Un assistente digitale può suggerire un comportamento non solo perché lo ritiene probabile sulla base delle informazioni raccolte dalle interazioni con l’utente (abitudini, preferenze, comportamenti passati) ma perché conforme a criteri specialistici: può, ad esempio, ricordarci di assumere un farmaco e indicare l’orario migliore per farlo.
Questo è possibile perché non si limita più a prevedere i nostri bisogni sulla base delle informazioni che gli forniamo, ma applica anche protocolli clinici, regole di sicurezza e linee guida professionali.
autonomia cognitiva
Consigli o comandi? Il lato nascosto degli assistenti digitali
Gli assistenti digitali stanno evolvendo da strumenti di supporto a partner decisionali, integrando modelli predittivi e regole esperte. Questo solleva interrogativi sulla nostra autonomia, sul ruolo della competenza individuale e sulla fiducia riposta in algoritmi sempre più sofisticati
Psicologa psicoterapeuta, esperta in psicologia digitale

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