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Oggi la nostra newsletter mette a fuoco il fil rouge che attraversa politica industriale, diritti e sicurezza: la sovranità tecnologica. Dallo scontro Usa-Ue (e Cina) che passa per il rischio di “blackout” e per le frequenze satellitari, fino alle nuove mosse sulla privacy come infrastruttura pubblica (con il caso California), emerge una domanda: quanto siamo pronti a reggere un mondo digitale sempre più frammentato e competitivo?
Dentro questo scenario accelera l’intelligenza artificiale, con impatti concreti e contraddittori: può amplificare disuguaglianze, complicare i reati sessuali e mettere alla prova regole e piattaforme; ma anche cambiare la scuola, la selezione del personale e il modo in cui lavoriamo, dagli agenti AI “colleghi” allo scouting più intelligente per chi investe.
Infine, uno sguardo alla “macchina” che rende tutto possibile: venture capital e deep tech (tra round più maturi, bisogno di scaleup ed exit e il ruolo di PNICube), cloud e incentivi (iperammortamento), cybersecurity 2026 e DevSecOps nella PA, senza dimenticare i nodi operativi: PEC, conservazione a norma e procedure, supply chain ICT, fino alle lezioni del digitale nei giornali e ai casi d’uso data-driven nel fashion. In chiusura, anche sanità: perché MIA può spostare l’asticella della medicina generale in Italia.
Testo introduzione email |
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L’Europa scopre la dipendenza tecnologica dagli Stati Uniti. Troppo tardi per parlare seriamente di autonomia, ma forse in tempo per chiarire una cosa: la vera autonomia tecnologica non è l’illusione di non dipendere da nessuno. È sapere da chi dipendi, per cosa e a quale prezzo | | | |
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La scadenza delle licenze sul 2 GHz apre una finestra competitiva e geopolitica: non è solo una gara, ma un test su autonomia strategica, resilienza e regole anti-concentrazione, con Starlink e possibili player cinesi sullo sfondo | | | |
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La Legge di Bilancio aggiorna gli allegati del Piano Transizione 4.0 includendo AI, cybersecurity ed ESG. Ma l’incentivo resta sbilanciato verso investimenti on-premise, mentre le imprese scelgono sempre più soluzioni as a service che, come canoni operativi, oggi rischiano di restare escluse | | | |
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Il caso Grok non è un’eccezione. È il sintomo di un modello di sviluppo dell’IA generativa che continua a trattare l’abuso come un rischio marginale, anziché come un esito prevedibile delle scelte progettuali. E le regole sono inadeguate | | | |
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Nel 2025 la raccolta VC in Italia arriva a 1,488 miliardi (+32%), ma con meno round e ticket medio in forte crescita. Poche maxi-operazioni concentrano circa metà del totale. Segnali di maturazione emergono, ma seed ed early stage restano stabili e il gap europeo è ancora ampio | | | |
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E-procurement intelligente | | | | | |
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10 MARZO 2026 | ROMA
Sovranità Cloud: Italia digitale alla prova
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