L’Europa prova a snellire l’AI Act, il regolamento Ue sull’intelligenza artificiale, mentre l’Italia chiude la stagione PNRR, il Piano nazionale di ripresa e resilienza.
Si passa dalla stagione dei piani e regole a quella attuativa, dove la difficoltà è trovare gli equilibri giusti.
Sbagliare è facile, nei due eccessi, troppe regole o troppo poche. O regole obsolete, fuori dalla realtà industriale. Basta guardare a Transizione 5.0. Promette di sostenere gli investimenti, ma lascia fuori il cloud in abbonamento, oggi la forma più comune del software aziendale.
Così la politica industriale rischia di premiare ciò che le imprese stanno già superando, invece di accompagnare i modelli operativi che stanno davvero cambiando.
Poi c'è un tema di fondo, di lunga visione. Essenziale, però. La sovranità dell’AI passa da data center, risorse energetiche, permessi e filiere europee. Senza tutto questo, semplificare l’AI Act serve poco: la dipendenza da piattaforme e capacità di calcolo altrui resta.
Archiviato il PNRR, insomma, non basta spendere né regolare meglio. Serve una linea pubblica che tenga insieme industria, PA e infrastrutture.
L'accordo provvisorio UE del 7 maggio 2026 sul Digital Omnibus sull'AI posticipa le scadenze per i sistemi ad alto rischio con AI, chiarisce le sovrapposizioni con la normativa settoriale. Semplificazione a lungo attesa, necessaria, o vulnus per i diritti? Ecco cosa cambia e perché conta
L’Atto di indirizzo strategico 2026-2028 punta a rafforzare il trasferimento tecnologico italiano tra governance unificata, roadmap, venture capital, PNRR e ruolo della PA. Il nodo decisivo resta la capacità di trasformare ricerca, università e imprese in un modello italiano di innovazione davvero stabile e competitivo
Il decreto attuativo di Transizione 5.0 introduce aliquote fino al 180% ma lascia fuori i software cloud in abbonamento, oggi centrali nella spesa digitale delle imprese. Con più adempimenti GSE e tempi ancora incerti, il piano rischia di premiare tecnologie superate e frenare soprattutto le PMI
I Data Center diventano un’infrastruttura critica per sovranità digitale, sicurezza nazionale e competitività industriale. L’Italia può rafforzare il proprio ruolo tra Europa e Mediterraneo, ma servono regole chiare, energia competitiva, iter autorizzativi più rapidi e una strategia nazionale di lungo periodo
Il PNRR digitale si avvia alla chiusura tra rendicontazioni, decreti e scadenze, ma resta aperta la questione della strategia pubblica. Il testo analizza criticamente risultati, limiti progettuali, ruolo delle PA, enti locali e prospettive per una trasformazione digitale concreta
Con il DPCM del 22 aprile 2026 l'Italia aggiorna la gestione delle crisi di sicurezza nazionale, rafforza il ruolo del CISR, introduce la Strategia di sicurezza nazionale e centralizza il coordinamento politico-operativo contro minacce ibride, cyberattacchi e rischi sistemici che colpiscono servizi essenziali e infrastrutture critiche
L’autonomia nell’intelligenza artificiale non dipende solo dai modelli ma dalla capacità energetica e industriale che li sostiene. Senza una filiera nazionale ed europea solida, il rischio è restare esposti al lock-in tecnologico e agli squilibri geopolitici
Le tensioni nello Stretto di Hormuz mettono in luce un rischio spesso trascurato: la fragilità delle infrastrutture digitali globali. Tra cavi sottomarini, cloud e reti satellitari, il passaggio tra Iran e Oman emerge come nodo critico per internet, servizi finanziari e continuità operativa
Il processo tra Elon Musk e OpenAI ha il pregio di mettere a fuoco il profilo di Altman. Tra accuse di opacità interna, capacità unica di attrarre capitali e un ruolo crescente nei mega investimenti infrastrutturali, il caso mostra quanto il futuro dell’AI dipenda oggi da un numero ristretto di leader privati
L'AI in azienda non è più una questione di pilot o software. Riguarda processi decisionali, organizzazione, ROI e fiducia. Le imprese che ottengono risultati concreti sono quelle che ripensano il modo di lavorare, non solo la tecnologia che adottano
La norma UNI 11621-8:2026 definisce dodici profili professionali AI, dal Chief AI Officer all'AI Research Scientist. Prima in Europa, collega AI Act, certificazioni e formazione, offrendo a imprese e PA un quadro operativo concreto per gestire competenze e conformità nei sistemi di intelligenza artificiale
A quindici anni dalla nascita di dati.gov.it, AgID usa l’Open Data Day per fare il punto su risultati, qualità dei metadati, governance e nuove competenze. Con PNRR, DGA e IA, gli open data nella PA entrano in una fase orientata al riuso, al valore e alla qualità del dato
La gestione delle e-mail aziendali dei dipendenti richiede informativa dettagliata, policy specifiche, mappatura dei trattamenti e attenzione a log, metadati, backup, controlli difensivi e chiusura degli account dopo la cessazione del rapporto di lavoro
L’IT Wallet è entrato nella fase cruciale tra base normativa, sperimentazione su App IO, attestati elettronici e attesa dei decreti attuativi. Il quadro coinvolge DTD, PagoPA, IPZS, AgID e ACN, mentre restano aperti i nodi su interoperabilità europea, sostenibilità economica, privacy e cybersecurity
La bozza della Commissione europea sulle concentrazioni (M&A) aggiorna il quadro dopo oltre quindici anni, unificando operazioni orizzontali e non orizzontali. Restano aperti nodi su safe harbour, innovation shield, innovation spaces, foreclosure dinamica, gatekeeper digitali e bilanciamento tra concorrenza, efficienze e politica industriale
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