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AI e tutela del diritto d’autore: perché le sanzioni alle big tech non bastano



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L’AI Act è stato concepito in modo da permettere il contrasto efficace degli usi non autorizzati di opere intellettuali, attraverso un complesso sistema di sanzioni. Ma sembra che per le big tech, le multe non siano altro che un male “necessario” per lo sviluppo dei sistemi di AI. Servono, dunque, nuove protezioni per i creatori di contenuti editoriali

Pubblicato il 3 apr 2024

Alfredo Esposito

Studio Legale Difesa d’Autore



IA intelligenza artificiale ai generativa e copyright

Il dibattito riguardante il diritto d’autore, insieme alle questioni campali relative alla privacy e all’effettività della libera concorrenza di mercato, costituisce uno dei principali campi di scontro tra l’approccio adottato dall’Europa nello sviluppo delle politiche normative e una visione più globale, incline a favorire, in particolare nel contesto dell’intelligenza artificiale, una politica di libero mercato minimamente regolamentata. Sebbene l’AI Act non sia ancora entrato in vigore, la legislazione europea in materia di diritto d’autore è stata concepita in maniera tale da permettere il contrasto efficace degli usi non autorizzati di opere intellettuali, attraverso un complesso sistema di sanzioni.

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