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Oggi su Agendadigitale.eu mettiamo a fuoco il tema dell’adozione dell’IA nelle imprese, con un approfondimento sui dati Eurostat e sull’importanza delle competenze digitali. Approfondiamo anche l’impatto del digitale su diritti, lavoro, ambiente e cura. L'agenda digitale europea torna poi al centro del dibattito con la sentenza Meta che riporta l'attenzione sull'applicazione concreta del GDPR: i dati personali e il consenso non sono dettagli burocratici, ma diritti fondamentali da tutelare.
Tra i temi affrontati, anche le sfide dell'educazione digitale dei minori – dove i divieti da soli non bastano – e il rapporto tra intelligenza artificiale e competenze professionali: saper usare un software, ci ricorda l'IA, non è più sufficiente in un mercato che richiede pensiero critico e capacità strategiche.
Allarghiamo poi lo sguardo oltre lo schermo: dalla crisi della plastica e le sue implicazioni geopolitiche al greenwashing che inquina il dibattito ambientale. Sul fronte tecnologico, esploriamo il futuro dell'AI dopo la fase ChatGPT, le strategie per difendersi dalle tecnologie persuasive e come le aziende stanno affrontando il divario di competenze nell'adozione dell'intelligenza artificiale.
Non mancano approfondimenti pratici: dalla gestione della sicurezza nelle supply chain alla crittografia omomorfica per proteggere i dati sensibili, fino alle opportunità dell'AI generativa per l'inclusione delle persone neurodivergenti e la rivoluzione della salute digitale domiciliare.
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Anche dall’ultimo rapporto Istat su Imprese e ICT emerge la mancanza di competenze come uno dei principali fattori di ritardo nell’adozione dell’IA. Ma il problema è più ampio, coinvolge l’approccio all’innovazione nel sistema educativo e dell’apprendimento permanente e tocca sia le competenze di e-leadership che l’alfabetizzazione digitale come diritto | | | |
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La sentenza austriaca su Meta ribadisce l'ovvio: il GDPR va rispettato. Meta dovrà aprire i dati (origine, destinatari, scopi), separare i dati sensibili e smetterla con tracking e pubblicità profilata senza consenso esplicito. Il dettaglio imbarazzante è un altro: per arrivarci ci sono voluti anni, perché il problema non è la legge, ma come (non) viene applicata | | | |
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Sharenting, ritiro sociale, ansia digitale: i minori vivono una complessità che gli adulti semplificano con allarmi. Occorre regolamentare con responsabilità e formare genitori e insegnanti a un uso consapevole delle tecnologie, trasformando la scuola in spazio di depolarizzazione | | | |
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L’IA spinge le tecnologie persuasive oltre il nudge: profila, personalizza e adatta i contenuti in tempo reale. L’articolo ricostruisce la traiettoria dalla captologia all’iperpersuasione, chiarendo perché l’influenza algoritmica può diventare invisibile, scalabile e più efficace della persuasione umana | | | |
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Dopo ChatGPT e tutti i vari LLM e transformer che ci sono in giro, cosa succederà? Chi alimenta e vive nella bolla delle false IA sta aspettando qualcosa? | | | |
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10 MARZO 2026 | ROMA
Sovranità Cloud: Italia digitale alla prova
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