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i casi d'uso

Blockchain in Sanità, ecco tutti i problemi che può risolvere

La blockchain in Sanità ha un enorme potenziale per risolvere criticità legate alla gestione sicura dei dati dei pazienti, alla contraffazione dei farmaci o alla tracciabilità dei dati nell’ambito della ricerca. Vediamo i casi specifici e le sfide per le aziende del settore

15 Ott 2018

Michele Gentili

consulente ICT e Digital transformation


L’utilizzo della Blockchain in Sanità presenta molteplici opportunità. Proveremo a fare delle ipotesi concrete, con casi d’uso e possibili soluzioni.

Vantaggi della blockchain in Sanità

Blockchain è un termine ormai largamente conosciuto ed erroneamente, quasi in esclusiva associato alla criptovaluta chiamata Bitcoin. Tuttavia, la tecnologia della “catena di blocchi”, può avere un uso molto più ampio rispetto ad un semplice metodo di pagamento, e soprattutto può essere usato in vari settori.

Ma quali sono i vantaggi concreti della blockchain in sanità?

E’ doveroso premettere che anche il settore sanitario in questi ultimi anni ha visto dei rapidi progressi nello sviluppo di nuovi e più efficienti sistemi gestionali, dovuti anche alla raccolta di dati provenienti da dispositivi indossabili (IoT) e sistemi di esami medici che implementano l’intelligenza artificiale ed è indubbio che la crittografia e la sicurezza di tali dati, debba diventare una parte importante e pervasiva per una struttura sanitaria.

Gli operatori sanitari, come per altri settori, si trovano a dover gestire sempre più dati su base giornaliera. Con l’aumentare del volume di dati ogni anno, diventa più difficile per gli ospedali e le cliniche archiviare ed elaborare le informazioni;

Pensiamo all’immensa mole di dati provenienti da:

  • Informazioni generiche e dati sulla salute del paziente;
  • Cartelle cliniche elettroniche;
  • Dati raccolti da dispositivi IoT (Internet of Things)
  • Dati raccolti da dispositivi elettromedicali;
  • Dati provenienti dal monitoraggio

Blockchain in Sanità e condivisione sicura dei dati 

I metodi di condivisione sicura delle informazioni tra gli operatori sanitari e le entità che vengono in contatto con le strutture sanitarie (pazienti, medici di base, compagnie di assicurazione, etc.) sono cruciali per garantire servizi medici adeguati. È qui che la blockchain in sanità diventa utile, in quanto uno dei suoi principali vantaggi è proprio la garanzia dell’integrità del dato.

Quando le informazioni sono registrate e crittografate, diventa impossibile cambiarle o rimuoverle.

Uno degli approcci blockchain che consente la registrazione e la condivisione sicura delle informazioni è l’ancoraggio dei dati alla blockchain pubblica. Questo metodo implica la generazione di una prova di integrità dei dati. Usando questa prova, ogni utente può verificare il timestamp dei dati senza la necessità di affidarsi a terze parti. Questo metodo consente agli utenti di:

  • Verifica dell’integrità del dato;
  • Avere dei referti o consulti medici immodificabili;
  • Dimostrare l’integrità dei risultati della ricerca clinica;
  • Ridurre le spese di revisione e garantire la conformità normativa;
  • Garantire la sicurezza dei dati nel loro complesso.

Blockchain in sanità: casi d’uso e possibili soluzioni

Gli assistenti sanitari si sentono piuttosto ottimisti sull’attuazione rapida della blockchain nel loro settore.

Secondo un sondaggio condotto negli USA, il 37,9% di loro prevede che ci vorranno solo cinque anni per adottarlo in modo diffuso tra le organizzazioni mediche. L’Europa è con tutta probabilità più indietro su questa previsione.

È necessario però portare degli esempi concreti di come questa tecnologia possa realmente semplificare il lavoro e al contempo garantire una maggiore efficacia e sicurezza diminuendo i costi.

Proviamo dunque a fare qualche ipotesi ed esempio di utilizzo blockchain nel settore sanitario, descrivendo delle problematiche reali del settore e considerando possibili soluzioni attraverso l’uso di questa tecnologia.

Nell’erogazione di servizi medico-sanitari, facciamo questi esempi, di problematiche concrete e di possibili soluzioni con adozione di blockchain:

  • Tracciabilità dei farmaci e contraffazione;
  • Certezza e sicurezza dei dati nelle sperimentazioni cliniche e nelle ricerche medico-scientifiche;
  • Gestione dei dati dei pazienti;

Tracciabilità dei farmaci e contraffazione

Uno dei problemi più seri in farmacologia è la contraffazione dei farmaci.

Secondo l’Health Funding Organization (HRFO), circa il 20% dei farmaci venduti nei paesi in via di sviluppo è contraffatto (non proveniente dalla casa farmaceutica originale). Le case produttrici perdono fino a 200 miliardi di euro all’anno a causa della contraffazione dei farmaci. Tuttavia, la ragione principale non è la contraffazione in sé, ma, piuttosto che, questi farmaci contraffatti forniscono effetti diversi rispetto ai loro omologhi medicinali originali. Non solo non sono in grado di curare la malattia, ma possono addirittura essere dannosi e pericolosi per la salute di chi, inconsapevolmente, li assume.

Soluzione basata su blockchain

Poiché tutte le transazioni in blockchain avvengono in data e ora certa e sono immutabili, sarebbe facile individuare i trafficanti di farmaci fraudolenti. Esistono due tipi di blockchain: privata e pubblica. Con la blockchain si dovranno registrare i prodotti (quelli autentici evidentemente) nel sistema privato per garantire l’autenticità e l’affidabilità del prodotto. Le blockchain private ​​sono moderate da entità centrali e il fatto che uno specifico produttore o distributore abbia accesso alla cosiddetta blockchain di farmaci è la prova stessa dell’autenticità del farmaco. È qui che la qualità della trasparenza blockchain è utile. Una volta che un farmaco viene prodotto e passa dal produttore al rivenditore, i dati operativi vengono registrati sulla blockchain. Questo renderebbe estremamente semplice verificare l’intero percorso del farmaco e sarebbe facile determinare tutti i collegamenti in qualsiasi momento e dunque escludere prodotti che non hanno una “catena” certificabile.

Certezza e sicurezza dei dati nelle sperimentazioni cliniche e nelle ricerche medico-scientifiche

Gli studi clinici sono utilizzati per determinare l’efficacia di particolari farmaci che curano malattie specifiche. Questi test possono dimostrare o confutare un’ipotesi scientifica. Durante gli studi clinici, i ricercatori ottengono e registrano una grande quantità di informazioni riguardanti statistiche, risultati dei test, rapporti di qualità, ecc. Ogni scienziato è responsabile di ricerche specifiche, rendendo difficile il controllo di tutta la catena di informazioni necessaria per certificare la “tesi”. Questi dati quindi, possono essere facilmente modificati o nascosti al fine di modificare l’intero risultato della ricerca eseguita. Basterà modificarne od occultarne uno soltanto, per vanificare l’intera ricerca. Per sostenere una determinata tesi (favorevole o sfavorevole che sia) i sostenitori/detrattori, sono interessati a registrare i risultati che sono vantaggiosi per loro, e nascondere gli altri, in modo da avvalorare la propria tesi. Pensiamo, per riferirci all’attualità della sanità italiana, a tutti gli studi e le tesi scientifiche che sono alla base dell’obbligatorietà dei vaccini e della loro efficacia. È evidente che, nonostante la mole e l’autorevolezza dei sostenitori della tesi, sarebbe di indubbio valore un meccanismo in grado di garantire e comprovare tutta la catena di analisi e le ricerche fatte in tale ambito.

Soluzione basata su Blockchain

Sarebbe facile provare l’autenticità di qualsiasi documento registrato nel sistema. Vediamo come.

Con blockchain si potrebbe fornire la prova dell’esistenza di ogni singolo documento o test scientifico aggiungendo i dati sotto forma di transazione e convalidando le informazioni da tutti i nodi di sistema. La blockchain registra infatti dati immutabili. Questa caratteristica consentirebbe di archiviare i risultati delle sperimentazioni cliniche in modo sicuro, rendendo impossibile la modifica dei dati.

Due medici dell’Università di Cambridge (Greg Irving e John Holden) hanno escogitato un nuovo sistema per impedire che i documenti dei test clinici venissero segretamente modificati per rendere i nuovi farmaci più efficaci di quello che veramente erano. L’approccio innovativo dei due ricercatori ha previsto la conversione di un documento di sperimentazione clinica in un bitcoin per sfruttare poi l’infrastruttura blockchain. Con il loro sistema il protocollo clinico originale è stato corredato di un’unica firma digitale, determinata dal testo del documento utilizzando il calcolo dell’hash SHA256. Questa firma veniva poi convertita in una chiave pubblica bitcoin utilizzando Strongcoin (tool disponibile online), che veniva poi “speso”. Questa transazione era dotata di timestamp e registrata come Blockchain, le cui copie multiple venivano memorizzate nella rete di computer. Con questa tecnica, chiunque volesse verificare se un protocollo clinico è stato modificato poteva generare una nuova chiave bitcoin utilizzando il testo del documento a cui aveva accesso; se questa chiave risultava diversa da quella della Blockchain, era la conferma che fossero state apportate modifiche al testo.

Questo approccio avrebbe dunque la potenzialità di impedire la distribuzione al pubblico di farmaci inefficaci o addirittura non sicuri o peggio dannosi. Sembra che le loro ricerche e l’applicazione delle loro tecniche abbiano portato alla individuazione di sperimentazioni cliniche palesemente modificate.

Gestione dei dati dei pazienti

La privacy e la sicurezza dei dati dei pazienti, che le strutture sanitarie trattano, è strettamente regolamentata dal GDPR e richiede che la loro gestione sia particolarmente sicura. C’è, tuttavia, un altro problema relativo alla gestione della privacy: a volte, i pazienti devono condividere le loro cartelle cliniche o le loro informazioni mediche con terze parti come ad esempio con le farmacie, quando hanno bisogno di acquistare medicinali specifici, con dei consulenti legali, etc. Quindi, in che modo la blockchain può aiutare a proteggere i dati fornendo allo stesso tempo un accesso magari parziale al dato?

Soluzione basata su Blockchain

La Blockchain crea un hash per ogni blocco di dato riservato o sensibile e al contempo crea un ID paziente che fungerà da collettore. Utilizzando un’API, le entità autorizzate, potranno ricevere le informazioni necessarie senza che venga rivelata l’identità del paziente ma sfruttando solo l’ID generato. Allo stesso modo, un paziente potrà decidere a chi fornire l’accesso e se questo accesso sarà completo o parziale. Inoltre un paziente, potrà impostare specifiche di dettaglio di utilizzo alle terze parti, che dovrebbero dare a loro volta il loro permesso per condividere i dati con altri soggetti.

Prossimi sviluppi della blockchain in sanità

Blockchain ha un enorme potenziale di utilizzo, non solo nel settore finanziario, ma anche in quello dell’assistenza sanitaria e della ricerca medica. Nonostante le innegabili evidenze, dei molteplici vantaggi disponibili, le strutture sanitarie, sia pubbliche che private, ancora esitano ad implementarla nei loro sistemi IT e gli investimenti rimangono esigui. Ciò non significa, tuttavia, che attualmente non ci siano aziende sanitarie che utilizzano blockchain, anche se questo avviene soprattutto all’estero e ancora minimamente e marginalmente in Italia.

Le aziende tecnologiche operanti nel settore sanitario però, stanno spingendo per diffonderne l’utilizzo, ma la vera sfida sarà fornire delle soluzioni più performanti, che semplifichino realmente i processi e possano attuare delle policy di sicurezza più efficienti, abbattendo i costi di gestione e contestualmente gli errori che comportano gravi perdite per risarcimento danni

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