La sentenza

Diritto di prelazione, così la norma italiana viola il principio di uguaglianza: cosa dice la Corte UE



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Una decisione della Corte di Giustizia UE, che si è espressa sul ricorso al Consiglio di Stato da parte di una società che si era rimessa alla giustizia amministrativa italiana contestando l’aggiudicazione di una concessione per dei servizi igienici pubblici del Comune di Milano, fa luce sul diritto di prelazione indicando che la normativa italiana viola i principi di uguaglianza e di libertà di stabilimento

Pubblicato il 5 feb 2026

Nicoletta Pisanu

Giornalista professionista, redazione AgendaDigitale.eu



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Trasparenza ed uguaglianza sono due principi distinti, anche nel lessico delle concessioni pubbliche. E per la Corte di Giustizia dell’Unione Europea, che ha deciso il 5 febbraio 2026 sul tema del diritto di prelazione esprimendosi sul caso di una concessione del Comune di Milano, “la normativa italiana, nella sua forma attuale, non rispetta la direttiva sulle concessioni e il principio di libertà di stabilimento, né può avvalersi di alcuna eccezione prevista dal diritto dell’UE per giustificare tale violazione“.

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