È uscito il 27 marzo 2026 il bando che distribuisce cento milioni di euro a duemila istituzioni scolastiche, tutti da destinare alla formazione sull’AI. Le scuole potranno candidarsi fino alle ore 15.00 del 17 aprile.
Sono ancora fondi PNRR e il bando è “a sportello”: saranno finanziate le scuole in ordine di arrivo della candidatura. Il ministro Valditara chiarisce che le scuole individuate svolgeranno il ruolo di snodi formativi sull’Intelligenza Artificiale sul proprio territorio e prevede il finanziamento di azioni di formazione sugli aspetti connessi con la regolamentazione e le disposizioni di utilizzo dell’IA all’interno della scuola.
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Due format per attivare i percorsi nelle scuole
Il bando prevede la realizzazione di progetti formativi attraverso due format:
- percorsi e workshop di formazione e approfondimento: potranno essere online, in presenza o in modalità ibrida, con una partecipazione minima di dieci docenti; il compenso orario per i formatori sarà quello del DM 66/2023, cioè 122,00 euro l’ora, ed è prevista anche la presenza di un tutor per ciascun percorso (con compenso orario di 34,00 euro); non sono previsti in questa categoria convegni e seminari.
- laboratori in presenza con l’utilizzo di dispositivi e applicazioni di intelligenza artificiale, anche con il coinvolgimento degli studenti e una partecipazione minima di cinque docenti. Qui il tutor invece non è previsto e il compenso orario è analogo a quello dei percorsi. Almeno il 50% del finanziamento è da investire nei laboratori.
Le azioni dovranno svilupparsi nel rispetto del regolamento (UE) n. 2024/1689 del 13 giugno 2024 (AI Act), della Legge 132/2025, recante “Disposizioni e deleghe al Governo in materia di intelligenza artificiale”, delle Linee guida per l’introduzione dell’Intelligenza Artificiale nelle scuole (DM 166/2025), delle Linee guida per l’insegnamento dell’educazione civica (DM 183/2024) e delle Linee guida per le discipline STEM (DM 184/2023).
Va anche ricordato che almeno il 40% delle risorse è destinata a candidature proposte da parte di istituzioni scolastiche appartenenti alle regioni del Mezzogiorno e che potranno candidarsi anche la Valle d’Aosta, le Province autonome di Trento e Bolzano e gli enti gestori delle scuole paritarie non commerciali del primo e del secondo ciclo (che, almeno da una rilevazione pubblicata nel 2021-2022 dal MIM sono circa 3500).
Come si articolano i percorsi formativi
I percorsi formativi saranno dedicati a:
a. la conoscenza dei principi e degli elementi fondamentali dell’intelligenza artificiale;
b. le potenzialità e i rischi di utilizzo dell’IA nell’ambito scolastico;
c. aspetti connessi con la regolamentazione e le disposizioni di utilizzo dell’IA all’interno della scuola
d. il rispetto della protezione dei dati e delle “Linee guida per l’introduzione dell’Intelligenza Artificiale nelle scuole”.
e. gli strumenti di IA per la didattica, la valutazione, la verifica e la personalizzazione degli apprendimenti. Alcuni percorsi possono prevedere anche la partecipazione delle famiglie.
Si affida invece ai laboratori (rivolti a docenti, con il coinvolgimento degli studenti) il tema della sperimentazione di un utilizzo dell’intelligenza artificiale all’interno delle classi. Le attività proposte dovranno essere coerenti con il curricolo di istituto e nel rispetto delle Linee guida per l’introduzione dell’Intelligenza Artificiale nelle scuole e delle Linee guida per l’insegnamento dell’educazione civica. Ai laboratori spetta quindi il compito di armonizzare didattica analogica e didattica mediata dalle tecnologie.
Novità, vincoli e assenze rispetto al DM 66/2023: che cosa manca, che cosa è stato aggiunto
Una novità rispetto al DM 66/2023 è data dall’obbligo di prevedere almeno un percorso di formazione destinato ad altri formatori: l’intenzione sarebbe quella di diffondere le competenze acquisite all’interno dei rispettivi contesti scolastici.
Debutta anche il DigComp 3.0 (pubblicato a novembre 2025), che insieme al DigComp Edu saranno i quadri, a cui la formazione digitale dovrà fare riferimento e la formazione sarà aperta anche a docenti di altre istituzioni scolastiche. Rimane però un vincolo di target per ogni scuola vincitrice: 50 docenti, che dovranno conseguire l’attestato finale.
Oltre alla formazione si prevede per percorsi e laboratori il 40% dell’assegnazione, per il rimborso degli altri costi sostenuti per l’organizzazione del percorso e per acquisire sistemi di software e applicativi per l’utilizzo dell’intelligenza artificiale nella didattica per lo svolgimento delle attività formative. Insomma, si potranno fare abbonamenti, noleggiare dispositivi digitali (da computer a robot) e tutto quello che concorrerà alla buona riuscita dei percorsi.
Non è stata invece prevista una quota da destinare alla comunità di pratica, una delle migliori intuizioni del precedente decreto. Visto che si era già costituita col DM 66/2023, forse valeva la pena incentivarla e rinforzarla, dato il nuovo carico di formazione in arrivo e di bisogni organizzativi. Non è prevista alcuna somma per un gruppo di progetto o un team di supporto alle azioni formative e rimane il vincolo del 70% delle ore previste dal percorso/laboratorio per poter ricevere l’attestato.
Rischi e opportunità della formazione intelligenza artificiale scuola
I tempi sono davvero strettissimi: tutto dovrà concludersi entro il 31 dicembre 2026.
Vedo alcuni tiepidi vantaggi: una seppur parziale continuità con la formazione del DM 66/2023, che forse questo potrebbe contribuire a consolidare le buone pratiche già in corso di acquisizione; il coinvolgimento delle famiglie, che d’altronde nelle Linee del MIM sull’IA sono citate esplicitamente come destinatarie del documento; il coinvolgimento degli studenti, che spero siano davvero co-protagonisti delle azioni di questo bando; la possibilità di coinvolgere università, centri di ricerca, enti e organismi di formazione specializzati nel settore dell’innovazione digitale e didattica delle scuole. Potrebbe essere una buona opportunità per monitoraggi seri e ponderati delle azioni intraprese (magari con osservazioni in classe), per misurare l’impatto delle IA nella didattica e costruire magari esperienze di Ricerca-Formazione.
I rischi sono violente azioni piratesche da parte di enti o singoli individui, che si trasformeranno in sopraffini esperti di IA, di educazione e financo di DigComp. C’è tempo fino alle 15.00 del 17 aprile per presentare la domanda di candidatura, ma è presumibile che tutto si chiuda prima, visto che si tratta proprio di una “corsa all’oro”.













