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Scuole, 100 milioni per l’AI: come funziona il bando e chi può partecipare



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Nuovo bando PNRR finanzia la formazione sull’intelligenza artificiale in duemila scuole con una procedura a sportello. Tra percorsi, laboratori e nuovi vincoli, l’impianto apre opportunità ma impone tempi molto stretti e lascia anche alcune lacune organizzative. Le scuole potranno candidarsi fino alle ore 15.00 del 17 aprile

Pubblicato il 31 mar 2026

Daniela Di Donato

Docente di italiano (Liceo scientifico), PhD in Psicologia sociale, dello sviluppo e della Ricerca educativa presso Sapienza Università di Roma, esperta di metodologie didattiche, inclusione e uso delle tecnologie digitali a scuola.



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È uscito il 27 marzo 2026 il bando che distribuisce cento milioni di euro a duemila istituzioni scolastiche, tutti da destinare alla formazione sull’AI. Le scuole potranno candidarsi fino alle ore 15.00 del 17 aprile.

Sono ancora fondi PNRR e il bando è “a sportello”: saranno finanziate le scuole in ordine di arrivo della candidatura. Il ministro Valditara chiarisce che le scuole individuate svolgeranno il ruolo di snodi formativi sull’Intelligenza Artificiale sul proprio territorio e prevede il finanziamento di azioni di formazione sugli aspetti connessi con la regolamentazione e le disposizioni di utilizzo dell’IA all’interno della scuola.

Due format per attivare i percorsi nelle scuole

Il bando prevede la realizzazione di progetti formativi attraverso due format:

  • percorsi e workshop di formazione e approfondimento: potranno essere online, in presenza o in modalità ibrida, con una partecipazione minima di dieci docenti; il compenso orario per i formatori sarà quello del DM 66/2023, cioè 122,00 euro l’ora, ed è prevista anche la presenza di un tutor per ciascun percorso (con compenso orario di 34,00 euro); non sono previsti in questa categoria convegni e seminari.
  • laboratori in presenza con l’utilizzo di dispositivi e applicazioni di intelligenza artificiale, anche con il coinvolgimento degli studenti e una partecipazione minima di cinque docenti. Qui il tutor invece non è previsto e il compenso orario è analogo a quello dei percorsi. Almeno il 50% del finanziamento è da investire nei laboratori.

Le azioni dovranno svilupparsi nel rispetto del regolamento (UE) n. 2024/1689 del 13 giugno 2024 (AI Act), della Legge 132/2025, recante “Disposizioni e deleghe al Governo in materia di intelligenza artificiale”, delle Linee guida per l’introduzione dell’Intelligenza Artificiale nelle scuole (DM 166/2025), delle Linee guida per l’insegnamento dell’educazione civica (DM 183/2024) e delle Linee guida per le discipline STEM (DM 184/2023).

Va anche ricordato che almeno il 40% delle risorse è destinata a candidature proposte da parte di istituzioni scolastiche appartenenti alle regioni del Mezzogiorno e che potranno candidarsi anche la Valle d’Aosta, le Province autonome di Trento e Bolzano e gli enti gestori delle scuole paritarie non commerciali del primo e del secondo ciclo (che, almeno da una rilevazione pubblicata nel 2021-2022 dal MIM sono circa 3500).

Come si articolano i percorsi formativi

I percorsi formativi saranno dedicati a:

a. la conoscenza dei principi e degli elementi fondamentali dell’intelligenza artificiale;
b. le potenzialità e i rischi di utilizzo dell’IA nell’ambito scolastico;
c. aspetti connessi con la regolamentazione e le disposizioni di utilizzo dell’IA all’interno della scuola
d. il rispetto della protezione dei dati e delle “Linee guida per l’introduzione dell’Intelligenza Artificiale nelle scuole”.
e. gli strumenti di IA per la didattica, la valutazione, la verifica e la personalizzazione degli apprendimenti. Alcuni percorsi possono prevedere anche la partecipazione delle famiglie.

Si affida invece ai laboratori (rivolti a docenti, con il coinvolgimento degli studenti) il tema della sperimentazione di un utilizzo dell’intelligenza artificiale all’interno delle classi. Le attività proposte dovranno essere coerenti con il curricolo di istituto e nel rispetto delle Linee guida per l’introduzione dell’Intelligenza Artificiale nelle scuole e delle Linee guida per l’insegnamento dell’educazione civica. Ai laboratori spetta quindi il compito di armonizzare didattica analogica e didattica mediata dalle tecnologie.

Novità, vincoli e assenze rispetto al DM 66/2023: che cosa manca, che cosa è stato aggiunto

Una novità rispetto al DM 66/2023 è data dall’obbligo di prevedere almeno un percorso di formazione destinato ad altri formatori: l’intenzione sarebbe quella di diffondere le competenze acquisite all’interno dei rispettivi contesti scolastici.

Debutta anche il DigComp 3.0 (pubblicato a novembre 2025), che insieme al DigComp Edu saranno i quadri, a cui la formazione digitale dovrà fare riferimento e la formazione sarà aperta anche a docenti di altre istituzioni scolastiche. Rimane però un vincolo di target per ogni scuola vincitrice: 50 docenti, che dovranno conseguire l’attestato finale.

Oltre alla formazione si prevede per percorsi e laboratori il 40% dell’assegnazione, per il rimborso degli altri costi sostenuti per l’organizzazione del percorso e per acquisire sistemi di software e applicativi per l’utilizzo dell’intelligenza artificiale nella didattica per lo svolgimento delle attività formative. Insomma, si potranno fare abbonamenti, noleggiare dispositivi digitali (da computer a robot) e tutto quello che concorrerà alla buona riuscita dei percorsi.

Non è stata invece prevista una quota da destinare alla comunità di pratica, una delle migliori intuizioni del precedente decreto. Visto che si era già costituita col DM 66/2023, forse valeva la pena incentivarla e rinforzarla, dato il nuovo carico di formazione in arrivo e di bisogni organizzativi. Non è prevista alcuna somma per un gruppo di progetto o un team di supporto alle azioni formative e rimane il vincolo del 70% delle ore previste dal percorso/laboratorio per poter ricevere l’attestato.

Rischi e opportunità della formazione intelligenza artificiale scuola

I tempi sono davvero strettissimi: tutto dovrà concludersi entro il 31 dicembre 2026.

Vedo alcuni tiepidi vantaggi: una seppur parziale continuità con la formazione del DM 66/2023, che forse questo potrebbe contribuire a consolidare le buone pratiche già in corso di acquisizione; il coinvolgimento delle famiglie, che d’altronde nelle Linee del MIM sull’IA sono citate esplicitamente come destinatarie del documento; il coinvolgimento degli studenti, che spero siano davvero co-protagonisti delle azioni di questo bando; la possibilità di coinvolgere università, centri di ricerca, enti e organismi di formazione specializzati nel settore dell’innovazione digitale e didattica delle scuole. Potrebbe essere una buona opportunità per monitoraggi seri e ponderati delle azioni intraprese (magari con osservazioni in classe), per misurare l’impatto delle IA nella didattica e costruire magari esperienze di Ricerca-Formazione.

I rischi sono violente azioni piratesche da parte di enti o singoli individui, che si trasformeranno in sopraffini esperti di IA, di educazione e financo di DigComp. C’è tempo fino alle 15.00 del 17 aprile per presentare la domanda di candidatura, ma è presumibile che tutto si chiuda prima, visto che si tratta proprio di una “corsa all’oro”.

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