Formare al digitale per lavorare: gli esempi di successo

eSkills for Jobs 2014

Sono numerosi i progetti avviati dalle multinazionali per ridurre i ritardi italiani. Saranno coordinati all'interno di un'iniziativa Anitec presentata lo scorso 5 marzo a Roma, che sta raccogliendo un numero sempre maggiore di partner, fra aziende, associazioni, enti pubblici e privati, organizzazioni non profit

di Cristiano Radaelli, Presidente Anitec

Uno degli aspetti meno discussi della crisi da cui le economie europee faticano a riprendersi è il mancato incontro fra domanda e offerta di professionalità. Lo stallo nel mercato del lavoro è spesso di natura formativa, legata alle competenze. Per questo, la strategia d’attacco per sviluppare un’agenda digitale non di facciata è partire proprio dalla costruzione delle competenze per fare sì che si traducano in quello strumento necessario per permettere a persone la cui professionalità risulta fuori mercato di riscoprire un talento e reinserirsi nel mondo del lavoro. O per dare in mano agli studenti di oggi strumenti più performanti per sviluppare le proprie potenzialità.

È per questo che come Anitec siamo lieti di coordinare per l’Italia “eSkills for Jobs 2014”, il  grande progetto europeo di sviluppo delle competenze digitali. Nel portale, che abbiamo appena attivato, abbiamo già raccolto i contributi del Sottosegretario alla Pubblica Amministrazione, Angelo Rughetti e del fondatore di Didasca, Silverio Carugo. Come suggerito già da questi primi preziosi contributi, si stima che col volgere dell’anno in Europa si avranno quasi 400 mila posto di lavoro vacanti nell’ICT. In Italia abbiamo circa un milione di disoccupati che potrebbero venire utilmente formati e impiegati nei settori ad alta densità tecnologica. Tra le iniziative meritevoli di essere ricordate, proprio quella di Didasca, il primo centro italiano di formazione digitale permanente, con sede a Sondrio, metterà a disposizione di questo milione di giovani non meno di mille centri di formazione qualificati, che opereranno per il biennio 2014-2015 grazie alle 500 aule virtuali di cui Didasca Open University è dotata.

L’attivazione di un Programma Nazionale per la Cultura, la Formazione e le Competenze Digitali da parte dell’Agenzia per l’Italia Digitale rappresenta quindi un approccio giusto e non ideologico alla necessità di innovare in Italia ma, al contempo,  in un contesto di riferimento sempre più internazionale. Quadro europeo che è efficacemente delineato dall’intervento del sottosegretario Angelo Rughetti: un recente studio della Boston Consulting mostra come nel nostro Paese stia cambiando il panorama della fruizione dell’ICT: crescono le persone che accedono almeno mensilmente alla rete (circa 28 milioni), e le famiglie che utilizzano internet (circa 13 milioni). Si stima che sotto i 45 anni la percentuale di popolazione “always online” superi il 50%, anche considerando che l’Italia ha fra le più alte concentrazioni al mondo di smartphone (dato che porta anche la terza età ad essere fortemente interessata dal processo di digitalizzazione).

Come illustrato dal sottosegretario Rughetti, “l’Italia deve sfruttare questa occasione e migliorare in breve tempo le proprie lacune. Le lauree, sia di primo e secondo livello, in materie ICT rappresentano l’11,48% sul numero degli iscritti del 2010, contro il 13% dell’area dei paesi dell’euro. Gli ambiti di azione in cui investire sin da subito sono Scuola, transizione al lavoro, formazione continua ed inclusione digitale”. Non possiamo che accogliere favorevolmente questo cambio di passo della politica, cui speriamo venga dato seguitoIntanto, l’aspetto fondamentale è cogliere e convogliare le spinte che arrivano dalla società civile e dalle imprese. Oltre al caso di Didasca, vale la pena citare anche altri casi di impegno, come quello delle Networking Academy di Cisco, azienda che ha anche sottoscritto con il Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca una convenzione per promuovere l'uso e la conoscenza delle tecnologie dell'informazione nel mondo scolastico.  

Solo negli ultimi dodici mesi quasi 20.000 studenti sono risultati iscritti alle Academy Cisco di tutta Italia, il 15% dei quali rappresentato da donne, mentre l’85% dei diplomati in corsi CCNA o superiori ha trovato occupazione o migliorato la propria posizione lavorativa, secondo una ricerca effettuata a livello nazionale. Per la formazione alle competenze digitali nell’impresa è di tutto rilievo la collaborazione fra Google e Unioncamere, che hanno annunciato un bando per l’assegnazione di 104 borse di studio a giovani che per 6 mesi opereranno all’interno di 52 Camere di Commercio con il compito di affiancare le piccole e medie imprese nel percorso verso la digitalizzazione.

Oppure la Maestros Academy di Samsung, l’accademia digitale che mette in contatto i maestri artigiani con i giovani per costruire il futuro di una nuova generazione di eccellenze. Grazie alla nuova piattaforma Samsung, i ragazzi possono seguire un percorso formativo imparando direttamente dalle parole di cinque maestri artigiani. Attraverso un ciclo di video-lezioni i maestri svelano infatti i segreti della propria professione tramandando un know-how che ha reso il frutto del loro lavoro un’eccellenza. Tramite il progetto HP LIFE – Learning Initiative for Entrepreneurs, Hewlett Packard si propone di evidenziare e sviluppare gli skills necessari ad intraprendere una carriera imprenditoriale; il progetto sia articola attraverso attività di training personalizzato in 340 centri distribuiti in 49 nazioni.

Così come l’iniziativa EGO di Ericsson rivolta a studenti universitari e neoloaureati con idee e proposte di business sviluppabili ed a micro imprese in fase di start-up. Per non parlare del Talent Lab: un programma di formazione interamente finanziato da Huawei in base a un accordo sottoscritto con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca nel giugno del 2012. Ogni anno il progetto educativo porta in Cina quindici tra i migliori studenti italiani, selezionati dal MIUR, con un percorso di studi focalizzato sull’innovazione tecnologica. Vi sono anche esperienze territoriali di assoluto rilievo, come Trento Rise, fondata nel dicembre 2010 dall’Università degli Studi di Trento e dalla Fondazione Bruno Kessler. Trento RISE è un catalizzatore dell’innovazione. Il suo obiettivo è contribuire, attraverso l’ICT, a trasformare il Trentino in un’economia della conoscenza, competitiva e dinamica, puntando sullo sviluppo sostenibile e la qualità della vita. Tra i programmi attivati, Tech Peaks, che si rivolge a tre target diversi di talenti tecnologici: sviluppatori, designer e business developers. Oppure Luiss EnLabs, l’acceleratore di startup attivo dal 2010 e diventato nel 2012 una vera fabbrica di startup in seno al prestigioso ateneo romano. Altro caso il progetto Meet no Neet, promosso dalla Fondazione Mondo Digitale in collaborazione con Microsoft, Roma Capitale e le scuole del territorio nazionale che rientra nel programma Microsoft YouthSpark. 6.000 i giovani tra i 16 e i 24 anni raggiunti, 4.500 quelli che hanno attivamente partecipato sviluppando idee imprenditoriali innovative, 9 le regioni italiane coinvolte, 20 tra scuole e università le istituzioni raggiunte ad oggi. Ambassador del programma “eSkills for Jobs 2014” è ora anche Il Centro Studi Impara Digitale, un’associazione nata nel marzo 2012 per promuovere lo sviluppo delle tecnologie digitali nella scuola italiana.

Gli esempi non finiscono qui, come insegna il caso di  Digimparando, l’iniziativa di Epson Italia rivolta agli istituti selezionati per il progetto Impres@scuola, lanciato dal Ministero Istruzione Università e Ricerca (MIUR) al quale ha aderito la società giapponese. Obiettivo di Digimparando è coinvolgere alunni e insegnanti, in maniera diretta e attiva, nell’utilizzo dei prodotti che gli istituti hanno ricevuto per l’attuazione dei progetti Impres@scuola.In concreto, Epson vuole offrire, alle 30 proposte selezionate di 18 diverse scuole, un supporto tecnologico a 360 gradi, trasformando l’apprendimento in un’esperienza coinvolgente e interattiva. Per quanto riguarda un altro ambassador del programma “eSkills for Jobs 2014”, IBM, l’attenzione alle competenze scientifiche e tecnologiche si concretizza, tra l’altro, con i progetti TryScience e TeachersTryScience, portali web dedicati a studenti e insegnanti.Sono molti altri gli esempi da citare, ma qui abbiamo voluto solo offrire un’idea del potenziale di innovazione che il Governo Italiano può convogliare e supportare a costo zero e con un beneficio assoluto per i cittadini italiani ed europei di oggi e le generazioni di domani. 

08 Maggio 2014

TAG: anitec, lavoro