Il mercato delle fusioni e acquisizioni in Italia chiude il 2025 con una leggera flessione: circa 1.350 operazioni per un valore complessivo di oltre 70 miliardi di euro, in calo rispetto al 2024 del 6% per numero di deal e del 12% per controvalore.
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Un anno di incertezza: cross-border in ribasso, mercato domestico in spinta
A pesare su questi risultati è stato il clima di incertezza internazionale, legato ai dazi statunitensi e alle tensioni geopolitiche, che ha frenato soprattutto le operazioni transfrontaliere (cross-border). Il mercato cross-border nel 2025, pari a 32 miliardi di euro, è sceso al 46% dei valori complessivi dall’83% del 2024, quando questo mercato valeva 66 miliardi.
Sono gli investimenti esteri in Italia a registrare una flessione marcata: 420 operazioni per 18,9 miliardi di euro, quasi la metà rispetto ai 36,2 miliardi del 2024. Tuttavia, gli analisti affermano che si tratta di una dinamica congiunturale e non strutturale, dovuta al clima di incertezza che ha contraddistinto l’anno appena concluso.
A sostenere il mercato è stato il dinamismo domestico, che ha quasi raddoppiato i controvalori, passando da 13,3 miliardi di euro nel 2024 a 38 miliardi di euro nel 2025. Un segnale importante della volontà delle imprese italiane e degli operatori di private capital di voler continuare a investire nella crescita interna e nella creazione di valore lungo le filiere nazionali.
Financial Services: trasformazioni di sistema e consolidamento
Il settore finanziario è stato il vero protagonista del 2025, con 91 operazioni per 27 miliardi di euro (rispetto ai 19 miliardi nel 2024), pari al 38% del mercato totale.
L’operazione più rilevante è l’offerta pubblica di acquisto e scambio lanciata da Banca Monte dei Paschi di Siena su Mediobanca con un controvalore di oltre 15 miliardi di euro, che si è conclusa con l’adesione di oltre l’83% del capitale sociale. Segue l’offerta pubblica di scambio lanciata da BPER Banca sul capitale di Banca Popolare di Sondrio conclusasi per un controvalore complessivo pari a 3,8 miliardi di euro per l’80,69% del capitale sociale di Banca Popolare di Sondrio e quella lanciata da Banca IFIS che ha portato al delisting di Illimity per un controvalore complessivo pari a oltre 300 milioni di euro.
Oltre a queste grandi operazioni di consolidamento del settore bancario, il settore dei servizi finanziari è stato interessato da diverse operazioni con forte valenza industriale, finalizzata alla ricerca di nuove fonti di ricavo, sinergie di costo e modelli di business ed organizzativi maggiormente in linea con le richieste della clientela concluse da parte di investitori strategici del mondo del risparmio gestito, dei sistemi di pagamento, delle specialty banks e delle assicurazioni. In particolare, per il mondo del risparmio gestito, è da ricordare l’offerta pubblica di acquisto da parte di Banco BPM, sul capitale di Anima per oltre 1,5 miliardi di euro, raggiungendo così l’89,95%. Per il comparto assicurativo è risultata particolarmente attiva Unicredit che ha acquisito il 4,1% di Assicurazioni Generali per un controvalore di quasi 2 miliardi di euro ed ha raggiunto il 100% delle Joint Venture, precedentemente sottoscritte con Allianz (UniCredit Allianz Vita) e con CNP Assurances (CNP UniCredit Vita), investendo rispettivamente 800 e 619 milioni di euro.
Questo trend di consolidamento, razionalizzazione e diversificazione, nell’ambito del Financial Services, guiderà anche le operazioni a livello cross-border e caratterizzerà anche il mercato M&A nel 2026.
Consumer & Industrial: resilienza e integrazione di filiera
Il settore Consumer & Industrial Markets con oltre 750 operazioni (56% del totale) per 22,7 miliardi di euro (32% del mercato M&A italiano) rimane un comparto centrale delle attività di fusione e acquisizione italiane. Il settore del Consumer Marketha chiuso il 2025 con oltre 420 deal per un controvalore di circa 15 miliardi di euro: il Fashion&Luxury, il Food&Beverage e l’Healthcare sono stati i segmenti maggiormente attivi.
Nel Fashion & Luxury continuano i processi di consolidamento che negli anni hanno portato i grandi conglomerati internazionali, come LVMH, Kering o Richemont, a detenere portafogli diversificati di marchi nei settori moda, gioielleria, pelletteria e beauty.
Nel 2025 il Gruppo Prada ha completato l’acquisizione di Versace da Capri Holdings per un controvalore di 1,25 miliardi di euro. Il Gruppo BasicNet ha rilevato i diritti sul marchio Woolrich® per l’Europa e il 100% di Woolrich Europe S.p.A., società che ne cura la distribuzione e il retail, da L-Gam, per un enterprise value complessivo di 90 milioni di euro. Infine, il Gruppo Hermès, nell’ambito della strategia di integrazione verticale, ha rilevato una partecipazione di minoranza (15%) nel Lanificio Colombo, specializzato nella produzione di tessuti in cashmere e fibre nobili.
In ottica di integrazione di filiera, nel 2025 i principali player del lusso hanno investito nell’indotto italiano attraverso acquisizioni strategiche e partnership, per proteggere e rafforzare l’eccellenza delle rispettive filiere produttive. Chanel ha rilevato una quota di maggioranza di Grey Mer, suo storico partner per la produzione di calzature; una quota del 20% di Leo France S.p.A., azienda specializzata nella produzione di gioielli, accessori metallici e pelletteria; una quota del 35% di Mantero 1902, realtà comasca di eccellenza nella seta e il 20% di Nuova Impala, che produce pelli di vitello destinati ai settori calzature e pelletteria.
Nel Food & Beverage, il deal più importante è l’acquisizione da parte di Ferrero di WK Kellogg Co. per circa 1,7 miliardi di euro, che rafforza la presenza del gruppo in Nord America e contribuisce ad aumentare la diversificazione dei prodotti e dei brand del gruppo italiano.
Particolarmente attivo anche il comparto Healthcare&Pharma con circa 100 operazioni concluse, molte delle quali supportate dai Fondi di Private Equity, che stanno investendo significativamente nella sanità italiana, attratti dalla elevata frammentazione del settore privato (diagnostica, ambulatori, RSA) per creare piattaforme integrate, favorendo l’innovazione digitale e migliorarne l’efficienza, in affiancamento del Sistema Sanitario Nazionale. La principale operazione è stata la cessione della divisione Healthcare di DCC Plc, Società di diritto irlandese quotata in borsa nel Regno Unito e attiva nei settori dell’energia, dell’assistenza sanitaria e della tecnologia, a Healthco Investment Limited (veicolo promosso da Investindustrial) per 1,05 miliardi di sterline.
Il settore Industrial Market ha chiuso il 2025 con 323 deal per un controvalore di 7,8 miliardi di euro. In termini di controvalore il settore ha beneficiato della conclusione di importanti operazioni, tra cui la procedura di ABB da parte di Exor NV, sulle azioni di Ferrari per 3 miliardi di euro e il collocamento di circa 2,6 milioni di azioni di Avio S.p.A., da parte di Leonardo S.p.A., pari circa 9,4% del capitale sociale per 975 milioni di euro.
Energia e Utilities: investimenti strategici e transizione green
Il settore Energy & Utilities conferma il suo momento positivo con 106 operazioni concluse per 13,2 miliardi di euro di controvalore.
Il principale deal è l’ingresso del fondo di Private Equity statunitense KKR nel capitale di Enilive con un investimento di oltre 3,5 miliardi di euro per il 30% della Società del Gruppo ENI. L’operazione conferma l’apprezzamento da parte del mercato e la solidità del modello di business di Enilive, che si impegna ad offrire servizi integrati e prodotti progressivamente decarbonizzati ai propri consumatori nel settore della mobilità sostenibile. A seguire l’acquisizione da parte di Italgas del 99,94% del capitale sociale di 2i Rete Gas S.p.A. dai venditori F2i SGR S.p.A. e Finavias S.à.r.l. per un corrispettivo di 2,1 miliardi di euro. Grazie a questa operazione il Gruppo Italgas diventa il primo operatore della distribuzione del gas in Europa. Da segnalare inoltre, l’ingresso nel capitale di Eni Plenitude da parte di Ares Alternative Credit Management, che ne rileva il 20% con un investimento di 2 miliardi di euro; ed il closing della cessione, da parte di ENI, del 30% nel progetto Baleine in Costa d’Avorio (giacimento di idrocarburi petrolio e gas offshore) a Vitol per un corrispettivo pari a 1,36 miliardi di euro.
Queste operazioni riflettono la strategia di decarbonizzazione e la spinta verso la mobilità sostenibile.
Telecomunicazioni, Media & Technology: espansioni digitali e consolidamento media
Il comparto Telecomunicazioni, Media & Technology chiude l’anno con 241 operazioni per 5,4 miliardi di euro.
Nel comparto media, MFE-Media for Europe (Gruppo Fininvest), in linea con la propria strategia di espansione paneuropea e di consolidamento in Germania, ha concluso l’Offerta pubblica di acquisto volontaria sulle azioni di ProSieben (41,93% per 840 milioni di euro) che ha portato il Gruppo MFE a detenere una quota pari al 75,61% del capitale sociale. Invece nel comparto tech Bending Spoons si è distinta per acquisizioni di piattaforme digitali come Vimeo, Brightcove e komoot, per un investimento complessivo superiore a 1 miliardo di dollari.
Outlook 2026: segnali di ripresa e pipeline robusta
La pipeline di operazioni annunciate ma non ancora finalizzate per il 2026 supera i 20 miliardi di euro.
Nel comparto Industrial Markets, il principale deal annunciato riguarda Iveco Group, leader europeo nei veicoli commerciali e nella mobilità, e Tata Motors Limited, leader globale nell’automotive, che hanno raggiunto un accordo per creare un gruppo nel settore dei veicoli commerciali che avrà la portata, il portafoglio prodotti e la capacità industriale per diventare un campione globale nel settore. Il Gruppo sarà posizionato al meglio per investire e fornire soluzioni di mobilità innovative e sostenibili facendo leva sui due network di fornitori per servire i clienti a livello globale. Il completamento dell’offerta è condizionato alla separazione del business defence di Iveco Group, per il quale Iveco ha già ricevuto un’offerta da Leonardo per un controvalore di euro 1,7 miliardi (enterprise value). Con questa operazione, Leonardo consoliderà la propria posizione nel settore della difesa terreste e rafforzerà il proprio ruolo di OEM (Original Equipment Manufacturer) integrato, con un portafoglio di soluzioni complete per la difesa e la sicurezza, su piattaforme cingolate e ruotate. Il closing dell’operazione è previsto nel primo trimestre del 2026, subordinato all’approvazione da parte delle autorità regolatorie.
Nel settore Consumer Marketsil Gruppo Campari, nell’ambito del progetto di rifocalizzazione del portafoglio, ha annunciato di aver raggiunto un accordo per la cessione di amaro Averna e mirto di Sardegna Zedda Piras a Illva Saronno Holding S.p.A., proprietaria, tra gli altri, dell’iconico Disaronno e degli storici vini siciliani Florio e Duca di Salaparuta.
Nel settore TMT, continua la campagna acquisti da parte di Bending Spoons che ha annunciato di aver siglato diversi accordi per un investimento totale di oltre 2 miliardi di euro per acquisire AOL Inc da Yahoo!, Eventbrite, marketplace globale per esperienze condivise, Typeform SL, specializzata nella creazione di moduli online e sondaggi online, e Elysium app.
M&A Italia: un mercato resiliente e dinamico nonostante il contesto instabile
Il 2025 ha confermato la solidità del mercato M&A italiano, nonostante le difficoltà globali. La crescita del domestico, il dinamismo dei settori chiave attivi in progetti di creazione di valore lungo le filiere industriali e la pipeline per il 2026, che conferma ancora investimenti in nuove tecnologie e infrastrutture e attesta la naturale resilienza degli operatori industriali e finanziari del nostro Paese, indicano che il 2026 sarà un anno di ripresa, con opportunità per imprese e investitori in un contesto ancora instabile.













