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Roma, 22-24 maggio 2018

ForumPA 2018

22 Mag - 24 Apr 2018, Roma Convention Center

Programma preliminare

sc.01

Quale PA per quale Paese? Un’ altra riforma o un cambio di paradigma?

22/05/2018 dalle ore 10:00 alle ore 13:30

Non possiamo affrontare le sfide che abbiamo davanti con una pubblica amministrazione del passato. E’ importante sostenere e favorire il passaggio da una logica ancora prevalentemente burocratica a quella che abbiamo chiamato la PA abilitante in cui l’innovazione viene considerata funzione di un nuovo modo di intendere lo Stato. Con la PA condivisa, adottando in pieno il paradigma dell’open government, si realizza il principio costituzionale della sussidiarietà orizzontale: autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale.

Introduce e Modera

confirmed Carlo Mochi Sismondi, Presidente – FPA

Prima sessione: Governare con la rete Key Note Internazionale (coming soon)

Seconda sessione: Gestire il cambiamento

LE ISTITUZIONI

unsent Virginia Raggi, Sindaca – Roma Capitale

unsent Nicola Zingaretti, Presidente – Regione Lazio

unsent rappresentante del Governo TBD

LE AZIENDE PARTNER

confirmed Agostino Santoni, Amministratore Delegato – Cisco Italia

Terza sessione: Luca Attias intervista Diego Piacentini

Introduce

confirmed Gianni Dominici, Direttore Generale – FPA

Si confrontano

confirmed Diego Piacentini, Commissario straordinario per l’attuazione dell’Agenda Digitale

confirmed Luca Attias, Responsabile Direzione Generale dei Sistemi informativi automatizzati – Corte dei Conti

sc.02

Italia 2030: visioni di sviluppo sostenibile

in collaborazione con ASviS

23/05/2018 dalle ore 10:00 alle ore 13:30

Continua la collaborazione di FPA con ASviS che anche quest’anno, in concomitanza con l’inaugurazione di FORUM PA, lancia il Festival dello Sviluppo Sostenibile. Subito dopo l’apertura, questo evento organizzato in comune, vuole essere un momento di riflessione e di approfondimento sul ruolo e le esperienze della Pubblica Amministrazione nel raggiungere gli obiettivi di sostenibilità.

Interviene

confirmed Enrico Giovannini, Portavoce dell’Alleanza Italiana per lo sviluppo sostenibile

sc.03

Le nuove frontiere del lavoro pubblico

Reclutamento, smart working, partecipazione, competenze, valutazione, dirigenza per una vera “knowledge farm”

22/05/2018 dalle ore 15:00 alle ore 18:00

L’attività “core” dell’amministrazione pubblica, quella non delegabile al mercato, è costituita per la maggior parte dal trattare dati ed informazioni per restituire ai cittadini servizi, opportunità e “ambienti” favorevoli al libero, equo, sostenibile sviluppo di ciascuno e della comunità. Non è improprio vedere quindi la PA, nelle sue molteplici forme, come una grande “fabbrica della conoscenza”, proprio come lo sono le grandi e blasonate aziende della nostra era digitale. Peccato che una parte importante della vita delle amministrazioni vive ancora nel paradigma fordista e la gestione delle risorse umane (o “delle persone” come io preferisco indicarla) è ancora legata a strumenti preistorici quali le organizzazioni gerarchiche, i tornelli, i mansionari, gli avanzamenti automatici di carriera, ecc. Al di là della retorica investire nelle persone vuol dire avere fiducia che tutte, siano esse cittadini o impiegati pubblici, sono portatori non solo di bisogni, ma anche e soprattutto di idee e di soluzioni. Dentro la PA questo vuol dire avere come obiettivo lo sviluppo di ciascuno nella sua specifica diversità. Sviluppare le persone, far sì che pensino e partecipino attivamente al miglioramento di quello che fanno, vuol dire poter contare su leader lungimiranti, che sanno che la loro forza è la forza della loro squadra, che si sforzano sempre di far sì che cresca nei propri collaboratori l’orgoglio e insieme la capacità di autovalutarsi. Questi principi, astrattamente condivisi, ma non sufficientemente praticati, devono poi trovare attuazione in tutte le fasi dello sviluppo delle persone e della loro vita lavorativa: dal reclutamento dei migliori alla modalità di un lavoro che deve diventare “agile”, dagli strumenti della partecipazione di ciascuno al raggiungimento di obiettivi espliciti, misurabili e condivisi allo sviluppo delle competenze, dalla onesta e continua valutazione on the job per crescere insieme alla riforma coraggiosa della dirigenza. Il convegno si propone di fare il punto, all’inizio di una nuova legislatura, di quanto di buono è stato già realizzato e che quindi costituisce un punto di partenza utile, di quanto rimane da fare (pensiamo alla mancata riforma della dirigenza), delle lezioni apprese che possono indirizzarci, anche con l’onesto esame dei fallimenti, verso strade in tutto o in parte nuove.

Modera

confirmed Carlo Mochi Sismondi, Presidente – FPA

Intervengono

confirmed Marco Meneguzzo, Professore Ordinario di Economia Aziendale – Università di Roma Tor Vergata

confirmed Andrea Tardiola, Segretario Generale – Regione Lazio

confirmed Michele Bertola, Presidente ANDIGEL e Direttore Generale Comune di Bergamo

sent Stefano Battini, Presidente – SNA – Scuola Nazionale dell’Amministrazione

sent Antonio Davide Barretta, Direttore Geneale, Direzione Generale della Giunta regionale – Regione Toscana

sent Serena Sorrentino, Segretaria Generale FP – CGIL

confirmed Intervento a cura di Randstand,

sc.04

Costruire il Sistema operativo del Paese

La trasformazione digitale per una PA abilitante

23/05/2018 dalle ore 15:00 alle ore 18:00

Gestire e mettere a disposizione con facilità le risorse, costituire un’interfaccia amichevole e di semplice uso, coordinare in modo ottimale il lavoro delle varie componenti: questo fa un Sistema Operativo efficace. Un Sistema operativo per il Paese deve permettere all’amministrazione pubblica di essere piattaforma abilitante per la partecipazione attiva dei cittadini e mettere ciascuno nella condizione di utilizzare i servizi pubblici in una modalità personalizzata, veloce e vicina. Deve poi supportare le pubbliche amministrazioni centrali e locali nel prendere decisioni migliori e il più possibile basate sui dati, grazie all’adozione delle più moderne metodologie di analisi e sintesi dei dati su larga scala. Deve infine orientare una necessaria trasformazione dei processi e dei modelli organizzativi delle amministrazioni. Per questo obiettivo ambizioso, per cui nello scorso anno si sono fatti passi avanti importanti nella progettazione, ma non ancora sufficienti nell’implementazione, occorre una governance certa, lungimirante e sufficientemente stabile; competenze diffuse e presenti anche nei vertici apicali e nella politica; una continua e fattiva partnership tra mondo pubblico e mondo privato che vada oltre una pur necessaria rivisitazione delle modalità di procurement pubblico, verso una condivisione strategica degli obiettivi, anche per riportare o mantenere in Italia la “testa” della trasformazione digitale del Paese. Il convegno metterà a confronto i responsabili pubblici delle politiche d’innovazione, le migliori amministrazioni centrali e locali, l’accademia e le aziende che vogliono essere protagoniste in Italia di questa necessaria rivoluzione.

Coordina

confirmed Carlo Mochi Sismondi, Presidente – FPA

Intervengono

confirmed Giuseppe Virgone, Team per la trasformazione digitale

unsent Alfonso Fuggetta, Amministratore Delegato e Direttore Scientifico – CEFRIEL

unsent Laura Castellani, Dirigente responsabile Settore Infrastrutture e Tecnologie per lo sviluppo della Società dell’Informazione – Regione Toscana

unsent Dimitri Tartari, Responsabile Coordinamento Agenda Digitale regionale – Regione Emilia Romagna

unsent Roberta Cocco, Assessora alla Trasformazione digitale e Servizi civici – Comune di Milano

unsent Simone Puksic, Presidente Insiel S.p.A. – Consigliere Assinter

confirmed Intervento a cura di LEONARDO,

confirmed Gianmatteo Manghi, Direttore Commerciale – Cisco Systems Italy

confirmed Vittorio Bitteleri, Country Manager – Commvault

sc.05

Verso un’agenda urbana condivisa

24/05/2018 dalle ore 15:00 alle ore 18:00

appuntamento da definire con ANCI

sc.06

L’Agenda digitale italiana verso gli obiettivi di Eu2020

Un lavoro collaborativo di Stato, regioni ed enti locali per la crescita e la cittadinanza digitale

24/05/2018 dalle ore 10:00 alle ore 13:30

Il patto firmato lo scorso febbraio tra l’Agenzia per l’Italia Digitale e la Conferenza delle Regioni e Province Autonome introduce importanti elementi di novità nel percorso verso il raggiungimento degli obiettivi che l’Europa si è data per il 2020. In particolare è importante sottolineare come si sia ritenuto necessario favorire il processo di trasformazione digitale delle PA anche attraverso la messa a disposizione di competenze centrali a supporto di quelle territoriali e di quelle territoriali tra loro, per far crescere le strutture delle PA a livello locale, rimuovere gli ostacoli per lo sviluppo degli ecosistemi digitali, aggregare la domanda di innovazione a livello territoriale, promuovendo l’erogazione di servizi in modalità di condivisione (shared services) a vantaggio di cittadini ed imprese. Si è così deciso di effettuare il monitoraggio delle azioni individuando anche le best practice locali da replicare negli altri territori o da mettere direttamente a disposizione degli altri territori ove le condizioni degli stessi facciano si che questa sia la modalità migliore di implementazione. La considerazione, ormai condivisa da tutti gli attori, che la sfida della trasformazione digitale delle PA richiede un approccio multidisciplinare che coinvolge informatica, organizzazione e comunicazione ha portato a coinvolgere nel percorso tutti i filoni del PON Governance 2014- 2020 prevedendo quindi l’uso di risorse specifiche per questi obiettivi. Il convegno, che vede come protagonista l’AgID, le Regioni e gli Enti locali si propone, partendo dallo stato dell’arte dell’Agenda Digitale italiana, di mettere in evidenza i risultati raggiunti, ma ancor più i principi e il metodo che dovrà dar forma alle prossime iniziative.

Keynote speech

sent Antonio Samaritani, Direttore Generale – Agenzia per l’Italia Digitale

Coordina

confirmed Carlo Mochi Sismondi, Presidente – FPA

Intervengono

confirmed Giuliano Noci,

confirmed Luca Gastaldi, Direttore Osservatorio Agenda Digitale – Politecnico di Milano

sent Valeria Fascione, Assessora Internazionalizzazione, Start up – Innovazione – Regione Campania

sent Vittorio Bugli, Assessore Sistemi informativi, strutture tecnologiche, E-government, sviluppo della società dell’informazione – Regione Toscana

sent Gianluca Forcolin, Vice Presidente e Assessore al bilancio e patrimonio, affari generali, enti locali – Regione Veneto

sent Flavia Marzano, Assessora Roma Semplice – Roma Capitale

sent Gaetano Armao, Assessore per l’economia – Regione Siciliana

sent Elio Catania, Presidente – Confindustria Digitale

co.04

Il Project Management per il miglioramento delle performance nella P.A

22/05/2018 dalle ore 15:00 alle ore 18:00

Il convegno organizzato dalI’Istituto Italiano di Project Management (ISIPM) intende affrontare il tema della valutazione delle performance, oggetto della recente riforma, attraverso l’esame di esperienze di programmazione, misurazione e valutazione esplorando in particolare il necessario legame con una ottica di gestione progetti. La recente normativa apre infatti la strada ad un approccio che colleghi la misurazione ed il controllo delle performance con il programma degli interventi, la conseguente pianificazione delle attività necessarie per produrre i relativi risultati/ deliverable attesi ed ottenere i corrispondenti benefici per gli stakeholder. ISIPM collabora già da qualche anno su questi temi con il Master PERF.ET (Miglioramento delle performance degli Enti Territoriali e altre PA) della Università di Ferrara e con il Master MIMAP (Innovazione e management nelle amministrazioni pubbliche) della Università Roma Tor Vergata ed intende quindi presentare e valorizzare le esperienze che utilizzano le migliori pratiche di project management all’interno del processo di pianificazione, misurazione e valutazione delle performance.

Introduce e Modera

confirmed Enrico Mastrofini, Presidente – Istituto Italiano di Project Management

Intervengono

confirmed Enrico Deidda Gagliardo, ProRettore Università di Ferrara, Componente della Commissione Tecnica per la Performance

confirmed Marco De Giorgi, Direttore, Ufficio per la Valutazione della Performance – Dipartimento Funzione Pubblica

confirmed Dal Maso Maurizio, Direttore Generale – Azienda Ospedaliera Santa Maria di Terni

co.07

Politiche europee: le prospettive del dopo 2020

23/05/2018 dalle ore 11:45 alle ore 13:30

La politica di coesione rappresenta la principale politica d’investimenti dell’Unione europea ed ha assunto un peso rilevante sia per le risorse in gioco, che per molti Paesi rappresentano un pezzo insostituibile delle azioni per lo sviluppo, che per il valore aggiunto dato dalla sua governance multilivello. Per tali ragioni opinione pubblica, territori e istituzioni guardano con crescente attenzione al dibattito in vista della proposta della Commissione sul prossimo Quadro finanziario pluriennale 2020-2027, la cui presentazione è prevista a maggio e che inciderà sulle prospettive di sviluppo delle regioni italiane nel lungo periodo. La posizione dell’Italia, presentata a novembre 2017 e condivisa in Conferenza unificata da Governo, Comuni e Regioni, ribadisce come il nostro Paese, pur essendo contributore netto, ritenga che vada mantenuto invariato il livello di risorse dedicate alla coesione. Nel documento si punta esplicitamente al contrasto di un progressivo deterioramento della solidarietà intra-europea e al rafforzamento di una politica di coesione volta a favorire la convergenza delle regioni dell’UE, quale bene comune europeo. Fra i punti essenziali della posizione italiana anche una gestione più efficiente delle strategie macroregionali, l’identificazione di altri criteri oltre al Pil per decidere le assegnazioni dei fondi, la semplificazione dei meccanismi di monitoraggio, e una nuova strategia di governance che metta al centro il dialogo fra Stato centrale ed enti territoriali

Chairperson

unsent Carlo Mochi Sismondi, Presidente – FPA

Intervengono

unsent Maria Ludovica Agrò, Direttore Generale – Agenzia per la Coesione Territoriale

unsent Corina Cretu, Commissario Europeo per la politica regionale

unsent Catiuscia Marini, Presidente Regione Umbria e coordinatrice della Commissione Affari Europei della Conferenza delle Regioni

unsent Enzo Bianco, Sindaco di Catania

unsent Roberto Ciambetti, Assessore al Bilancio e agli Enti Locali – Regione Veneto

unsent Enrico Rossi, Presidente – Regione Toscana

In via di definizione con l’Agenzia per la Coesione

co.08

Le politiche di coesione alla vigilia del “performance framework”

24/05/2018 dalle ore 11:45 alle ore 13:30

In via di definizione con l’Agenzia per la Coesione

co.09

Servizi online e nuovi diritti di “cittadinanza digitale”

L’accesso ai servizi digitali della PA nell’era della multicanalità e del “mobile first”

22/05/2018 dalle ore 11:45 alle ore 13:30

Secondo i dati del DESI, anche nel 2017 l’Italia si conferma il Paese europeo con il maggiore divario tra disponibilità dei servizi on line della PA (in linea con la media europea) e loro effettivo utilizzo da parte di cittadini e imprese. L’Italia si posiziona nfatti terzultima nell’UE a 28 per percentuale di utenti di servizi di eGov sul totale di utilizzatori di internet (16%, a fronte di una media UE del 34%). Prestazioni non certo lusinghiere, riconducibili principalmente alla scarsa usabilità dei servizi, alla poca chiarezza percepita dall’utente, all’eccessiva rigidità delle soluzioni adottate e alla scarsa mobile friendliness dei portali della PA italiana (secondo i dati dell’eGov Benchmark 2017, solo il 36% dei portali delle amministrazioni italiane forniscono servizi online attraverso interfacce adattive ai device mobili, a fronte di una media europea del 54%). Per far fronte a questa situazione, nel 2017 AgID e Team Digitale hanno avviato una serie di azioni volte a semplificare lo sviluppo e l’utilizzo dei servizi online della PA, attraverso la definizione di regole comuni per la progettazione di interfacce, servizi e contenuti. Ne sono testimonianza la nascita delle community Developers e Designers Italia e il versionamento continuo delle Linee guida di design per i servizi e i siti della PA. Azioni cui farà seguito la realizzazione di nuovi strumenti e toolkit per lo sviluppo di applicazioni e servizi digitali della PA, come previsto dal Piano triennale per l’ICT nella PA. Il combinato disposto delle iniziative volte al miglioramento della user experience del cittadino e alla diffusione delle Piattaforme abilitanti promette quindi di apportare un beneficio concreto in termini di miglioramento dell’offerta di servizi digitali. Sarà quindi fondamentale protrarre gli sforzi intrapresi in questi ultimi anni anche nella prossima legislatura, in modo da rendere effettivi i diritti di cittadinanza digitale sanciti e ulteriormente rafforzati dal recente intervento correttivo al CAD.

Modera

Confirmed Andrea Ivan Baldassarre, Project Manager Cantieri PA – FPA

Intervengono

sent Luca Galandra, Responsabile Servizio Innovazione Tecnologica e Servizi Informativi – Comune di Pavia

sent Antonella Caprioli, Capo del Dipartimento Partecipazione, Comunicazione e Pari Opportunità – Roma Capitale

unsent Luca Curioni, Direttore di Progetto Digital Lead, Direzione Sistemi Informativi e Agenda Digitale – Comune di Milano

Confirmed Gianluigi Cogo, Responsabile Agenda Digitale – Regione Veneto

unsent Simon Mastrangelo, – Ergoproject

unsent Antonio Cantatore, Direttore Ripartizione Innovazione Tecnologica, Sistemi Informativi e Tlc – Comune di Bari

unsent Matteo De Santi, UX/UI & Product Designer, Team per la trasformazione digitale – Presidenza del Consiglio dei Ministri

co.10

Esperienze e modelli di Interoperabilità

Standard tecnologici e linguaggi comuni per un nuovo paradigma di gestione e condivisione dei

dati

22/05/2018 dalle ore 15:00 alle ore 18:00

Una delle principali barriere allo sviluppo di servizi di qualità al cittadino, siano essi erogati online o tramite sportello fisico, è ancora oggi la mancanza di integrazione tra le basi dati delle diverse amministrazioni (e in alcuni casi, anche tra quelle detenute da uffici appartenenti al medesimo ente). Il Piano d’azione dell’UE per l’eGovernment 2016-2020 annovera tra i suoi sette principi fondamentali quello del “una tantum” (once only principle), secondo cui “le pubbliche amministrazioni dovrebbero evitare di chiedere ai cittadini e alle imprese informazioni già fornite”. È evidente come la piena attuazione del “once only principle” richieda il superamento il modello attuale di gestione dei dati pubblici organizzato per “silos verticali”, e la transizione verso un nuovo modello di interoperabilità dei servizi e dei dati della PA. Il Piano triennale per l’informatica nella PA, rifacendosi apertamente ai principi una tantum e interoperabilità by default, sancisce la transizione a un nuovo modello di interoperabilità basato sull’approccio API first (cap. 5 del Piano), al fine di garantire la corretta interazione tra cittadini, imprese e PA e favorire la condivisione trasparente di dati, informazioni, piattaforme e servizi. L’attuazione del nuovo modello passerà non solo dall’individuazione delle soluzioni tecnologiche e organizzative necessarie a garantire la sua piena sostenibilità e la sua massima diffusione presso tutte le amministrazioni, un compito che il Piano affida alle linee guida del nuovo Modello di interoperabilità, originariamente previste entro dicembre 2017. Sarà infatti necessario prestare massima attenzione anche alla dimensione semantica dell’interoperabilità, valorizzando la creazione di vocabolari controllati e modelli di dati (ontologie) previsti dal capitolo 4 del Piano, nonché prevedere i meccanismi necessari a garantire la composizione di due esigenze solo in apparenza inconciliabili: la condivisione e la circolazione dei dati tra amministrazioni da un lato, la tutela della privacy degli utenti dall’altro.

Chairperson

cnfirmed Andrea Nicolini, Project Manager ICAR – CISIS

Intervengono

unsent Grazia Ugolini, Responsabile Piattaforme e infrastrutture per i servizi online e la cittadinanza digitale – Regione Toscana

sent Oscar Alessandro Sovani, Dirigente Struttura Attuazione delle agende regionali di semplificazione e digitalizzazione – Regione Lombardia

unsent Simone Piunno, Team per la trasformazione digitale

unsent Sara Belli, Direttore della Direzione di progetto Interoperabilità, Comune di Milano

unsent Stefano Fulign, Ufficio Programmazione e Sviluppo delle Banca Dati, ANAC

co.11

La gestione documentale alla luce delle nuove norme

22/05/2018 dalle ore 09:30 alle ore 11:30

Sono tre le dimensioni a cui possiamo ricondurre le novità in materia di digitalizzazione della gestione documentale nell’ultimo anno: normativa, con la riedizione del codice dell’amministrazione digitale; tecnica, con la pubblicazione del Piano triennale che ha costretto le istituzioni, le imprese e gli esperti ad affrontare temi che sembravano definiti e consolidati; organizzativa. Oggi sono ancora poche le pubbliche amministrazioni che hanno definito piani concreti finalizzati a rendere operativa una sistematica trasformazione digitale delle loro attività e della produzione documentaria che ne deriva. Non si è ancora consapevoli del difficile livello di sostenibilità economica di alcune soluzioni e della immaturità delle piattaforme e delle infrastrutture digitali disponibili. Le risposte che il legislatore ha dato nell’ultimo anno riusciranno a trasformarsi in azioni sistemiche di innovazione? Da una parte abbiamo buoni esempi che intervengono a consolidare quanto di buono è stato fatto, pensiamo alla circolare 2/2017 del ministro per la semplificazione e la p.a. per l’attuazione delle norme sull’accesso civico generalizzato (c.d. FOIA). Dall’altra però ci sono anche iniziative, come il Sistema di ricerca documentale proposto all’ art.40-ter del Cad, prive di riscontri tecnici e garanzie. Una trasformazione digitale della PA per essere sostenibile e di successo non si consolida né si rafforza con interventi forzati ed estemporanei, ma richiede monitoraggio, reti di collaborazione, forme di cooperazione.

Chairperson

confirmed Mariella Guercio, Presidente – Associazione nazionale archivistica italiana – Anai

Intervengono

unsent Intervento a cura di Dgroove,

unsent Antonio Mungo, Vice Capo Dipartimento – Organizzazione giudiziaria, del personale e dei servizi – Ministero della Giustizia.

unsent Francesco Paolo Schiavo, Direttore Generale dei sistemi informativi e dell’innovazione, Dipartimento Amministrazione Generale e Personale – Ministero dell’Economia e delle Finanze

unsent Patrizia Gentili, Responsabile Servizio documentale – Agenzia per l’Italia Digitale

unsent Micaela Procaccia, Dirigente Servizio Patrimonio archivistico, Direzione Generale degli Archivi – Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo

unsent Armando Tomasi, Direttore Ufficio Beni Archivistici, Librari e Archivio e Loredana Bozzi, Direttore Digitalizzazione dell’attività amministrativa – Provincia Autonoma di Trento

unsent Roberto Monaco, Segretario Generale – Federazione nazionale dei Medici

unsent Lorenzo Fabbri, Team per la trasformazione digitale

co.12

Un nuovo procurement pubblico per un’efficace partnership pubblico-privato

23/05/2018 dalle ore 09:30 alle ore 11:45

Non è possibile affidare unicamente alle norme il compito di rendere effettivo un nuovo modello di procurement pubblico e non è possibile indicare nelle norme – certamente spesso imperfette e altrettanto imperfettamente applicate – il solo responsabile del mancato raggiungimento di quel modello. In una fase storica di profonda crisi della finanza pubblica, a cui non corrisponde un uguale declino della domanda, tutt’altro, il Codice degli Appalti moltiplica gli strumenti di possibile collaborazione pubblico privato e incentiva la condivisione delle best-practices al fine di diffondere una nuova cultura delpublic procurement. I partenariati pubblico-privato si arricchiscono di contenuti e di possibili configurazioni: le consultazioni preliminari di mercato, le nuove procedure “interattive” di dialogo competitivo e partenariato per l’innovazione testimoniano la grande varietà di strumenti che sono previsti dalla normativa vigente. Quello che occorre ora è la sperimentazione. Sarà difficile cogliere queste opportunità senza una profonda rivoluzione culturale e il superamento della resistenza al cambiamento. La mancanza di una cultura della partnership, non soltanto tra Amministrazione Pubblica e Operatori economici, ma anche rispetto agli operatori finanziari e ai soggetti (costruttori, fornitori, assicuratori, gestori dei servizi) coinvolti nell’operazione, e la scarsa attenzione agli strumenti contrattuali utilizzati nelle iniziative di PPP sono stati fino ad oggi tra i maggiori freni verso il Public Private Partnership.

Chairperson

confirmed Paola Conio, Senior Partner – Studio Legale Leone

Intervengono

unsent Michele Slocovich, Solution Designer Manager – CAST

unsent Mauro Draoli, Responsabile Servizio strategie di procurement e innovazione del mercato – Agenzia per l’Italia Digitale

unsent Caterina Marcantonio, Project Manager Digital Public Procurement – Consip

unsent Michele Corradino, Componente Consiglio – ANAC Autorità Nazionale Anticorruzione

unsent Mario Nobile, Direttore Generale per i Sistemi Informativi e Statistici – Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti

unsent Mauro Rudez, Responsabile Divisione Innovation & Projects – Insiel FVG

unsent Roberto Bedani, Direttore Confindustria Digitale

unsent Gianluca Qualano, Accredia

co.13

Sicurezza ICT nella PA

Dalle “misure minime” al sistema integrato di gestione della sicurezza

23/05/2018 dalle ore 15:00 alle ore 18:00

Il triennio 2016-2018 sarà probabilmente ricordato come quello della presa di coscienza del rischio cyber. Non è infatti un caso che la legislatura appena conclusa sia stata caratterizzata da una produzione normativa e regolamentare senza precedenti che, anche per effetto dell’accelerazione impressa dall’adozione di importanti provvedimenti in ambito UE (Direttiva NIS su tutti), ha portato non solo alla ridefinizione dell’architettura nazionale e della strategia italiana per la sicurezza, ma anche a una nuova centralità del tema nel percorso evolutivo dell’informatica pubblica. Dall’adozione delle misure minime di sicurezza per la PA al rilascio delle linee guida di sviluppo sicuro del software da parte di AGID, passando per l’obbligo di adozione dei piani di continuità operativa, prima eliminati e poi reintrodotti (con modifiche) nelle ultime due revisioni del CAD: sono tutte testimonianze di una rinnovata attenzione del settore pubblico per il tema. Una centralità sancita dallo stesso Piano Triennale di AgID, che non si limita ad annoverare il tema tra le sue componenti, ma identifica la digital security della PA come un elemento di garanzia dell’intero modello evolutivo dell’informatica pubblica. Tuttavia, il delicato momento di transizione (elezioni politiche, scadenza del mandato del DG di AgID, futuro accorpamento del CERT-PA al nuovo CSIRT Italiano) ha forse contribuito a rallentare il processo di attuazione del Piano. Ad oggi mancano infatti all’appello sia le Linee guida del modello architetturale di gestione dei servizi critici che le Regole tecniche per la sicurezza ICT delle PA, due importanti provvedimenti, originariamente previsti per l’autunno 2017. Le regole tecniche, in particolare, forniranno indicazioni sulle misure da adottare in ciascuna componente della Mappa del Modello strategico, obbligando tutte le amministrazioni a dotarsi di un Sistema di gestione della sicurezza delle informazioni (SGSI) e della relativa struttura organizzativa, come anticipato dallo stesso Piano. In attesa della ripresa del percorso attuativo, il convegno rappresenterà un’importante occasione per discutere delle possibili soluzioni per approntare capacità di prevenzione e risposta adeguate alle nuove sfide, mettendo a fattor comune competenze, condividendo risorse e abilitando forme di collaborazione pubblico-privato.

Modera

confirmed Alessio Pennasilico, Information & Cyber Security Advisor

Intervengono

confirmed Intervento a cura di Cisco,

confirmed Intervento a cura di LEONARDO,

sent Enzo Veiluva, Responsabile Sicurezza ICT & Privacy – CSI Piemonte

sent Giovanni Mellini, Responsabile del settore Sicurezza delle Informazioni dei Sistemi e delle Reti, – ENAV

sent Stefano Plantemoli, Responsabile sicurezza IT – Dipartimento per le Politiche del personale dell’amministrazione civile e per le Risorse strumentali e finanziarie – Ministero dell’Interno

unsent Corrado Giustozzi , Esperto cybersecurity, AgID

co.14

Data & Analytics Framework per un nuovo modello di gestione dei dati: stato dell’arte e prime esperienze

23/05/2018 dalle ore 15:00 alle ore 18:00

Dati liberati, dati connessi, dati riusati, dati analizzati. Il valore dei dati risiede nella loro capacità di aiutare a comprendere i fenomeni sociali ed economici, sostenere i processi di policy and decision making, rendere efficienti e innovare i servizi ai cittadini e alle imprese, promuovere iniziative di ricerca scientifica e molto molto altro! Ad un anno dall’approvazione del Piano Triennale per l’Informatica nella Pubblica amministrazione 2017 – 2019 e a seguito del recente recepimento del Data and Analytics Framework nel Codice dell’Amministrazione Digitale, ci troviamo a riflettere su un elemento chiave su cui si basa il “grande sistema operativo” del nostro Paese: il dato. Interoperabilità, scambio di dati pubblici, diffusione degli open data, piattaforma digitale nazionale dei dati, modelli e strumenti di gestione e analisi dei big data: sono alcuni degli elementi che compongono il quadro entro cui si sta costruendo e realizzando il processo di apertura, razionalizzazione e valorizzazione delle risorse informative detenute e prodotte dalle Pubbliche Amministrazione. Questo quadro è proprio il Data and Analytics Framework (DAF), con le sue componenti tecnologiche, le sue procedure e i suoi standard, il suo modello organizzativo e di governance e il suo sistema normativo e regolatorio. Il convegno intende analizzare il Data Analytics Framework quale collettore di numerose iniziative e componenti del Piano Triennale che insieme vanno a comporre la strategia per lo sviluppo di un nuovo modello di gestione dei dati che superi la logica dei “silos”.

Modera

confirmed Luca Flecchia, Project Manager – P4I – Partners4Innovation

Intervengono

unsent Raffaele Lillo, Chief Data Officer, Team per la trasformazione digitale – Presidenza del Consiglio dei Ministri

unsent Massimo Fedeli, Direttore centrale per le tecnologie dell’informazione e della comunicazione – ISTAT

unsent Paola Pisano, Assessore ai Servizi Demografici e Statistici, Toponomastica, Sistemi Informativi, Smart City e Innovazione – Città di Torino

unsent Antonio Lirosi, Dirigente Generale, Direzione generale per i servizi di comunicazione elettronica, di radiodiffusione e postali – Ministero dello Sviluppo Economico

unsent Desideria Toscano, Capo Ufficio di Staff, Direzione Centrale per i Servizi Demografici per ANPR – Ministero dell’Interno

unsent Claudio Contardi, Responsabile, Settore Servizi Catastali – Agenzia delle Entrate

unsent Giuseppe Sindoni,- Comune di Milano

co.15

Razionalizzazione dell’Infrastruttura tecnologica

Cloud PA e Datacenter pubblici come elementi cardine della strategia digitale italiana

23/05/2018 dalle ore 11:45 alle ore 13:30

Con l’approvazione del Piano triennale di AgID, il percorso di razionalizzazione volto al consolidamento delle infrastrutture digitali delle PA è finalmente entrato nel vivo. Il consolidamento delle infrastrutture IT rappresenta infatti un elemento cardine della complessiva strategia italiana per la crescita digitale, passaggio necessario per garantire maggiori livelli di efficienza, sicurezza e rapidità nell’erogazione dei servizi a cittadini e imprese. Il percorso evolutivo delineato dal Piano si articola lungo due direttrici strategiche, strettamente connesse tra loro. Da un lato, la razionalizzazione dei data center pubblici, per porre termine alla forte frammentazione delle risorse e alle frequenti situazioni di inadeguatezza tecnologica riscontrate da AgID nella sua attività di ricognizione. Dall’altro, la definizione e la successiva implementazione di un modello strategico evolutivo di cloud della PA, paradigma finora applicato in modo estremamente disomogeneo e limitato all’adozione di pochissime soluzioni. Alcuni importanti passi sono già stati compiuti nel corso del 2017: è il caso della circolare per la definizione dei criteri per la qualificazione di servizi SaaS per il Cloud della PA. Molti sono però i nodi ancora da sciogliere lungo il percorso di attuazione del Piano. Tra questi, il completamento del complesso processo di individuazione, qualificazione e costituzione dei Poli Strategici Nazionali (PSN) e la definizione del percorso delle PA verso il modello cloud, anche attraverso le risorse rese disponibili dai PSN e quelle messe a disposizione tramite SPC-Cloud.

Modera

unsent Stefano Uberti Foppa, Direttore – ZeroUno

Intervengono

unsent Giovanni Rellini Lerz, Responsabile Servizio Monitoraggio Attività e Coordinamento, Area pareri, monitoraggio e vigilanza – Agenzia per l’Italia Digitale

unsent Michele Melchionda, Direzione Generale per i Sistemi Informativi Automatizzati – Servizio per la gestione del centro unico servizi – Corte dei Conti

unsent Anna Sappa, Responsabile esercizio infrastrutture ICT, Direzione Centrale per l’Organizzazione Digitale – INAIL

unsent Paolo De Rosa, Team per la trasformazione digitale

unsent Paolino Iorio, Responsabile della Direzione Infrastrutture Impianti e Innovazione – Sogei

co.16

Impatti organizzativi della Digital Transformation

23/05/2018 dalle ore 09:30 alle ore 11:30

Una delle principali caratteristiche della digital transformation è la sua pervasività. Non esiste aspetto o attività, all’interno di qualsiasi organizzazione complessa, che non sia interessato dal cambiamento paradigmatico imposto dall’avvento delle tecnologie del digitale. Non si tratta, infatti, di un processo esclusivamente tecnologico, ma di un complesso e articolato percorso di cambiamento, in cui l’ammodernamento delle tecnologie informatiche va di pari passo con il ripensamento complessivo del proprio modello organizzativo. Un processo che richiede quindi il coinvolgimento delle diverse funzioni dell’organizzazione, al fine di garantire lo sviluppo e la successiva implementazione di percorsi di change management coerenti e di largo respiro. Eppure, molte delle strategie di trasformazione digitale adottate dalle amministrazioni italiane rimangono ancora oggi appannaggio esclusivo della funzione IT. Il risultato è rappresentato da piani concepiti nelle segrete stanze dei tecnologi, di cui le altre funzioni rimangono meri destinatari. Un vero processo di trasformazione digitale deve invece basarsi sull’engagement delle varie componenti dell’organizzazione e su un nuovo rapporto tra i sistemi informativi e le altre direzioni dell’ente, con i diversi responsabili di funzione chiamati a diventare i veri leader del percorso di cambiamento, mentre alla direzione IT spetterebbe il ruolo di soggetto catalizzatore della domanda di innovazione e di facilitatore del complessivo processo di trasformazione organizzativa e tecnologica.

Modera

confirmed Manuela Gianni, Direttore Responsabile @Digital4Executive – Gruppo Digital360

Intervengono

unsent Stefano Tomasini, Direttore centrale organizzazione digitale – INAIL

unsent Luca Attias, Responsabile Direzione Generale dei Sistemi informativi automatizzati – Corte dei Conti

unsent Paolo Coppola, Presidente Tavolo permanente per l’innovazione e l’Agenda digitale italiana – Presidenza del Consiglio dei Ministri

unsent Vincenzo Damato, Direttore Centrale Organizzazione e sistemi informativi – INPS

unsent Francesco Castanò, Direttore Direzione Sistemi Informativi e Agenda Digitale – Comune di Milano

unsent Simone Piunno, CTO, Team per la trasformazione digitale

co.17

Digital transformation e smart working della PA

24/05/2018 dalle ore 09:30 alle ore 13:00

A quasi un anno dalla Legge 22 maggio 2017, n. 81 – che fornisce una definizione puntuale del Lavoro Agile disciplinandone gli aspetti legati all’adozione all’interno delle organizzazioni – e dalla Direttiva 3/2017 che fornisce delle linee guida per l’attuazione di quanto stabilito della Legge Madia in materia di smart working per la PA, appare interessante fare un punto su cosa è fino ad ora emerso dai progetti e dalle sperimentazioni di questo nuovo approccio al lavoro all’interno delle Pubbliche Amministrazioni. Il ruolo della tecnologia è centrale quando si parla di Smart Working e lo è ancora di più se parliamo di PA. Da una parte le tecnologie giocano il ruolo di fattore abilitante dello sviluppo del lavoro agile nella PA: quali soluzioni tecnologiche sono necessarie? quali adeguamenti necessitano le PA per accogliere questo nuovo approccio al lavoro? quali criticità le PA si trovano ad affrontare e quali soluzioni sono ad oggi disponibili? Si tratta di tecnologie di vario tipo, da quelle che consentono di connettere le persone distribuite su diversi luoghi a quelle che agevolano la collaborazione e il lavoro condiviso, da quelle che favoriscono la condivisione e gestione di dati e informazioni a distanza in maniera immediata a sicura a quelle che modificano gli ambienti di lavoro rendendoli flessibili. Dall’altra parte lo smart working si configura sempre più come una vera e propria leva su cui puntare nei processi di trasformazione digitale delle Amministrazioni Pubbliche: in che misura quindi un progetto di smart working contribuisce al percorso di innovazione di una PA?

Modera

confirmed Emanuele Madini, Associate Partner e Smart Working Evangelist – P4I – Partners4Innovation Presentazione della Ricerca

unsent Fiorella Crespi, – Osservatori Digital Innovation Politecnico di Milano

unsent Mariano Corso, Direttore scientifico – P4I – Partners4Innovation

Interventi istituzionali

unsent Maurizio Sacconi, Presidente Commissione Lavoro – Senato della Repubblica

unsent Monica Parrella, Dirigente Generale – Dipartimento per le Pari Opportunità, Presidenza del Consiglio dei Ministri

Tavola rotondaChiusura dei lavori

unsent Mariano Corso, Responsabile Scientifico, Osservatorio Smart Working – Politecnico di Milano

co.18

L’Intelligenza artificiale per la PA e i servizi pubblici

24/05/2018 dalle ore 09:30 alle ore 11:30

L’Intelligenza Artificiale (IA) è un paradigma che va sempre più diffondendosi dentro le aziende in quanto fattore tecnologico incredibilmente abilitante, in grado di sollevare le persone dai compiti più semplici per ricollocarle su task dal valore più alto. Oltre che all’interno delle aziende, esistono già diverse applicazioni di questa tecnologia nei sistemi pubblici, come quello scolastico o giudiziario, ma anche nel pubblico impiego o nel sistema sanitario, nella sicurezza o nella gestione delle relazioni coi cittadini. Gli ambiti applicativi dell’intelligenza artificiale sono dunque molteplici anche all’interno della PA, che tuttavia non può non tener conto di vizi e criticità portate da una tecnologia così complessa. Su questa consapevolezza si sta muovendo anche l’AgID, che lo scorso 7 settembre ha lanciato una task force sull’Intelligenza Artificiale che a sua volta ha dato vita a un libro bianco e a un osservatorio sul tema. C’è dunque bisogno di una programmazione e di una pianificazione precisa e concreta al fine di non disperdere tempo e risorse su una tecnologia che presenta molte sfaccettature. Da cosa partire per sviluppare una strategia efficace d’approccio all’IA? Le PA devono certamente tenere ben saldi gli obiettivi da perseguire: lo snellimento burocratico, una rinnovata interoperabilità tra sistemi e una nuova forma di trasparenza attraverso l’implementazione delle pratiche di e-procurement. Ma anche il miglioramento qualitativo dei servizi, la riduzione dei costi, l’accessibilità agli stessi e quindi, di riflesso, la possibilità di sviluppare un nuovo tipo di coinvolgimento della cittadinanza digitale. Perché non va dimenticato che l’IA è una tecnologia abilitante che, come tale, perde di senso se non utilizzata per migliorare la vita dei cittadini.

Modera

confirmed Federica Meta, Redattore – Cor.Com

Intervengono

unsent Nicoletta Boldrini, Direttore responsabile AI4Business – Network Digital360

unsent Marco Bani, Dirigente Responsabile Ufficio “Segreteria tecnica e coordinamento con gli organi” – AgID

unsent Piero Poccianti, Presidente – Associazione Italiana per l’Intelligenza Artificiale

unsent Guido Vetere, Professore dell’ Università Marconi di Milano ecomponente Task Force AI AgID

unsent Padre Paolo Benanti, Teologo moralista, francescano del Terzo Ordine Regolare – Pontificia Università Gregoriana

unsent Roberto Cingolani, Direttore Scientifico – Istituto Italiano di Tecnologia

co.19

Blockchain per la riprogettazione dei processi e la sicurezza delle transazioni nella PA

22/05/2018 dalle ore 15:00 alle ore 18:00

Blockchain & Distributed Ledger è tra le più interessanti innovazioni tecnologiche di questi anni; ormai superata la eco generata dal fenomeno Bitcoin, sono ora più chiare le potenzialità di questa tecnologia nello sviluppo di soluzioni caratterizzate da una spiccata sicurezza, specie sul versante dell’affidabilità delle transazioni e della garanzia della tutela dei dati personali. In questo senso, oltre al settore Fintech, è proprio la Pubblica Amministrazione ad essere il settore maggiormente interessato da questa innovazione tecnologica. L’opportunità di gestire transazioni sempre più sicure consente l’evoluzione di sistemi e applicazioni finanziarie come pure di infrastrutture che gestiscono informazioni personali e dati sensibili, come nel caso di diversi servizi pubblici. Sono già diverse le esperienze sviluppate in Europa e all’estero che hanno coinvolto le Pubbliche amministrazioni nello sviluppo di soluzioni caratterizzate dall’uso di tecnologie di Distributed Ledger e anche in Italia c’è un interesse ormai maturo per il tema. Dopo il primo hackathon su Blockchain e PA organizzato lo scorso anno da Agid e Sogei e l’incontro sul tema organizzato nel FORUM PA 2017, questo appuntamento vuole fare il punto su una fase di maggiore maturità dell’implementazione della Distributed Ledger, promuovendo un confronto su scenari applicativi concreti e sui primi dati ed esperienze sul campo.

Modera

confirmed Mauro Bellini, Direttore Responsabile Blockchain4Innovation – PagamentiDigitali e Internet4Things

Intervengono

unsent Daniele Tumietto, Esperto UNINFO, partner Menocarta

co.20

Innovazione digitale per la sopravvivenza del SSN a quarant’anni dalla sua nascita

22/05/2018 dalle ore 11:45 alle ore 13:30

L’innovazione tecnologica, ed in particolare quella digitale, rappresenta una delle chiavi fondamentali, forse l’unica, per trovare nuovi equilibri che rendano più sostenibile il sistema di cura. Cartella Clinica Elettronica, il Fascicolo Sanitario Elettronico e la Telemedicina porterebbero efficienza nelle ASL/AO e favorirebbero lo spostamento della cura verso il territorio, con un effettivo empowerment sul paziente. Con la diffusione di applicazioni Big Data e Intelligenza Artificiale sarebbe possibile supportare le decisioni cliniche, migliorando l’appropriatezza ed evitando sprechi e possibili abusi. Eppure il cambiamento procede con lentezza e frammentariamente. Non sono bastate a invertire la rotta la consapevolezza e le priorità affermate nel Patto per la Sanità Digitale e nel Piano Nazionale della Cronicità. Nell’ultimo anno abbiamo avuto un ulteriore calo del 5% attestandoci ad un livello di spesa digitale inferiore rispetto al 2011. Finito il tempo dei piani, è ora che i vari attori del SSN, collaborando tra di loro e con il mondo dell’offerta, mettano a terra azioni per il rinnovamento organizzativo e tecnologico. Dal 2011 ad oggi il mondo è cambiato e lo ha fatto in chiave digitale. A quando l’innovazione della Sanità italiana? Quale fisiologia per la funzione normativa e regolatrice delle Autorità Centrali, in primis Ministero della Salute e Agid? Come avviare un percorso di integrazione, condivisione di standard e best practice dei 21 Sistemi Sanitari diversi, uno per ogni Regione o Provincia Autonoma? Come superare le forti differenze tra Regioni e tra ASL/AO circa scelte tecnologiche e modelli organizzativi, differenze che creano inefficienza, mancanza di interoperabilità e intollerabili disparità di trattamento tra cittadini? I lavori della giornata, puntano a definire i punti chiave per sbloccare la situazione e rilanciare davvero l’innovazione del SSN, vera priorità sociale e economica del nostro Paese.

Chairperson

confirmed Antonio Veraldi, Responsabile Area Regioni e Sanità – FPA

Intervengono

unsent Giancarlo Ruscitti, Direttore del Dipartimento per le politiche per la salute, il Benessere sociale e lo sport per tutti – Regione Puglia

unsent Enrico Desideri, Coordinatore FORUM Direttori Generali Federsanità ANCI

unsent Cristina Masella, Professore, Dipartimento di Ingegneria Gestionale – Politecnico di Milano

co.21

Il lavoro che cambia il lavoro

Nuove prospettive per le politiche attive del lavoro

23/05/2018 dalle ore 09:30 alle ore 11:30

A fronte di una disoccupazione complessivamente in discesa e di un incremento sia pure limitato dell’occupazione, che non ha però coinvolto sufficientemente né i giovani né il Meridione del Paese, le politiche attive del lavoro si trovano a fronteggiare sfide importanti. La rivoluzione tecnologica presenta infatti grandi opportunità, ma mette in evidenza anche due gravi problemi: il primo è evidentemente il rischio di uno sviluppo senza incremento dell’occupazione che potremmo semplificare nella “paura dei robot”; il secondo, speculare e in dialettica con il primo è lo “skill shortage”, ossia la carenza di competenze spendibili sul mercato del lavoro da parte di molta parte dei giovani disoccupati o dei disoccupati di ritorno che non sono così in grado di cogliere positivamente le occasioni che pure la trasformazione digitale propone. Il convegno, a cui sono invitati i principali protagonisti pubblici e privati responsabili della progettazione e dell’attuazione delle politiche per il lavoro (Ministeri del lavoro, dell’Istruzione e dello sviluppo economico, Agenzie, Regioni, Enti Locali, agenzie formative, agenzie di lavoro interinale, ecc.), si propone di fare il punto, all’inizio di una nuova legislatura, di quanto di buono è stato già realizzato e che quindi costituisce un punto di partenza utile, di quanto rimane da fare (pensiamo ad esempio all’incerta situazione dei centri dell’impiego dopo la bocciatura della riforma costituzionale), delle lezioni apprese che possono indirizzarci, anche con l’onesto esame dei fallimenti, verso strade in tutto o in parte nuove.

Chairperson

confirmed Carlo Mochi Sismondi, Presidente – FPA

Intervengono

sent Marco Bentivogli, Segretario Generale – Fim-Cisl

sent Pietro Ichino, Giurista

unsent Mariano Corso, Responsabile Scientifico, Osservatorio Smart Working – Politecnico di Milano

sent Maurizio Ferruccio Del Conte, Presidente – Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro (Anpal)

confirmed Cristina Grieco, Assessore Regione Toscana Istruzione, Formazione e Lavoro – Coordinatrice della “Commissione Istruzione, Lavoro, Innovazione e Ricerca” della Conferenza delle Regioni e Province Autonome

unsent Juan Carlos De Martin, Direttore Centro NEXA su Internet & Società – Politecnico Torino

co.22

Scuola digitale e sviluppo delle nuove competenze: una questione di partnership

23/05/2018 dalle ore 15:00 alle ore 18:00

La sfida oggi è rendere strutturali le competenze digitali negli ordinamenti scolastici, ma per farlo c’è bisogno di una formazione di qualità e di una maggiore apertura della scuola al mondo esterno. Se da un lato la scuola deve mantenere (e sviluppare) il suo ruolo educativo, dall’altro ha bisogno di essere affiancata e “guidata” da altri soggetti per quanto riguarda lo sviluppo di competenze di natura professionale e trasversale: le così dette “20th century skills”. È necessario quindi studiare nuove forme organizzative, che vadano al di là dell’attuale alternanza scuola- lavoro, che ha avuto certo il pregio di porre il tema in agenda. Non bastano, se pur un ottimo segnale, gli investimenti del Ministero (25 milioni per formare oltre 157.000 persone), è necessario consolidare e rafforzare le competenze presenti nel nostro sistema educativo “allargato”. La valorizzazione di partenariati di contenuto possono dare al nostro sistema competenze stabili sull’innovazione educativa soprattutto in riferimento a temi prioritari del Piano nazionale scuola digitale, quali: cittadinanza digitale, pensiero computazionale, STEM e imprenditorialità.

Convegno in via di definizione con MIUR

co.23

Piattaforme e servizi per Smart city e smart land

23/05/2018 dalle ore 10:00 alle ore 13:30

Parlare di città oggi significa riflettere su come affrontare in modo nuovo le sfide che la dimensione urbana ci mette di fronte. Le città sono il punto in cui emergono con maggior forza le contraddizioni e le criticità ancora irrisolte della nostra società: disoccupazione, integrazione, inquinamento, mobilità. Ecco perché oggi dobbiamo parlare ancora di Smart City, anzi di Smart Sustainable City: l’orizzonte dell’intelligenza urbana è una prospettiva irrinunciabile in vista del raggiungimento degli Obiettivi dell’Agenda ONU 2030. E accanto alle città si deve guardare anche ai territori in senso più ampio, a quelle Smart Land che puntano sull’innovazione per rendere attrattivo il territorio e far sì che, tra le altre cose, le sue energie vitali siano valorizzate. Nelle città e nei territori smart le tecnologie dell’informazione e della comunicazione vengono così declinate in piattaforme e servizi innovativi che servono a migliorare la qualità della vita, i livelli di occupazione, la competitività. In particolare, le città e i territori smart:

· analizzano e mettono a sistema i dati che producono e le informazioni che raccolgono ogni giorno da diverse fonti e ne fanno il punto di partenza per dare valore aggiunto delle politiche pubbliche, trasformando i dati in conoscenza a supporto delle decisioni;

· si dotano di piattaforme digitali che le mettono in grado di rispondere in tempo quasi reale alle istanze che arrivano dalla comunità;

· sperimentano i diversi ambiti di applicazione dell’IoT per la risoluzione di problemi più o meno complessi (mobilità sostenibile, sicurezza sul lavoro, smaltimento rifiuti, etc) attraverso l’interazione tra i sensori presenti ovunque, dalle case alle reti di servizi di pubblica utilità, dagli spazi pubblici alle aree coltivate, dalle aziende alle strade in cui ci muoviamo ogni giorno.

Chairperson

unsent Daniele Fichera, Assessore Affari Istituzionali Enti Locali e Sicurezza – Regione Lazio

Intervengono

unsent Giacomo Angeloni, Assessore Innovazione, semplificazione, servizi demografici – Comune di Bergamo

unsent Valeria Montanari, Assessora Agenda digitale, cura dei quartieri, Innovazione tecnologica, Semplificazione amministrativa, Trasparenza e comunicazione, Processi partecipativi, Decentramento, Territorio – Comune di Reggio Emilia

unsent Lorenzo Perra, Assessore al Bilancio, Partecipate, Fondi europei, Innovazione tecnologica e sistemi informativi – Città di Firenze

unsent Marco Giorgi, Direttore Generale – Comune di Parma

unsent Mario Occhiuto, Sindaco di Cosenza

unsent Francesca Bria, Assessore all’Innovazione digitale – Comune di Barcellona

unsent Maurizio Manzi, Assessore Risorse, Innovazione e Digitalizzazione – Comune di Cremona

unsent Alessandro Delli Noci, Vice Sindaco – Comune di Lecce

unsent Claudia Medda, Assessora alla Innovazione tecnologica, Comunicazione e Politiche per il decoro urbano – Comune di Cagliari

unsent Intervento a cura di A2A Smart City e Linea Com,

co.24

Un’alleanza tra istituzioni ed aziende per la Strategia Energetica Nazionale

23/05/2018 dalle ore 15:00 alle ore 18:00

La Strategia Energetica Nazionale, adottata a novembre 2017 rappresenta per l’Italia una decisa spinta verso la sostenibilità e, insieme al Piano Industria 4.0, uno dei grandi assi di sviluppo della politica industriale da qui al 2030. 175 miliardi di investimenti per garantire maggiore competitività nei mercati, energia a minor costo per cittadini e imprese, un sistema più sicuro, efficienza nei consumi e sviluppo della mobilità elettrica. La Strategia, coerentemente con gli obiettivi ambiziosi e complessi che si prefigge, è il frutto di un percorso partecipato a cui hanno contribuito Regioni, Enti locali e oltre 250 tra associazioni, imprese e mondo della ricerca. L’alleanza tra Istituzioni ed Aziende e la coerenza delle azioni nel medio-lungo termine sono condizioni necessarie per consolidare e portare avanti la Strategia nella prossima legislatura.

Modera e introduce

confirmed Massimiliano Roma, Responsabile Area Enti Centrali – FPA

Interviene

unsent Intervento a cura di ENI,

confirmed Federico Testa, Presidente – Enea

sent Ivan Stomeo, Sindaco di Melpignano e Delegato Energia e Rifiuti ANCI

confirmed Renato Grimaldi, Direttore Generale, Direzione Generale per il clima ed energia – Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare

sent Gilberto Dialuce, Dirigente Generale – Ministero dello Sviluppo Economico

co.25

Connettività: le amministrazioni e i territori verso la sfida del 5G

23/05/2018 dalle ore 15:00 alle ore 18:00

Nel suo Action Plan per il 5G la Commissione europea ha invitato gli stati membri ad individuare entro il 2018 almeno una città dove avviare la sperimentazione del 5G. L’Italia ha risposto con cinque città (Milano, Prato, L’Aquila, Bari e Matera) e un approccio verticale su tutti gli ambiti legati alla sperimentazione. Infatti attraverso l’invito agli operatori di farsi promotori di consorzi che tenessero insieme mondo della ricerca, operatori TLC e il tessuto imprenditoriale, il Mise ha inteso promuovere non singole sperimentazioni ma veri e propri laboratori urbani in cui coniugare offerta e domanda di connettività con lo sviluppo e la sperimentazione di servizi digitali in linea con le esigenze dei territori. Con la Legge di Bilancio 2018 il Governo ha inoltre messo a disposizione del mercato non solo le frequenze 700MHz, ma anche 200 MHz di spettro della banda 3.6-3.8 e 1GHz di spettro nella banda 26.5-27.5 GHz. Siamo il primo Paese europeo a farlo. Infine recentemente, con progetti paralleli, anche Roma, Torino e Genova hanno avviato le proprie sperimentazioni. L’Italia si è quindi avviata e sembra pronta a sfruttare le nuove opportunità di sviluppo offerte da una tecnologia che si pone in forte discontinuità con il passato. I servizi potranno cambiare profondamente, così come le abitudini dei cittadini, la loro mobilità e il modo di vivere la città. Anche la robotica e intelligenza artificiale saranno più vicine, come la realtà aumentata che ci permetterà di interagire in modo nuovo con l’ambiente che ci circonda.

Modera

confirmed Mila Fiordalisi, Condirettore – Cor.Com

Intervengono

Convegno in via di definizione con MISE (sperimentazione 5G)

co.27

L’economia circolare e l’uso efficiente della piattaforma per la sharing economy

24/05/2018 dalle ore 09:30 alle ore 11:30

Progredire verso un’economia circolare costituisce uno dei 17 obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030, lanciati dall’ONU nel 2015. Meno consumo e più riciclo è una delle principali sfide del futuro, inclusa nell’obiettivo 12 – Consumo e produzione responsabili. L’economia circolare, promossa dalle Nazioni Unite e dall’Unione europea, segna il passaggio da un modello lineare di produzione a un modello circolare e consiste nell’assunzione di tre semplici assiomi: riciclare (scarti non riutilizzabili), ridurre (sprechi di materie prime) riutilizzare (estendendo il ciclo di vita dei prodotti). L’impiego degli scarti dei consumi, il riutilizzo delle materie prime, l’allungamento del ciclo di vita dei beni, l’uso efficiente delle risorse energetiche e l’economia della condivisione delle risorse tramite piattaforme web (il cosiddetto fenomeno della sharing economy) favoriscono il disaccoppiamento tra crescita economica, degrado ambientale e progresso tecnologico. Ampio slancio a questa economia è dato dal ruolo svolto dalla Pubblica Amministrazione nell’adozione di atti autoritativi, nelle attività di programmazione, negli impegni di regolazione del mercato delle imprese (target 12.6), nel creare nuove opportunità e pratiche di condivisione su cui si fonda quello che Jeremy Rifkin definisce il “Commons collaborativi”. L’Italia dovrà cogliere questa opportunità per sviluppare nuovi business models sostenibili, valorizzando iniziative già emergenti (i.e. car sharing, ca pooling, bike sharing, smart grids, wi-fi di comunità). Sta al Governo elaborare il “Piano di Azione Nazionale sull’Economia circolare” indicando gli obiettivi, le misure di policy e gli strumenti da attivare, partendo dal documento di posizionamento strategico “Verso un modello di economia circolare per l’Italia” in consultazione pubblica.

co.28

La nuova comunicazione pubblica: rivoluzione in corso. Obiettivi raggiunti e impegni per il futuro

24/05/2018 dalle ore 11:45 alle ore 13:30

Il mondo della comunicazione pubblica in Italia è in fermento. Le pubbliche amministrazioni stanno via via prendendo consapevolezza dell’esistenza di un nuovo tipo di cittadinanza, sempre più connessa e digitale. Ma l’esigenza di raggiungere i cittadini lì dove sono più numerosi (sui social network) va di pari passo con l’esigenza di fornire servizi adeguati e all’altezza dei tempi che cambiano. Per far questo non bastano le nuove tecnologie, ma servono anche un personale qualificato e una normativa adeguata. L’Associazione PA Social, con il supporto di FPA, sta da tempo cercando di mantenere alta l’attenzione sul tema, e alcuni risultati importanti sono stati raggiunti, come il testo finale della Consultazione sul FOIA con cui si chiede che le amministrazioni valorizzino il dialogo con le comunità di utenti dei social media. Ma molto è ancora da fare. In ambito normativo, per esempio, è necessario il superamento della legge 150/2000, con cui ancora oggi si prevede l’anacronistica distinzione tra Urp, ufficio stampa e portavoce all’interno delle PA. Serve poi che ruoli come il social media manager, il social media strategist o il community organizer entrino a far parte del vocabolario delle amministrazioni. Come detto, serve poi personale all’altezza, che sappia offrire una comunicazione davvero nuova, che superi il concetto di comunicazione unidirezionale votata all’informazione per abbracciare sempre più il dialogo tra cittadini e amministrazioni, in un’ottica partecipata e collaborativa. Perché solo in questo modo le PA potranno davvero tornare ad essere un punto di riferimento per i cittadini.

Introduce

confirmed Massimiliano Roma, Responsabile Area Enti Pubblici – FPA

Coordina

confirmed Francesco Di Costanzo, Presidente dell’Associazione PA Social e Direttore cittadiniditwitter.it

Intervengono

confirmed Alessandra De Marco, Coordinatore Ufficio per le attività di comunicazione istituzionale, Dipartimento Informazione ed Editoria – Presidenza del Consiglio dei Ministri

confirmed Flavia Marzano, Assessora Roma Semplice – Roma Capitale

confirmed Francesco Nicodemo, Staff Presidente Palazzo Chigi

confirmed Giuseppe Ariano, Esperto di comunicazione digitale

confirmed Marieva Favoino, Giornalista, comunicatrice pubblica, social media manager

confirmed Danilo Moriero, Responsabile Comunicazione e capo Ufficio stampa – ANCI

confirmed Marzia Sandroni, Responsabile dell’Ufficio Comunicazione e Marketing Etico – Azienda Usl8 di Arezzo

confirmed Marco Bani, Capo Segreteria Tecnica – Agenzia per l’Italia Digitale

confirmed Pietro Citarella, Servizio portale web e social media – Comune di Napoli

confirmed Fabio Malagnino, Responsabile Open Government e Media Civici del Consiglio Regionale – Regione Piemonte

confirmed Gianluca Spitella, Direttore Relazioni esterne e stampa – Utilitalia

confirmed Lorenzo Fabbri, Team per la trasformazione digitale

co.29

La valutazione delle performance della P.A.: un primo bilancio dopo le riforme

22/05/2018 dalle ore 11:45 alle ore 13:30

Nei paesi più evoluti la valutazione, sia nel privato che nel pubblico, assume un ruolo chiave per il conseguimento del benessere economico e sociale. La necessità di assicurare la qualità degli investimenti e il controllo della spesa pubblica ha portato molti stati a varare riforme ispirate in vario modo al cd. New Public Management, che hanno interessato da oltre un decennio anche l’Italia. Alcune riforme si sono alternate e la p.a. deve necessariamente riflettere e capire quali soluzioni applicare ai limiti sin ora riscontrati. Valutare le performance, organizzativa ed individuale, non significa semplice osservanza di procedure, ma capacità di produrre cambiamento in avanti per tutti, superando anche la cooptazione, tutta italica, che ha da tempo dimostrato nei fatti come in generale siamo più “amici e parenti” che cittadini responsabili. Le riforme degli ultimi anni hanno permesso di fare passi in avanti, anche se per permettere di elevare la pubblica amministrazione italiana occorre liberarla da pesi che, più che normativi, sono organizzativi e comportamentali. Non è oggi procrastinabile un tagliando a quanto introdotto dal legislatore in materia di valutazione delle performance della p.a. in Italia, cercando di capire cosa ha funzionato bene e cosa meno, per fare le opportune correzioni per una ripartenza efficace ed equa del Paese.

Chairperson

confirmed Giovanni Urbani, Evaluator & Public Administration Manager

Intervengono

confirmed Marco De Giorgi, Direttore, Ufficio per la Valutazione della Performance – Dipartimento Funzione Pubblica

confirmed Antonio Meola, Segretario Generale – Città Metropolitana di Napoli

confirmed Francesco Verbaro, Presidente – Formatemp

Dibattito

confirmed Leonardo Cannavò, Professore Ordinario – Università La Sapienza Roma

confirmed Piera Magnatti, Economista – Lepida S.p.A.

co.30

Quale ruolo per il cittadino del XXI Secolo? Una nuova concezione di cittadinanza attiva

24/05/2018 dalle ore 09:30 alle ore 11:30

Che cosa vuol dire essere cittadini attivi nella realtà di oggi? Una realtà in cui non valgono più le stesse categorie che valevano nel secolo scorso, in cui già le generazioni che sono oggi trentenni (senza parlare di quelle più giovani) non hanno conosciuto realtà che non fosse permeata anche di digitale. Il cittadino attivo è oggi per forza un cittadino digitale, avrà sempre meno senso isolare i due termini. Per questo parlare oggi di attivismo civico significa parlare di nuove forme di partecipazione, di civic hacking e comunità informali, di attivisti digitali, di persone che vogliono diventare protagoniste del cambiamento mettendo in campo risorse nate dalla condivisione per risolvere sfide concrete e spesso complesse. In questo quadro si affiancano l’“innovation without permission” del civic hacker che sperimenta soluzioni alternative, cambia, innova senza chiedere il permesso, alle comunità informali che nascono attorno all’interesse per la cura di un bene comune e mettono insieme le loro competenze e conoscenze per dare un contributo reale alla società. Si affrontano nuove sfide in maniera creativa, si trovano formule inedite per partecipare, si chiede di cambiare i processi, di dare valore all’inclusione e alle energie che arrivano dal basso e dal territorio. Ci sono nuovi strumenti a disposizione e, quindi, nuove aspettative. La domanda è: le nostre amministrazioni e la nostra politica sono consapevoli di questo cambiamento? Sono pronte ad accettare la sfida? In questo incontro vogliamo riflettere proprio sulle nuove forme di attivismo civico, sulle opportunità che aprono, sul rischio di non saperle cogliere restando inchiodati a modelli e schemi del passato.

Chairperson

unsent Gianni Dominici, Direttore Generale – FPA

Intervengono

unsent Matteo Brunati, Civic hacker appassionato di Open Government, fondatore Spaghetti Open Data

unsent Salvatore Iaconesi, Fondatore e presidente – Art is Open Source

unsent Matteo Flora, Socio Fondatore – The Fool

unsent Ezio Manzini, Designer e fondatore di DESIS Network

co.33

Sistema Open Data: esperienze italiane verso una strategia nazionale

Modelli organizzativi, comunità e valore economico e sociale dei dati aperti

22/05/2018 dalle ore 15:00 alle ore 18:00

Il Piano triennale per l’informatica pubblica vede negli Open Data una delle leve fondamentali nel processo di trasformazione del paese per il ruolo che essi giocano nel rendere effettivo il Sistema Informativo Pubblico e per le potenzialità economiche e sociali che derivano dalle pratiche di riuso. Tuttavia il processo di liberazione del patrimonio informativo pubblico nazionale soffre ancora per alcuni fattori che ne ostacolano la piena diffusione. In un contesto di strategia nazionale in costruzione e di norme in forte evoluzione, l’impegno degli attori locali (Regioni e Comuni) cresce. Ma cosa vuol dire oggi fare Open Data? Quali modelli organizzativi e misure garantiscono un’efficace data governance? Quali dati aprire e come individuarli? Che vuol dire dati come bene comune? Perché riutilizzare i dati e quali vantaggi economici e sociali ne derivano? Sono solo alcuni degli interrogativi che proveremo ad approfondire con il contributo di referenti del mondo pubblicoed esperti della materia

Chairperson

confirmed Giovanna Stagno, Responsabile RAF (Ricerca, Advisory e Formazione) – FPA

Intervengono

unsent Giovanni Menduni, Professore associato Dipartimento di Ingegneria Civile ed Ambientale – Politecnico di Milano

unsent Antonello Pellegrino, Direttore Generale, Direzione Generale degli affari generali e della società dell’informazione – Regione Autonoma della Sardegna

unsent Gabriele Marchese, Capo Area Innovazione Tecnologica – Comune di Palermo

unsent Mario Nobile, Direttore Generale per i Sistemi Informativi e Statistici – Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti

unsent Angela Cocchiarella, Web Project Manager – Settore “Analisi, Progettazione e Gestione Sistemi informativi” – – Regione Campania

unsent Michele Torsello, Dirigente della struttura di missione contro il dissesto idrogeologico e per lo sviluppo delle infrastrutture idriche – Italia Sicura

unsent Francesca De Chiara, Digital Commons Lab – Fondazione Bruno Kessler

unsent Luca Curioni, Direttore di Progetto Digital Lead, Direzione Sistemi Informativi e Agenda Digitale – Comune di Milano

co.44

PEC e domicilio digitale

Un nuovo strumento per un rapporto più semplice tra PA e cittadino

23/05/2018 dalle ore 11:45 alle ore 13:30

L’elezione di un domicilio digitale per ogni impresa, professionista o cittadino è considerato un presupposto irrinunciabile per la trasformazione digitale del Paese. Proprio per questo, il domicilio digitale è stato uno dei principali protagonisti del recente intervento di aggiornamento del CAD. Il Decreto correttivo di gennaio 2018 ha infatti stabilito, tra le altre cose, il venir meno del collegamento tra domicilio e ANPR, da più parti considerato come il principale ostacolo all’avvio di questo importante strumento. Senza attendere il completamento dell’ANPR, le nuove regole del CAD prevedono che ogni cittadino avrà il diritto di eleggere, a partire dalla primavera 2018, un domicilio digitale presso un qualsiasi indirizzo di posta elettronica certificata o servizio elettronico di recapito certificato, garantendosi così anche il diritto di ricevere – solo presso tale indirizzo – ogni notifica o comunicazione avente valore legale dalla Pubblica Amministrazione. Sono sicuramente molte le cose ancora da fare, dalla costituzione del registro dei domicili digitali dei cittadini alla previsione delle modalità alternative per coloro che non sono in grado di accedere direttamente a un domicilio. Nel frattempo, è fondamentale che le amministrazioni comprendano appieno la portata di questo cambiamento che, oltre a favorire l’abbattimento dei costi delle comunicazioni verso gli utenti, con risparmi di milioni di euro l’anno, contribuirà notevolmente a semplificare l’interlocuzione tra PA e cittadini, che potranno ricevere le comunicazioni che lo riguardano sui propri PC, smartphone e tablet, con effetti positivi anche in termini di effettivo utilizzo dei servizi online della PA.

Chairperson

confirmed Daniele Tumietto, Esperto UNINFO, partner Menocarta Keynote

unsent Guido Scorza, Team per la Trasformazione Digitale – Presidenza del Consiglio dei Ministri

unsent Valerio Paolini, Team per la Trasformazione Digitale Presidenza del Consiglio dei Ministri

Intervengono

sent Giovanni Manca, – Presidente ANORC (Associazione Nazionale Operatori e Responsabili Conservazione Digitale), Esperto di dematerializzazione e sicurezza ICT

sent Paolo Ghezzi, Direttore Generale – Infocamere

co.48

Homeland Security: modelli e tecnologie per la sicurezza integrata del territorio

24/05/2018 dalle ore 11:45 alle ore 13:30

Le differenti tipologia di minaccia che caratterizzano l’attuale contesto nazionale ed internazionale si contrappongono all’elevata aspettativa di sicurezza da parte dei cittadini, e riaccendono quindi l’attenzione sulla necessità di garantire sistemi di governo della sicurezza del territorio e delle infrastrutture critiche adeguate alle nuove sfide. È quindi di fondamentale importanza che l’insieme degli attori coinvolti nella salvaguardia delle legalità e della sicurezza sappia intraprendere un percorso pervasivo di innovazione e sviluppare un’unica strategia di presenza e intervento. In questo senso, le nuove generazioni per i sistemi di accesso mobile a banda larga come il LTE possono rappresentare un fattore abilitante per migliorare la produttività e la qualità del lavoro degli operatori dei servizi di pubblica sicurezza e delle PA impegnate a vario titolo nelle attività di controllo del territorio e di gestione delle emergenze. Il convegno rappresenterà un’importante occasione di dibattito sulle soluzioni tecnologiche a supporto delle politiche integrate per la sicurezza dei cittadini, con l’obiettivo di favorire il confronto tra mercato e PA centrali, Forze dell’Ordine e Forze Armate, Protezione Civile, Regioni ed enti locali.

Intervengono

confirmed Antonio La Rosa, Head of IM B2B – Samsung Electronics

sent Maria Cavaliere, Dirigente Ufficio per i Servizi Informatici – Dipartimento dei Vigili del fuoco, del Soccorso pubblico e della Difesa civile

sent Stefano Calabrese, Dirigente Responsabile Servizio informatica e sistemi per le comunicazioni – Dipartimento della Protezione Civile

sent Luca Vincenzo Maria Salamone, Vice Direttore V Reparto, Segretariato Generale della Difesa – Ministero della Difesa

sent Pasquale Angelosanto, Capo III Reparto Telematica – Comando Generale – Arma dei Carabinieri

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