n° 154 del 02 Gennaio 2016
Agenda Digitale -  Newsletter settimanale
Direttore responsabile: Alessandro Longo
  TOP STORIES  
  
  Riforma PA, tutto il digitale che ci attende nel 2016
di Eugenio Prosperetti, avvocato, docente LUISS
L'analisi della riforma imminente mostra che, a parte stabilire nel CAD il principio generale, saranno molte le norme, regolamenti e procedure interne da modificare. Soprattutto, occorrerà cambiare la concezione radicata delle modalità con cui il cittadino si rapporta con l’Amministrazione. La trasformazione annunciata sarà importante. Vediamola in dettaglio
 
  Agende regionali: il caos partorisce le prime stelle
di Mariano Corso, Luca Gastaldi, Osservatori Politecnico di Milano
Sono tre le Regioni senza un piano, mentre otto ne hanno uno ancora incompiuto. Le altre dieci hanno ultimato l'Agenda tra il 2014 e il 2015. Cominciano inoltre a vedersi i primi esempi di piani strutturati di digitalizzazione, alla ricerca di un dialogo interregionale. I piani però restano molto eterogenei e manca persino un sistema unico di misurazione, a quanto risulta da un nuovo rapporto degli Osservatori del Politecnico di Milano
 
  Competenze digitali: come recuperare i ritardi nel 2016
di Nello Iacono, Stati Generali dell'Innovazione
Nonostante dei segnali positivi, i dati Istat ed Eurostat mostrano un’Italia digitale ancora in grave ritardo, con un nodo centrale rappresentato dalle basse competenze digitali. Una carenza diffusa che può essere affrontata solo con una strategia organica nazionale, di cui si vedono i primi elementi, e riconoscendone la priorità politica. Ma molto resta da fare: ecco perché
 
  Tutta la banda larga che ci sarà (e che vorremmo) nel 2016
di Alfonso Fuggetta, Politecnico di Milano
Lo sviluppo delle reti in banda larga è fortemente condizionato non tanto da una mancanza di domanda o da una immaturità del mercato, quanto da un contesto economico-regolatorio ancora instabile e incapace di definire un ambito solido per finalizzare investimenti e garantire concorrenza e apertura ai diversi operatori presenti sul mercato. La competizione infrastrutturale è una soluzione più costosa e meno efficiente che deriva da una impossibilità di definire un progetto paese su questi temi
 
  Il futuro della governance internet dopo l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite
di Stefano Trumpy, Isoc Italia
Esteso il mandato degli Internet Governance Forum riconoscendo che il processo ha assicurato un’occasione di confronto multi-stakeholder della comunità interessata allo sviluppo dell’eco-sistema Internet. L’IGF dovrà impegnarsi a progredire sulla sua modalità di lavoro e favorire la partecipazione di importanti stakeholder dei paesi in via di sviluppo
 
  Internet Addiction Disorder: la normativa
di Angelo Alù, Presidente Generazione Y e Promotore di dirittodiaccesso.eu
Ci sono studi ma anche norme che descrivono questo "male oscuro del web". Ma pochi lo sanno. Facciamo chiarezza
 
  Quando è il territorio a richiedere la banda ultra larga: il caso trentino
di Alessandro Zorer, presidente di Trentino Network
Tra il 2015 e il 2017 si sviluppano tre progetti della Provincia Autonoma di Trento: portare a tutti la connessione a 30 Mpbs, la fibra ottica nelle scuole e i 100 Mbps alle utenze professionali. Vediamo come
 
  La Strategia Paese ha dimenticato le piattaforme digitali
di Carmelo Cennamo, Università Bocconi di Milano
Visto il loro ruolo cruciale in un’economia evoluta, è opportuno chiedersi quale sia lo “stato di avanzamento” in Italia su questo fronte. Purtroppo, non solo si è fatto poco a riguardo; ma il tema non è nemmeno al centro del dibattito o parte del programma di attuazione dell’agenda. Il documento di Strategia per la Crescita Digitale parla di “piattaforme abilitanti”, ma si riferisce all'accezione generica del termine, non alle forme di “piattaforma mercato”
 
  Se il digitale insegna ai giovani l'etica del reset
di Carlo Buzzi, università di Trento
Tra i giovani emergono due tratti emblematici: da una parte la difficoltà crescente di programmare anche nel breve-medio periodo, dall’altra la tendenza a considerare ogni scelta reversibile. Se la tecnologia ti consente di essere costantemente collegato al mondo in tempo reale, sembra sempre meno necessario pensare al futuro: tutto si può decidere sull’istante, il che equivale a vivere in un costante presente senza l’onere di dover programmare passo per passo il proprio futuro
 
  ESSENZIALI  
  
  Che resterà del CAD dopo la riforma? Ecco tutte le modifiche necessarie
di Andrea Lisi e Elena Lisi, associazione ANORC
Il principale obiettivo della revisione del Codice dell’Amministrazione Digitale (CAD) dovrebbe riguardare l’individuazione e il progressivo adeguamento degli articoli dai contenuti ritenuti ormai obsoleti e contraddittori. Quelli che non tengono in considerazione le altre normative di settore e che non rispondono alle esigenze di semplificazione delle procedure e razionalizzazione delle risorse più volte evocate nel testo della Riforma. Ma ci sono dubbi si riesca a farlo
 
  Ci sono 11,5 miliardi di euro per fare l'Agenda, ma non abbiamo imparato a spenderli
di Luca Gastaldi, Direttore dell’Osservatorio Agenda Digitale, Politecnico di Milano e Marco Nicolai, Professore di Finanza Aziendale e Straordinaria, Università degli Studi di Brescia
Ecco tutto quello che bisogna sapere sulle risorse economiche disponibili al 2020. Le risorse sono sufficienti. Senza adeguate competenze e strumenti finanziari si rischia però di non usarle al meglio o, peggio, di non usarle affatto. Il primo passo concreto per attuare l’Agenda Digitale è nella direzione di un coinvolgimento attivo della comunità finanziaria
 
  Agenda, l'attuazione pratica: cosa non è stato fatto e come rimediare
di Luca Gastaldi e Nello Iacono, Osservatorio Agenda Digitale, Politecnico di Milano
Tante le aree ancora non coperte, se si scende sul livello dell'attuazione pratica della trasformazione digitale. Analizziamo i dettagli, grazie a un cruscotto elaborato dagli Osservatori del Politecnico. Una svolta è possibile- vediamo come- e per il 2016 ci sono buoni indizi che ce la si possa fare
 
  Entriamo nella stagione del fare l'Agenda: ecco perché
di Alessandro Perego, direttore Osservatori Digital Innovation
Gli ultimi 12 mesi sono stati piuttosto turbolenti e ricchi di novità per l’Agenda Digitale Italiana. Seppure non ci sia ancora stato un deciso salto di qualità a livello di effettiva attuazione, sono sicuramente state gettate molte basi per colmare, almeno in parte, i divari che ci separano dai Paesi che costituiscono un punto di riferimento in Europa. Facciamo il punto, dopo l'evento di presentazione del rapporto degli osservatori del Politecnico di Milano
 
  L'Italia è 21esima in Europa per l'Agenda Digitale: un nuovo indice migliora il Desi
di Luca Gastaldi e Nello Iacono, Osservatorio Agenda Digitale, Politecnico di Milano
L'Osservatorio Agenda Digitale del Polimi ha ideato un indice innovativo, con 107 parametri, per capire lo stato di avanzamento del digitale in un Paese. E' una guida, anche per l'Italia, per capire dove migliorare. Il nuovo indice è più ricco del DESI europeo e dà risultati diversi, più precisi. Ecco perché: tutti i dettagli
 
  Attuare l'Agenda, la sfida 2016-2017: da affrontare assieme
di Alessandro Longo
I progetti di innovazione sono belli pronti, non resta che attuarli. Una sfida complicata che ormai tutti sono d'accordo si debba affrontare così: colmando le distanze tra i vari attori del processo, tra il centro e la periferia; tra pubblico e privato. Possiamo anche noi fare la nostra parte per l'ultimo miglio che ci separa dall'attuazione dell'Agenda
 
 
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