n° 158 del 27 Gennaio 2016
Agenda Digitale -  Newsletter settimanale
Direttore responsabile: Alessandro Longo
  TOP STORIES  
  
  Il 2016, l'anno della chiarezza: quale digitale ci aspetta?
di Alessandro Longo
Una raccolta di grandi firme di Agendadigitale.eu ci accompagna a comprendere l'anno che è appena cominciato, sotto il profilo dell'Agenda digitale. I punti aperti sono ancora tanti, le incognite numerose, ma almeno ci sono i piani per una "messa a terra" dei progetti
 
  Quarta rivoluzione industriale, il 2016 l'anno dell'Italia (o mai più)
di AA.VV., direzione dell’Osservatorio Smart Manufacturing del Politecnico di Milano*
E' l'anno in cui la politica prende coscienza che siamo entrati in un nuovo paradigma industriale. Meglio tardi che mai. E comincia a mettere sul tavolo i temi per recuperare il ritardo. Quali? Vediamoli, con quest'analisi di noti docenti del Politecnico di Milano
 
  Firpo: "Industry 4.0, le priorità del Governo per una nuova strategia 2016"
di Stefano Firpo, Direttore Generale per la politica industriale e la competitività al Ministero dello sviluppo economico
La legge di stabilità introduce una norma che consente un più veloce ammortamento delle sopravvenienze da aggregazione e fusione fra aziende. È un primo passo per aiutare le aggregazioni e la crescita dimensionale. Su questo e altri temi, a febbraio il Ministero della sviluppo economico chiamerà a raccolta i principali attori del nostro sistema industriale. Per una strategia condivisa di politica industriale
 
  Scuola Digitale, cosa succederà nel 2016 e i rischi da evitare
di Nello Iacono, Stati Generali dell'Innovazione
Tante le azioni e i risultati concreti attesi nel 2016, in gran parte determinanti per l’intera strategia del Piano. Ecco in dettaglio cosa ci aspetta e quali problemi è meglio affrontare precocemente per evitare alcuni rischi. Vediamoli
 
  Giustizia digitale, che cosa ci porterà in dono il 2016: i fronti aperti
di Valentina Carollo, avvocato
Senza dubbio il 2016 sarà un anno di consolidamento del Processo Civile Telematico e dell’utilizzo dell’informatica per aggredire l’arretrato giudiziario in ambito civile. Innanzitutto ci saranno investimenti: dai 68 milioni di euro spesi nel 2014 siamo passati a 148 milioni nel 2015; nel 2016 lo stanziamento previsto dall’ultima legge di stabilità è di 86 milioni di euro. Ma vi sono anche dei fondi strutturali europei (si tratta di oltre 100 milioni) destinati ai vari progetti di innovazione della giustizia. Nel settore civile sono molte le novità che si attendono sia in termini di consolidamento dell’esistente sia in riferimento a nuovi canali da sviluppare: vediamole
 
  Riforma PA, tutto il digitale che ci attende nel 2016
di Eugenio Prosperetti, avvocato, docente LUISS
L'analisi della riforma imminente mostra che, a parte stabilire nel CAD il principio generale, saranno molte le norme, regolamenti e procedure interne da modificare. Soprattutto, occorrerà cambiare la concezione radicata delle modalità con cui il cittadino si rapporta con l’Amministrazione. La trasformazione annunciata sarà importante. Vediamola in dettaglio
 
  Tre buoni motivi per puntare sulla Sanità digitale nel 2016
di Mariano Corso, Osservatori Politecnico di Milano
La qualità del nostro Sistema Sanitario italiano è in declino e questo rischia di minare l’equità sociale e il senso di sicurezza e fiducia nello stato dei cittadini. La spesa sanitaria reale è destinata a crescere minando i bilanci pubblici e familiari. La Salute è uno dei più importanti settori economici, in grado da solo di influenzare lo sviluppo e l’attrattività del sistema Paese. Ecco perché l'Italia non deve tentennare su questo percorso
 
  Fatturazione elettronica, nel 2016 sarà l'innesco di una rivoluzione italiana
di Irene Facchinetti, Direttore Osservatorio Fatturazione Elettronica e Dematerializzazione - Politecnico di Milano
E' stato l’evento protagonista nel panorama della digitalizzazione in Italia, nel 2015. Nel 2016 dovrà esplicare un proprio ruolo più di sistema. A patto che si risolvano alcuni problemi...
 
  Tutta la banda larga che ci sarà (e che vorremmo) nel 2016
di Alfonso Fuggetta, Politecnico di Milano
Lo sviluppo delle reti in banda larga è fortemente condizionato non tanto da una mancanza di domanda o da una immaturità del mercato, quanto da un contesto economico-regolatorio ancora instabile e incapace di definire un ambito solido per finalizzare investimenti e garantire concorrenza e apertura ai diversi operatori presenti sul mercato. La competizione infrastrutturale è una soluzione più costosa e meno efficiente che deriva da una impossibilità di definire un progetto paese su questi temi
 
  La fibra ottica diventi di massa o l'Italia non ce la fa
di Silvestro de Marinis, Roberto Mastropasqua, EY
La sfida è far crescere il più velocemente possibile la penetrazione della banda ultra larga nel fisso: è su di essa infatti che “girano” le applicazioni più “pesanti” in termini di banda necessaria per una corretta customer experience (dal Cloud, ai contenuti multimediali ecc.) soprattutto per gli utenti business
 
  Competenze digitali: come recuperare i ritardi nel 2016
di Nello Iacono, Stati Generali dell'Innovazione
Nonostante dei segnali positivi, i dati Istat ed Eurostat mostrano un’Italia digitale ancora in grave ritardo, con un nodo centrale rappresentato dalle basse competenze digitali. Una carenza diffusa che può essere affrontata solo con una strategia organica nazionale, di cui si vedono i primi elementi, e riconoscendone la priorità politica. Ma molto resta da fare: ecco perché
 
  Martini (Mise): "Startup e Pmi italiane, ecco perché sarà un buon 2016"
di Enrico Martini, ministero dello Sviluppo economico
Il 2016 sarà un anno molto interessante per i piccoli e medi imprenditori fortemente vocati all’innovazione, secondo il ministero dello Sviluppo economico. Tra l'altro, L’11 gennaio la Consob ha terminato la consultazione pubblica in corso dal 3 dicembre con ad oggetto il regolamento sull’equity crowdfunding, che verrà probabilmente modificato già a fine gennaio. Ecco cosa ci aspetta
 
  Ghezzi (Polimi): "Per le startup italiane segnali di svolta nel 2016"
di Antonio Ghezzi, direttore Osservatorio Startup Hitech Politecnico di Milano
Guardando i nuovi dati di Infocamere, si deve dire che l’aumento in numero di startup innovative da solo non può essere considerato indicatore di crescita; inoltre, ad oggi non si può ancora osservare un impatto macroeconomico significativo da parte delle startup innovative. Però si vedono buoni segnali di una svolta, sia sugli investimenti sia sulla una crescente attenzione da parte delle imprese consolidate per l’ecosistema startup italiano
 
  Cybersecurity, il Governo è a metà del guado: ecco cosa manca
di Andrea Rigoni
L'Agenzia del Governo rafforzerà le priorità già definite dall’AgID in materia di cybersecurity, consentendo di disporre di leve più forti, ma anche di risorse e supporto. Il piano nazionale però è solo in parte attuato. Per esempio manca lo sviluppo dei CERT dicasteriali
 
  Viola, Servida (EC): "Regolamento eIDAS, opportunità e sfide"
di Roberto Viola, Direttore Generale della DG Connect e Andrea Servida, Capo task force eIDAS, DG Connect, Commissione Europea
Roberto Viola e Andrea Servida spiegano la roadmap che ci porterà al primo luglio con un nuovo regolamento rivoluzionario per i sistemi di firme e di identificazione dell'utente e del cittadino
 
  Eurostat, l'Italia digitale 2015 è un flop. E il 2016 un'incognita
di Nello Iacono, Stati Generali dell'Innovazione
Dai nuovi dati 2015 pubblicati da Eurostat non si rilevano progressi significativi. L’effetto della spinta sul Digital Single Market non si vede ancora, le PMI sono ancora fortemente in ritardo e ci sono aree in cui il digitale non è ancora una leva di crescita. L’Italia fa timidi progressi, ma le politiche e i programmi in atto non sembrano ancora sufficienti per guardare ad un recupero tangibile già nel 2016
 
  Che sia l'anno degli smart citizen, dopo il flop delle smart city
di Michele Vianello, Digital Evangelist di Ars & Invention
Basta: smettiamo di parlare di smart city. Non è possibile programmare la diffusione del digitale perché essa si dispiega in modo assolutamente “anarchico”. L’innovazione digitale dispiega positivamente i suoi frutti laddove i cittadini sono diventati “smart citizen”, ma ciò avviene a prescindere dalla quantità di innovazione diffusa. Ecco qualche idea su come fare
 
  Entriamo nella stagione del fare l'Agenda: ecco perché
di Alessandro Perego, direttore Osservatori Digital Innovation
Gli ultimi 12 mesi sono stati piuttosto turbolenti e ricchi di novità per l’Agenda Digitale Italiana. Seppure non ci sia ancora stato un deciso salto di qualità a livello di effettiva attuazione, sono sicuramente state gettate molte basi per colmare, almeno in parte, i divari che ci separano dai Paesi che costituiscono un punto di riferimento in Europa. Facciamo il punto, dopo l'evento di presentazione del rapporto degli osservatori del Politecnico di Milano
 
 
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