuovo confine tra chi innova con margini e chi resta bloccato da rischio, dipendenze e incertezza.
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La Commissione UE presenta il Digital Networks Act: un regolamento unico che unifica norme su comunicazioni, BEREC e spettro. Obiettivo: mercato unico della connettività, più investimenti e meno oneri. Tra i punti chiave: passaporto unico per operatori, calendario rame-fibra e nuove regole su resilienza e cybersicurezza. Vediamo gli impatti | | | |
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Le indicazioni AGCOM sul rinnovo delle frequenze in scadenza al 31 dicembre 2029, insieme allo schema di Digital network act del 21 gennaio 2026, convergono verso un modello che premia impegni pluriennali e investimenti, con regole attese in una nuova consultazione. Vediamo come e con quali implicazioni per il settore | | | |
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Il Digital Networks Act risponde alla crisi delle telco europee sospendendo neutralità della rete, pluralismo competitivo e autonomia delle autorità nazionali. L'emergenza economica degli incumbent diventa giustificazione permanente per sacrificare principi costituzionali consolidati dal GDPR all'AI Act | | | |
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La Commissione presenta il Cybersecurity Act 2: rafforza Enisa, accelera le certificazioni e introduce regole vincolanti sulle catene di approvvigionamento ICT. Per la prima volta Bruxelles può arrivare a escludere fornitori legati a Paesi “a rischio” dai mercati critici. | | | |
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Debito, asset gonfiati (con i rischi di bolla AI) e incertezza geopolitica (con i dazi) sono i tre principali fattori di rischio secondo il Global Risks Report del Wef di Davos 2026. Come affrontarli in Europa e rendere l'Ue sovrana anche nel digitale, mentre Trump vuole la Groenlandia per difenderla | | | |
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World Economic Outlook 2026
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Il FMI inserisce per la prima volta l’intelligenza artificiale nei modelli macro del World Economic Outlook 2026. L’AI può aumentare la produttività e sostenere investimenti, ma lo scarto tra aspettative e risultati misurabili apre rischi di correzioni finanziarie e nuove disuguaglianze | | | |
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Dal Forum di Davos, un’analisi approfondita sulla redistribuzione del potere mondiale dettata dall’intelligenza artificiale, tra nuove strategie di sovranità tecnologica in Asia e Medio Oriente e l’impatto dirompente dell’innovazione sul mercato del lavoro globale | | | |
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guerra elettronica europea | | | | | |
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10 MARZO 2026 | ROMA
Sovranità Cloud: Italia digitale alla prova
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