L’ingresso dell’intelligenza artificiale nell’amministrazione della giustizia segna un passaggio che non può essere liquidato come una semplice innovazione organizzativa. Quando strumenti algoritmici iniziano ad affiancare – anche solo in funzione di supporto – l’attività del giudice, non è in gioco soltanto l’efficienza del sistema, ma la natura stessa della funzione giurisdizionale. La giustizia non è un processo produttivo neutro: è esercizio di potere pubblico, applicazione concreta della legge al caso singolo, luogo in cui si incontrano diritti, libertà e responsabilità.
approfondimento
Intelligenza artificiale e giustizia, qual è il confine tra supporto e delega
L’uso dell’intelligenza artificiale a supporto dell’attività giudiziaria pone un problema costituzionale prima che organizzativo: indipendenza del giudice, responsabilità della decisione, trasparenza e diritto di difesa. Tra principi Unesco e approccio “risk-based” dell’AI Act, la sfida è integrare la tecnologia senza opacizzare motivazione e garanzie del giusto processo
avvocato, studio legale Martorana, Presidente Assodata, DPO Certificato UNI 11697:2017

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