cosa cambia per i seller

Commissioni Amazon più basse: strategie utili per vendere meglio



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Amazon ha ridotto le commissioni su alcune categorie e fasce di prezzo in Europa, ma il vantaggio reale dipende da resi, stoccaggio e strategia di pricing. Per i seller il punto non è solo risparmiare, ma capire dove i margini migliorano davvero

Pubblicato il 26 mar 2026

Alberto Caschili

Consulente Legale per il mondo Digitale



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Dal 15 dicembre 2025 è entrata in vigore quella che Amazon ha definito la più grande riduzione di commissioni mai applicata sui marketplace europei. Un evento che, per i tanti seller italiani che vendono sulla piattaforma, equivale alla possibilità di sfruttare positivamente questi cambiamenti. A patto, si intende, di sapere come ottimizzare il proprio business in modo accorto.

Come leggere la riduzione delle commissioni Amazon in Europa

Prima di entrare più nel dettaglio nella strategia consigliabile, pertanto, cerchiamo di chiarire quali sono le modifiche applicate: non siamo infatti davanti a una riduzione generalizzata, bensì a un intervento mirato su specifiche categorie e fasce di prezzo. In particolare, ad essere interessate sono le commissioni di segnalazione per i prodotti per la casa, che passano dal 15% all’8% per articoli fino a 20 euro, mentre quelle per abbigliamento e alimenti per animali scendono dal 15% al 5% per articoli fino a 10 euro. Anche alimentari, cura della casa e integratori beneficiano di una riduzione dall’8% al 5%, sempre nella fascia fino a 10 euro.

Per quanto invece concerne le tariffe di Logistica Amazon, gli articoli fino a 20 euro vedono una riduzione media di 0,45 euro per unità, un risparmio che diventa evidentemente apprezzabile se moltiplicato per volumi di vendita consistenti. Inoltre, il tetto delle commissioni variabili per le Offerte lampo e le Migliori offerte scende a 100 euro in Italia, Francia e Spagna, rendendo le promozioni più accessibili e convenienti per i seller di questi mercati.

Tuttavia, dinanzi a questi benefici, c’è un aspetto da non sottovalutare: contemporaneamente a tali riduzioni, infatti, Amazon ha ritoccato al rialzo le tariffe di stoccaggio mensile, le fee sui resi e quelle di liquidazione. Pertanto, il risparmio effettivo non sarà uguale per tutti, ma dipenderà dal proprio specifico modello di business, dal tasso di rotazione dell’inventario e soprattutto dalla percentuale di resi che si gestiscono abitualmente.

Valutare l’impatto della riduzione delle commissioni Amazon in Europa

La prima cosa da fare per sfruttare al meglio questa opportunità è capire quali prodotti beneficiano realmente di questi cambiamenti, e quali no.

Non tutti i seller possono infatti trarre gli stessi vantaggi dalla riduzione delle commissioni, e alcuni potrebbero addirittura scoprire che l’effetto netto è neutro o leggermente negativo a causa degli aumenti sulle altre voci di costo.

Ecco, dunque, che il primo passo da fare è esportare il proprio catalogo e filtrare i prodotti per categoria, identificando quanti articoli sono inseriti nelle categorie interessate dal provvedimento (prodotti per la casa, abbigliamento, alimenti per animali, alimentari e cura della casa, vitamine e integratori). All’interno di queste categorie, è inoltre utile dividere quanti prodotti si vendono a meno di 10 euro e quanti tra 10 e 20 euro, perché sono questi i prodotti interessati da questa manovra.

Il passo successivo è calcolare il risparmio potenziale in termini concreti. Per ogni prodotto identificato, bisogna calcolare la differenza tra le vecchie e nuove commissioni e moltiplicare per il volume di vendite mensile, ottenendo così una stima precisa del beneficio economico.

Ad esempio, se si vendono 500 unità al mese di un articolo per la casa a 15 euro, la riduzione della commissione dal 15% all’8% significa 1,05 euro risparmiati per unità, ovvero 525 euro al mese di risparmio diretto. Tuttavia, il calcolo dovrà essere integrato con un’analisi del tasso di reso storico per quella specifica categoria: se infatti si opera in segmenti con resi elevati, una parte di questo risparmio verrà erosa dalle nuove fee.

Come cambiare la strategia di pricing

Come ho avuto modo di commentare brevemente nelle scorse righe, uno degli aspetti più interessanti di questa manovra è la presenza di soglie discriminanti a 10 e 20 euro che creano opportunità strategiche per chi sa sfruttarle adeguatamente.

Se per esempio hai articoli che attualmente vendi tra 20 e 25 euro, vale la pena valutare se sia possibile ridurre il prezzo sotto la soglia dei 20 euro pur mantenendo margini accettabili. Con le nuove tariffe FBA ridotte, potresti scoprire che vendere a 19,90 euro invece che a 22 euro potrebbe lasciarti margini simili o addirittura superiori, con il vantaggio aggiuntivo di aumentare la competitività e potenzialmente il volume di vendite.

L’ipotesi di riposizionare il prezzo

Un’altra strategia da considerare riguarda i bundle. Se attualmente vendi prodotti in bundle che superano i 20 euro, considera di dividerli in articoli singoli sotto questa soglia, offrendo poi la possibilità di acquistare più unità con uno sconto. In questo modo mantieni ogni singolo articolo nella fascia privilegiata dalle riduzioni, massimizzando il beneficio sulle commissioni.

Naturalmente, questa strategia funziona solo se ha senso per il tipo di prodotto e se non compromette l’esperienza del cliente, ma vale la pena esplorarla soprattutto per prodotti che si prestano naturalmente a essere venduti sia singolarmente che in gruppo.

Guardare al margine netto, non solo alla fee

È poi fondamentale non focalizzarsi esclusivamente sulla percentuale risparmiata sulle commissioni. Il margine netto finale è infatti ciò che conta davvero, e ricordo che questo include il costo del prodotto, i costi FBA, eventuali fee promozionali e il nuovo sistema di tariffe sui resi. Un prodotto che ti fa risparmiare il 7% di commissioni ma ha un tasso di reso del 25% potrebbe comunque risultare meno profittevole di uno con commissioni leggermente più alte ma resi sotto il 10%!

La questione resi: come proteggere davvero i margini

La conclusione dello scorso paragrafo ci permette di soffermarci su un punto critico che molti seller stanno sottovalutando, e che potrebbe invece fare la differenza tra un successo e una delusione nell’applicazione di questa nuova struttura tariffaria.

Amazon ha infatti ridotto le commissioni di segnalazione ma ha aumentato le fee sui resi, e per alcune categorie questo può fare una differenza davvero sostanziale nel bilancio finale. Ecco perché consiglio sempre di calcolare il tasso di reso attuale andando in Seller Central e analizzando lo storico dei resi per categoria, al fine di rendersi conto di quale sia l’impatto delle novità del marketplace: è possibile che una parte significativa dei risparmi sulle commissioni possa essere erosa dalle nuove fee.

La buona notizia è che il tasso di reso non è un dato immutabile, e il modo più efficace per ridurlo è investire nella qualità delle inserzioni. Fotografie dettagliate che mostrano il prodotto da più angolazioni, descrizioni precise che specifichino esattamente dimensioni, peso, materiali e compatibilità, e video dimostrativi, possono allineare la realtà con le aspettative del cliente.

Temu, Shein e la strategia difensiva di Amazon

Per comprendere appieno questa manovra e anticipare le mosse future, è altresì importante capire il contesto competitivo in cui Amazon si è trovata ad agire. La riduzione delle commissioni non è evidentemente un atto di generosità disinteressata. Piuttosto, è la risposta alla pressione competitiva dei marketplace asiatici, e in particolare di Temu e Shein, che negli ultimi due anni hanno conquistato quote di mercato significative in Europa puntando su prezzi estremamente aggressivi proprio nella fascia sotto i 20 euro.

Per chi opera su Amazon, lo scenario competitivo in corso di ulteriore evoluzione crea sia rischi che opportunità.

Il principale rischio è quello di sentirsi costretti a ingaggiare guerre di prezzo insostenibili per competere con operatori che hanno strutture di costo completamente diverse. L’opportunità sta nel capire che non tutti i clienti cercano esclusivamente il prezzo più basso, e che Amazon offre vantaggi significativi che possono essere sfruttati per differenziarsi. Insomma, mentre la percezione di Temu è quella di un operatore che punta esclusivamente sul prezzo con tempi di consegna spesso lunghi e customer service minimo, si possono sfruttare i vantaggi distintivi di Amazon, che propone spedizione veloce con Prime, politica di reso più semplice e affidabile, customer service in italiano, e una piattaforma di cui i consumatori europei si fidano.

Come differenziarsi senza inseguire il prezzo più basso

Ecco perché nelle inserzioni conviene sempre sottolineare questi elementi in modo esplicito. Se i tuoi prodotti sono fabbricati in Europa, evidenzialo chiaramente, perché c’è un segmento crescente di consumatori disposti a pagare qualche euro in più per supportare l’economia locale e ridurre l’impatto ambientale dei trasporti intercontinentali. Guai a pensare che si tratti di mera retorica: i dati mostrano infatti che la provenienza del prodotto sta diventando un fattore di acquisto sempre più rilevante, specialmente dopo la pandemia che ha evidenziato le fragilità delle supply chain globalizzate.

Insomma, è probabile che a livello di sistema la tentazione sia quella di abbassare drasticamente i prezzi per competere direttamente con Temu. Meglio però ricordare che Amazon ha ridotto le commissioni di pochi punti percentuali e che se per competere devi tagliare i prezzi del 40% o più, probabilmente stai inseguendo un cliente che non è nel tuo target ideale e che non garantirà fedeltà o margini sostenibili nel tempo. Concentrati invece su clienti che apprezzano un equilibrio tra prezzo, qualità e servizio, e posizionati come l’alternativa affidabile e veloce ai marketplace asiatici.

Chi sfrutta meglio la riduzione delle commissioni Amazon in Europa

La riduzione delle commissioni Amazon in Europa è certamente un’opportunità concreta per migliorare la profittabilità del proprio business sulla piattaforma. Non è però un regalo automatico che genera benefici per tutti allo stesso modo.

In particolare, i seller che ne trarranno i maggiori vantaggi saranno quelli che operano nelle categorie e fasce di prezzo corrette, che hanno o riescono a ottenere tassi di reso contenuti, che gestiscono l’inventario in modo efficiente evitando costi di stoccaggio eccessivi, e che sanno differenziarsi dalla concorrenza asiatica senza ingaggiare guerre di prezzo insostenibili che erodono completamente i margini.

Inoltre, è bene rammentare che Amazon difficilmente fa passi indietro sulle fee, e che quindi questo momento di condizioni relativamente favorevoli potrebbe non ripetersi. Il mercato dell’e-commerce è in continua evoluzione, con nuovi competitor che emergono e dinamiche competitive che cambiano rapidamente. Chi si adatta velocemente e in modo intelligente a questi cambiamenti ha un vantaggio significativo rispetto a chi resta fermo o reagisce troppo lentamente.

Insomma, la riduzione delle commissioni non risolverà tutti i problemi di profittabilità, ma per chi la sfrutta con un approccio strategico e analitico può rappresentare il margine di vantaggio che fa la differenza in un mercato sempre più competitivo.

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