Il settore tecnologico ha una tendenza consolidata a esagerare le proprie previsioni, che siano trionfali o catastrofiche: attrarre capitali e attenzione mediatica premia chi promette di più, in un senso o nell’altro. Come giustamente fa notare Walter Quattrociocchi nell’articolo pubblicato il 12 settembre sul Corriere della Sera questa dinamica si accompagna oggi alla necessità di attrarre nuovi capitali sull’AI. Raccontarsi come portatore di un rischio esistenziale rende la narrativa sull’AI affascinante.
il dibattito sui rischi ai
L’AI non è l’apocalisse, ma neppure un problema già risolto
Il dibattito sui rischi dell’intelligenza artificiale non può essere ridotto alla sola asimmetria tra generazione e verifica. Allineamento, valori, comportamento dei modelli e incertezza scientifica restano questioni aperte, che richiedono rigore senza cedere né all’apocalisse né alla rassicurazione assoluta

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