L’introduzione del contributo fisso di 2 euro sulle spedizioni extra-UE di valore contenuto (inferiore o uguale a 150 euro), concepito come strumento per finanziare i controlli doganali, contrastare le entrate irregolari e riequilibrare la concorrenza, è stata oggetto di crescenti critiche in ambito tecnico ed economico. Diverse fonti giornalistiche e analisi di settore sottolineano che, nella pratica, la misura rischia di produrre effetti opposti rispetto alle intenzioni dichiarate. Ora si va verso il rinvio al primo luglio 2026, al fine di allineare il contributo con i dazi applicati dall’UE.
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Tassa su pacchi extra UE, contestata e rinviata: e ora?
Il contributo fisso da 2 euro sui pacchi extra-UE sotto 150 euro nasce per finanziare controlli e ridurre irregolarità, ma rischia di spostare gli sdoganamenti verso hub UE alternativi. Le critiche indicano danni competitivi per la logistica italiana, gettito incerto, effetti regressivi sui beni low-value e un possibile paradosso ambientale legato a più trasporto su gomma
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