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i dati

Competenze scolastiche di base: le più importanti per capire il digitale

Come dimostrato dai risultati dell’indagine OCSE-PISA, le competenze di base sono quelle più utili per l’apprendimento online. E ci sono paesi – tre in particolare – che ci insegnano qualcosa circa il rapporto tra tecnologie, competenze di base, infrastrutture tecnologiche e curricoli scolastici. Vediamo come

27 Lug 2018

Maurizio Gentile

Università degli Studi “Unitelma Sapienza”


Per ridurre la distanza tra scuole ad alto e basso potenziale digitale, è necessario ridurre, prioritariamente, il divario nelle competenze di base. Adeguati livelli in lettura, matematica e scienze riflettono una pre-condizione sufficiente per favorire lo sviluppo equo delle abilità di apprendimento online. Sono le competenze di base che incidono, primariamente, sulla capacità di apprendimento online.

OCSE-PISA, le competenze valutate

Nel 2000 l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) avviò un’indagine triennale a larga scala sugli studenti di 15enni scolarizzati nota come Programme for International Students Assessment (PISA). PISA valuta in che misura gli studenti hanno acquisito conoscenze e competenze essenziali per la piena inclusione nella vita scolastica, sociale ed economica.

La valutazione si focalizzata sulle competenze di base in scienze, lettura e matematica. Nell’edizione del 2015 è stata valutata anche la capacità di problem solving collaborativo. L’indagine esamina in che misura gli studenti sanno applicare le conoscenze in contesti non familiari, dentro e fuori la scuola. Le misure di rendimento offerte da PISA diventano un importante indicatore per lo sviluppo di un’economia moderna che tende a valorizzare le persone “non solo per ciò che sanno, ma per ciò che possono fare con ciò che sanno[1].

Per la prima volta, nell’edizione del 2015, le prove sono state somministrate via computer. Oltre a ciò l’indagine ha raccolto dati di contesto. Studenti e dirigenti compilano specifici questionari, anch’essi somministrati via computer. È stato possibile così acquisire informazioni riguardanti la familiarità con le tecnologie, la disponibilità e l’uso delle TIC a scuola e a casa, le modalità d’uso dei computer e gli atteggiamenti verso le tecnologie. È grazie a questo impianto di ricerca che è stato possibile approfondire il tema delle tecnologie in rapporto alle competenze di base e ai fattori demografici, sociali, economici e educativi[2].

L’INVALSI con un’unità di ricerca dedicata, cura la raccolta e l’analisi dei dati a livello nazionale.

Quali fattori spiegano la capacità di apprendere online

Gli studenti 15enni singaporiani e coreani mostrano livelli molto elevati di competenza nella lettura di materiali e testi digitali. Tra i paesi che esprimono un’alta qualità di strategie di navigazione (numero di pagine visitate, selezione e analisi dei contenuti, coerenza tra navigazione e compito conoscitivo, minimizzazione delle divergenze), le scuole di Singapore e Corea possiedono eccellenti infrastrutture tecnologiche. Personale docente e alunni manifestano alti livelli di confidenza con computer e dispositivi digitali[3].

I risultati di Singapore e Corea non dipendono dal tempo effettivo trascorso in rete. Il numero di ore è allineato alla media dei paesi OCSE (25 minuti al giorno), ed è comunque non superiore a tale valore: 20 minuti per Singapore, 9 minuti per la Corea. Un tempo elevato di navigazione online non si associa con alti livelli nelle competenze di base. Al contrario i fattori che spiegano maggiormente la capacità di leggere materiali digitali sono due:

  • applicazione di strategie di navigazione;
  • alti livelli di padronanza nella lettura a stampa.

I due fattori favoriscono la comprensione accurata dei contenuti digitali e processi di pensiero critico (higher-order thinking).

In questo quadro l’Australia è una rara eccezione. I suoi studenti dedicano 58 minuti giornalieri alla navigazione in Internet, il livello più elevato tra i paesi partecipanti all’indagine. Nonostante ciò, gli studenti australiani dimostrano una capacità elevata di apprendimento online. Come si spiega?

Le scuole australiane danno molta importanza all’apprendimento delle tecnologie e con le tecnologie. I percorsi scolastici prevedono due aree curricolari. La prima consiste nell’apprendimento di specifiche tecnologie. La seconda è finalizzata alla formazione della competenza generale di uso delle tecnologie: comunicare, creare artefatti, selezionare e leggere informazioni online, ecc.[4]

Grazie a tale impostazione sono stati raggiunti due importanti risultati. Primo, scuole e aziende si sono dedicati alla creazione di specifiche risorse educative. Secondo, i curricoli australiani prevedono in quali anni scolastici è ragionevole aspettarsi lo sviluppo di abilità di apprendimento on line. Il presupposto pedagogico è che tali abilità non si formano casualmente. Gli studenti hanno bisogno di guide e di risorse digitali specifiche e di alta qualità[5].

Come ridurre i divari e favorire le capacità d’uso delle tecnologie

I risultati dell’indagine PISA mostrano che la fornitura gratuita di servizi internet è di secondaria importanza. Scarsi risultati di apprendimento nelle competenze di base producono divari significativi nelle abilità digitali, anche se i sistemi scolastici garantiscono a docenti e alunni l’accesso gratuito alla rete[6].

L’importanza della formazione dei docenti

Un secondo fattore ad elevata incidenza sono i piani di investimento. Non solo dispositivi e infrastrutture tecnologici ma soprattutto formazione dei docenti, conoscenza dei processi di apprendimento, sviluppo di risorse digitali, adattamento degli ambienti fisici. Le evidenze suggeriscono che l’uso efficace delle tecnologie sembra caratterizzare quei contesti scolastici nei quali le tecnologie aiutano gli studenti ad assumere il controllo del loro apprendimento, a collaborare, a pianificare e svolgere una ricerca, a comprendere l’utilità di un’informazione, a valutare l’attendibilità di una fonte, a leggere e organizzare le informazioni raccolte. In queste scuole lavorano docenti in grado di individuare risorse digitali di alta qualità, definire obiettivi chiari di apprendimento, governare un’integrazione proficua tra tecnologie, curricolo e didattica[7].

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  1. INVALSI (2015). Ocse Pisa 2015: I risultati degli studenti italiani in matematica, scienza e lettura. Roma: INVALSI.
  2. OECD (2015). Students, Computers and Learning: Making the Connection. Paris: OECD Publishing.
  3. ITU (2014). Measuring the Information Society Report. Volume 1. Geneve: International Telecommunication Union.
  4. Australian Curriculum, Assessment and Reporting Authority (2015). F-10 Curriculum: GeneralCapabilities: Information and Communication Technology (ICT) Capability. Australian Curriculum Website.
  5. OECD (2015). PISA in focus. Who are the best online reader? Paris: OECD Publishing.
  6. OECD (2015). Students, Computers and Learning: Making the Connection. Paris: OECD Publishing.
  7. Ibidem.

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