Il software FOSS (Free and Open Source Software) è per le aziende un’opportunità strategica che va oltre il semplice risparmio sui costi di licenza. La possibilità di innovare rapidamente e mantenere il controllo delle proprie scelte tecnologiche nel lungo periodo costituisce un vantaggio competitivo spesso sottovalutato nelle analisi tradizionali.
Indice degli argomenti
Oltre il mito del gratuito: il vero valore del total cost of ownership
Nel confronto tra i costi del software libero e open source (FOSS) e quelli delle soluzioni proprietarie ci focalizzeremo di seguito sui vantaggi che il primo ha in termini di velocità di innovazione e flessibilità di gestione.
Il confronto sui costi va avanti da decenni e viene troppo spesso descritto come un compromesso tra la gratuità della licenza e la presenza di supporto professionale. Una visione riduttiva che nasconde una realtà molto più sfumata.
Infatti, quando le aziende conducono un’analisi del total cost of ownership (TCO), che tenga conto sia dei costi diretti sia del valore strategico, il FOSS emerge spesso come la scelta migliore, nonostante i suoi costi, perché questi costi si traducono in vantaggi tangibili, come quelli che affrontiamo in questo caso.
Sperimentazione immediata: innovare senza barriere burocratiche
Probabilmente il vantaggio più significativo del FOSS è la possibilità di innovare più rapidamente, un fattore che nei mercati in rapida evoluzione può essere molto più prezioso del risparmio sui costi.
Utilizzando il FOSS, il test di un nuovo sistema di database – per fare un esempio – richiede solo un po’ di buona volontà e un po’ di tempo. Basta scaricare il software, implementarlo, utilizzarlo per il tempo necessario e valutarlo. Senza il processo di approvvigionamento, il negoziato sui costi di licenza, e le telefonate di vendita.
Questo permette di verificare la bontà della strategia per convalidarla prima di impegnare le risorse aziendali, testare tutte le soluzioni per trovare quella ottimale, confrontando le opzioni disponibili prima della standardizzazione, e procedere solo quando si ha l’assoluta certezza della scelta.
Al contrario, il software proprietario introduce un attrito in ogni fase del processo, dal processo di approvvigionamento alla negoziazione delle licenze al confronto tra e con i fornitori. Ciascuno di questi passaggi rallenta la sperimentazione, che passa da giorni o settimane a trimestri, semestri o addirittura anni.
L’ecosistema condiviso: un patrimonio di innovazione collettiva
Il FOSS crea un patrimonio comune di innovazione basato su centinaia di librerie, framework e strumenti che tutti possono utilizzare per lo sviluppo di nuovi prodotti, e che è alla base delle moderne applicazioni web e dell’attuale infrastruttura di rete globale. Un’innovazione che sarebbe stata impossibile nel mondo proprietario, che per questa – e per altre ragioni – è stato soppiantato dal software FOSS in entrambi gli ambiti.
Nel tipico stack delle moderne applicazioni web ci sono elementi come Redis, Phython, PostgreSQL, Jenkins, Docker, Django, Kubernetes, GitLab e Prometheus che rappresentano milioni di ore di sviluppo disponibili gratuitamente. Sviluppare le stesse funzionalità da zero o ottenere le licenze dei prodotti proprietari equivalenti costerebbe milioni di euro e richiederebbe anni.
I progetti FOSS – tra l’altro – sfruttano i contributi anche delle aziende del software proprietario, visto che gli ingegneri di Google, Microsoft, Amazon e Meta, tra gli altri, collaborano a progetti come Kubernetes o il kernel Linux, condividendo innovazioni che non supererebbero mai i confini delle applicazioni proprietarie.
In questo modo, le piccole aziende traggono vantaggio dalle innovazioni apportate dai giganti della tecnologia, e le innovazioni delle startup vengono incorporate negli strumenti utilizzati dalle imprese. L’ecosistema avanza molto più rapidamente di quanto ciascun vendor potrebbe fare da solo.
Autonomia di sviluppo: personalizzare secondo le proprie esigenze
Con il software proprietario, l’innovazione richiede la cooperazione del fornitore, il quale – una volta ricevuta la richiesta di una nuova funzionalità – stabilisce i tempi e i costi dell’operazione, perché ha il controllo del codice sorgente. Con il FOSS, la disponibilità del codice sorgente permette a chiunque abbia competenze sufficienti di sviluppare la funzionalità, gratuitamente nell’ambito di un progetto open source o dietro compenso su commissione di un’azienda.
In ogni caso, la funzionalità può essere sviluppata nei tempi richiesti dall’azienda, ottimizzata in base all’utilizzo previsto, sperimentando tutte le opzioni disponibili, e al termine del processo può essere condivisa con la comunità perché tutti possano sfruttarla.
Il caso Windows 10: quando il vendor decide per te
Tra l’altro, e questo non è certo un dettaglio di poco conto – e di poco costo per gli utenti – i software proprietari rimangono sul mercato fino a quando fa comodo alle strategie commerciali del vendor e non fino a quando fa comodo agli utenti. Il caso di Windows 10 è emblematico, e non ha bisogno di commenti.
Se Windows 10 fosse stato un software open source e il vendor avesse deciso di interrompere il supporto, la comunità avrebbe potuto fare un fork per continuare lo sviluppo in base alle necessità degli utenti. Ma sappiamo com’è andata: Windows 10 è stato abbandonato e gli utenti costretti obtorto collo non solo alla deportazione a Windows 11 ma anche alla sostituzione di PC perfettamente funzionanti con nuovi PC molto più potenti per rispondere alle esigenze inutilmente gonfiate di Windows 11 dalle strategie commerciali di Microsoft e dei suoi partner.
La storia, che non è la prima del genere, dovrebbe essere sufficiente per capire la portata del problema rappresentato dall’adozione del software proprietario sia per le casse aziendali sia per la possibilità di decidere in modo autonomo le strategie di investimento in information technology, ma non sembra essere sufficiente.
Costi prevedibili e pianificazione a lungo termine
Questo rende i costi del software proprietario imprevedibili, perché dipendono interamente dalle strategie commerciali del fornitore, mentre i costi del FOSS sono legati quasi esclusivamente al personale e pertanto più prevedibili e controllabili. Le aziende possono pianificare a lungo termine senza sorprese imposte dai fornitori.
Comprendere la comunità open source: un cambio di paradigma
Naturalmente, per sfruttare al massimo i vantaggi del FOSS è necessario fare un piccolo sforzo di comprensione della comunità open source, perché solo in questo modo si riesce a comprendere e apprezzare il modello di sviluppo e di fruizione, e a ottenere il meglio in termini sia di sviluppo sia di supporto.
Per qualcuno, questo rappresenta un problema, perché vengono meno i rapporti di forza tra fornitore e cliente a cui l’industria è abituata da anni. Con il software FOSS vale molto di più la dimostrazione della volontà di collaborare e di condividere che la promessa di un premio in denaro (anche se nessuno lavora per la gloria).
Documentazione e supporto: qualità attraverso la collaborazione
Per esempio, nel caso della documentazione, questa è talvolta disordinata in quanto frutto di contributi da parte di volontari che vivono in realtà diverse, parlano lingue diverse e hanno un background culturale diverso, ma è spesso esauriente e di ottima qualità. Qualche volta bisogna cercarla, ma chiedendo in modo cortese ci sarà sempre qualcuno disposto ad aiutare, e alla fine si troveranno le informazioni richieste.
Bisogna sempre ricordare che lo sviluppo avviene in modo trasparente, le minute delle riunioni vengono pubblicate, le funzionalità più complesse vengono spiegate nei blog personali dei volontari o in quelli dei progetti, le guide sono disponibili, e ci sono forum e mailing list per il supporto.
Trasparenza e condivisione delle soluzioni
Con il FOSS, le aziende possono vedere come altri hanno risolto problemi simili. Su GitHub si trovano molte implementazioni di riferimento, configurazioni di esempio e soluzioni testate in produzione. Lo stesso avviene con i forum di supporto dei singoli progetti. È vero, questo richiede un po’ di tempo per la ricerca, ma sempre meno del software proprietario.
Quest’ultimo, infatti, mantiene segrete le implementazioni, per cui non è possibile vedere come le altre aziende installano e configurano i software, e questo costringe a risolvere i problemi in modo indipendente, duplicando gli sforzi e moltiplicando i costi per raggiungere lo stesso risultato, con uno spreco di energie e di risorse, e spesso anche di tempo.
Standard aperti: l’interconnessione come valore aggiunto
Per concludere, sempre nell’ottica del riuso e della condivisione delle conoscenze, il FOSS privilegia l’adozione di standard aperti, con un effetto di rete che aumenta il valore delle soluzioni nel tempo.
Gli standard aperti rappresentano una base comune e consentono una più facile integrazione dei sistemi. Per esempio, API REST, database SQL, HTTP/HTTPS, JSON e XML sono tutti standard aperti ampiamente utilizzati e rispettati che permettono l’interconnessione dei sistemi necessaria alle organizzazioni moderne.
Il software proprietario, invece, utilizza spesso protocolli proprietari che richiedono costosi middleware di integrazione o sviluppi personalizzati, il cui costo totale può anche superare il costo dei sistemi stessi.
Inoltre, anche quando adotta uno standard aperto, il software proprietario lo fa sempre con un approccio capzioso, cercando di sfruttare gli elementi che portano lo standard aperto sotto il proprio controllo, trasformandolo di fatto in un elemento di una soluzione proprietaria.
Effetti di rete: il circolo virtuoso del FOSS
Il FOSS sviluppa effetti di rete, per cui alla crescita degli utenti corrispondono la crescita di chi contribuisce a sviluppare e migliorare il software, quella di chi offre strumenti per l’integrazione e soluzioni per il supporto e quella di chi offre risorse di tipo educativo, e ovviamente aumentano le opportunità di lavoro che attraggono i nuovi talenti.
Effetti di rete che si autoalimentano, e che nel caso del kernel Linux, di PostgreSQL, di Kubernetes e di altre soluzioni FOSS hanno consentito di raggiungere l’attuale posizione di leadership nell’area dell’infrastruttura globale di rete.









