Direttore responsabile:
Alessandro Longo |
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Lo scenario è chiaro: le “Magnificent eight”, Nvidia, Apple, Alphabet-Google, Microsoft, Amazon, Meta, Broadcom e Tesla, pesano sempre di più su mercati e ricchezza globale. La domanda non è solo se l’AI sia bolla, ma chi decide tempi e condizioni della corsa.
Nella data economy la partita è tutta nella governance dei dati mentre il quadro cambia in fretta: Digital Omnibus, AI Act, cybersecurity e Regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR), cioè le regole UE sui dati personali, si intrecciano. Emerge un criterio operativo: fissare principi non negoziabili e integrare i presìdi, trasformando la compliance in fiducia e competitività.
Qui torna l’avvertimento sulla “compliance of illusion”: procedure perfette e cruscotti verdi, mentre persone e fornitori operano diversamente, finché un incidente rende evidente la distanza tra carta e realtà.
Nel frattempo, c’è il fronte minori: l’Europa ha un arsenale normativo ma spesso non arriva in modo semplice a chi usa davvero i social. New York punta su warning obbligatori non aggirabili dal 2026 e, con il SAFE for Kids Act firmato nel giugno 2024, prova a incidere anche sul design. La lezione, per chi lavora nel digitale, è tutta qui: rendere potere e rischio verificabili, prima che lo facciano altri.
Buona lettura,
Alessandro Longo
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Le Big Tech diventano le “Magnificent eight”: Nvidia, Apple, Alphabet-Google, Microsoft, Amazon, Meta, Broadcom e Tesla. La loro concentrazione pesa sempre di più su S&P 500 e ricchezza globale, alimentando timori di bolla AI e creando una frattura attesa tra vincitori e perdenti nel settore | | | |
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Nel 2026 la data economy affronta un quadro normativo in rapida trasformazione: Digital Omnibus, AI Act, cybersecurity e GDPR si intrecciano. Aziende, PA e professionisti devono scegliere principi non negoziabili, integrare i presidi e trasformare la compliance da costo a leva di fiducia e competitività | | | |
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Un crescente corpus di nuove ricerche conferma il problema: ci sono danni alla salute e allo sviluppo dei minori a causa dell’uso prolungato e spesso incontrollato dei dispositivi digitali, in particolare per i social media. Facciamo un punto sulle evidenze fin qui e su cosa trarne | | | |
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L’UE ha costruito un quadro normativo avanzato (GDPR, DSA, AI Act), ma spesso non arriva in modo semplice agli utenti, soprattutto ai minori. In New York, invece, la tutela passa anche da warning obbligatori e immediati, ispirati a evidenze scientifiche | | | |
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Dalla creazione “gratis” di un segno distintivo alle conseguenze economiche di un errore: la proprietà intellettuale resta un terreno complesso. EUIPO ha rafforzato piattaforme di ricerca e servizi digitali, mentre la normativa europea e nazionale definisce l’IA come supporto, non come sostituzione | | | |
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10 MARZO 2026 | ROMA
Sovranità Cloud: Italia digitale alla prova
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