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Quest’anno ce la dobbiamo fare a diventare adulti. Dopo due anni di sbornia entusiasta sull’intelligenza artificiale, il 2026 deve essere anno di consapevolezza. Antidoto potente contro le tante incertezze che gravano sul mondo in questi mesi. L’AI porterà risultati utili alle aziende e ai lavoratori, da giustificare gli investimenti? Sapremo usarla per valorizzare l’umano, invece di sostituirlo, e per difendere le nostre aziende oppure al contrario vinceranno gli usi malevoli? I rapporti conflittuali Europa-Usa-Cina si assesteranno e il mondo sarà in grado di preparare un futuro migliore, collaborando contro i rischi economici, geopolitici e ambientali in corso?
Come ogni anno Agendadigitale.eu prepara uno speciale con molte delle nostre migliori firme per provare a dare, se non risposte certe, almeno alcune possibili bussole per orientarsi nei prossimi mesi. Quali sono i nodi critici da considerare, come affrontarli.
Speriamo di poter essere così più preparati alle trasformazioni in arrivo.
Buon anno e buona lettura,
Alessandro Longo
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Le Big Tech diventano le “Magnificent eight”: Nvidia, Apple, Alphabet-Google, Microsoft, Amazon, Meta, Broadcom e Tesla. La loro concentrazione pesa sempre di più su S&P 500 e ricchezza globale, alimentando timori di bolla AI e creando una frattura attesa tra vincitori e perdenti nel settore | | | |
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Gli investimenti in chip e modelli aumentano in parallelo con l'impatto previsto su lavoro e società. Ma non altrettanto le spese in formazione e nei cambiamenti organizzativi necessari ad adottare l’IA con successo. In questo paradosso si giocherà tutto il 2026 e gli anni a venire | | | |
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La rivolta anti-regolazione del 2025 punta a far dettare le “regole” dalla tecnologia. Le norme restano lo scudo dei diritti: innovazione vera è distribuire i benefici a tutti | | | |
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La manifattura resta l’asse del Made in Italy: tiene insieme salari, export, ricerca applicata e filiere. Ma tra energia instabile, supply chain fragili e nuova concorrenza, l’eccellenza non basta. Serve un salto organizzativo e digitale per non ridursi a un’etichetta senza fabbrica | | | |
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Centrale per il futuro dell'informazione è tutelare l'infrastruttura della verità, ora erosa dal potere per i propri fini, con strumenti politici legati a doppio filo con le piattaforme digitali. Posta così la questione è chiara: non si tratta solo di difendere il giornalismo, ma tutelare una verità condivisa, agibile per le democrazie | | | |
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Industry 4.0 e intelligenza artificiale |
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Digital Omnibus e One Rule | | | | | |
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