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Realtà aumentata e virtuale: il nuovo motore del business



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Realtà aumentata e virtuale stanno trasformando la produttività aziendale, dall’addestramento tecnico alla progettazione, fino alle esperienze immersive per i clienti, ridefinendo i processi operativi e aprendo nuove possibilità strategiche per i settori produttivi

Pubblicato il 24 ott 2025

Federico Chiusa

Manager in Strategic Management Partners



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Lo spazio di lavoro sta cambiando velocemente giorno dopo giorno. Le informazioni non vivono più solo su schermi, ma si sovrappongono al mondo reale attraverso visori e ambienti immersivi. Realtà Aumentata (AR) e Realtà Virtuale (VR) stanno trasformando il modo in cui i settori produttivi operano, formano il personale, progettano prodotti e interagiscono con i clienti.

Oggi è possibile addestrare operatori in ambienti simulati, guidare la manutenzione tecnica con sovrapposizioni digitali e offrire esperienze d’acquisto completamente virtuali. Queste tecnologie, un tempo sperimentali, si possono considerare come parte integrante in diversi ambiti come la logistica, il retail, la sanità, la manifattura, l’energia, l’immobiliare e la moda.

Comprendere il loro impatto significa osservare da vicino una trasformazione profonda del business attuale.

Il mercato della realtà estesa e le previsioni di crescita

L’adozione di queste tecnologie è in costante crescita; in Italia, secondo l’Osservatorio Realtà Aumentata & Metaverso del Politecnico di Milano, dal 2020 sono stati avviati oltre 500 progetti di AR e VR in ambito aziendale, con una forte presenza nei settori B2C come turismo, retail ed istruzione, e B2B come manifattura, utility e logistica. A livello globale, il mercato della realtà estesa (XR) ha generato oltre 20 miliardi di dollari nel 2023, con previsioni di crescita che si aggirano intorno al 90% entro il 2028.

La sola realtà aumentata per il business potrebbe superare i 50 miliardi di dollari entro il 2027, con un tasso annuo di crescita superiore al 30%.

Vantaggi operativi e formativi delle tecnologie immersive

I vantaggi offerti da queste tecnologie possono essere numerosi; in ambito formativo la realtà virtuale consente di riprodurre scenari realistici e complessi, rendendo l’apprendimento più efficace e duraturo; infatti, risulta che i dipendenti addestrati in ambienti immersivi tendono a ricordare meglio le procedure e ad agire con maggiore sicurezza.

Su aspetti operativi, la realtà aumentata migliora la produttività, riduce gli errori umani e consente interventi in tempo reale grazie al supporto visivo fornito da dispositivi come i visori o gli occhiali “smart”; un ulteriore vantaggio può essere dato dall’opzione della geolocalizzazione: grazie alla mappatura in tempo reale, gli interventi possono essere pianificati e gestiti con maggiore rapidità, precisione e coordinamento. I tecnici possono ricevere notifiche su guasti o emergenze in base alla posizione, visualizzare percorsi ottimizzati e accedere a dati contestuali legati al luogo dell’intervento.

Applicazioni settoriali: dalla logistica al retail

Nel settore della logistica, ad esempio, la realtà virtuale viene utilizzata per simulare scenari operativi e addestrare il personale su situazioni complesse, migliorando la qualità dell’apprendimento e la reattività degli operatori.

Nel campo dell’energia e della produzione industriale, consente di formare il personale tecnico su operazioni complesse e potenzialmente pericolose, riducendo il margine di errore e aumentando la sicurezza.

Nella manifattura e nell’ automotive, guida i dipendenti in tempo reale durante operazioni di assemblaggio e controllo qualità.

Nel mondo del retail e del fashion, le tecnologie immersive permettono ai clienti di visualizzare prodotti nei propri spazi o provarli virtualmente, creando esperienze più coinvolgenti e presumibilmente aumentando la conversion rate di acquisto.

Anche il settore del lusso sta adottando esperienze immersive per la “narrazione d’effetto” del brand.

Accessibilità e inclusione: nuove opportunità lavorative

Nel prossimo futuro, AR e VR, integrate con intelligenza artificiale, feedback tattili e audio spaziale, potrebbero rendere accessibili attività tecniche anche a persone con difficoltà visive. Ad esempio, un tecnico non vedente potrà usare occhiali tecnologici per ricevere istruzioni vocali in tempo reale durante interventi on field; mentre la realtà virtuale potrebbe invece supportare la formazione, offrendo simulazioni immersive basate su udito e tatto.

Queste tecnologie favorirebbero autonomia e sicurezza, aprendo nuove opportunità lavorative a medio/lungo termine ridefinendone l’accessibilità e valorizzandone concretamente le competenze delle persone con disabilità visiva.

Ostacoli all’adozione: costi, competenze e resistenze organizzative

Come raccontato, l’introduzione di queste soluzioni nel settore industriale rappresentano un’opportunità strategica rilevante, ma potrebbero incontrare alcuni ostacoli di diversa natura.

Tra le principali difficoltà vi sono i costi iniziali legati all’acquisto di hardware e software, spesso difficili da scalare o integrare con i sistemi già presenti. A ciò si può aggiunge una certa opposizione al cambiamento da parte del personale operativo come nei contesti produttivi più tradizionali; inoltre, la possibile carenza di competenze interne specifiche potrebbe rallentarne l’adozione richiedendo l’attivazione di percorsi formativi mirati.

Cybersecurity e protezione dei dati nelle piattaforme immersive

Un fattore da non sottovalutare è legato alla cybersecurity.

Le piattaforme immersive raccolgono e trasmettono grandi quantità di dati, anche sensibili, come modelli 3D di impianti, procedure o informazioni personali degli operatori esponendo le aziende a rischi di violazioni, furti di dati e attacchi ransomware, infatti, i visori e i dispositivi connessi possono rappresentare nuovi punti di vulnerabilità nella rete aziendale, soprattutto se non gestiti ed aggiornati frequentemente con policy di sicurezza adeguate.

Anche la gestione delle credenziali e degli accessi nei mondi virtuali richiede sistemi avanzati di autenticazione, spesso non ancora implementati; la cybersecurity non può essere un elemento accessorio, ma deve essere integrata fin dalla fase di progettazione delle soluzioni immersive.

Valutazione del ROI e prospettive future

Da un punto di vista strategico può risultare complicato stimare con precisione il ritorno economico nel breve periodo, rendendo difficile giustificarne l’adozione soprattutto in aziende di piccole e media dimensione con una visione poco innovativa.

In ogni modo, nonostante le sfide accennate, il percorso tracciato da queste tecnologie è ormai certo e in continua espansione.

Come direbbero i grandi visionari che ci hanno cambiato la vita attraverso dispositivi tecnologici: la realtà aumentata e virtuale non sono solo tecnologie ma sono estensioni della nostra immaginazione; quando le integriamo nel lavoro, non stiamo solo migliorando processi stiamo reinventando il modo in cui operiamo, creiamo e collaboriamo.

Il futuro non arriva da solo, lo costruiamo, un’esperienza immersiva alla volta e chi avrà il coraggio di adottarle oggi sarà il protagonista di ciò che verrà domani.

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