L’intelligenza artificiale sta entrando nella cybersecurity con una promessa difficile da ignorare: individuare prima le anomalie, accelerare la gestione delle vulnerabilità, ridurre il tempo necessario per reagire a un attacco. Il Piano pubblicato dalla Commissione europea il 7 luglio 2026 rafforza questa direzione, puntando sulla valutazione dei modelli e sulla creazione di ambienti di test sicuri. La notizia, però, è già meno importante del problema che lascia sul tavolo. Quando un sistema AI suggerisce una patch, correla eventi o interviene nella risposta a un incidente, entra nella catena decisionale della sicurezza. E lì non basta che sia potente. Deve essere affidabile, misurabile e governabile.
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AI nella cybersecurity, la sfida è sapere quando fidarsi
Il Piano europeo sull’AI nella cybersecurity rafforza test, valutazione dei modelli e ambienti sicuri. La questione decisiva riguarda però fiducia, governance e responsabilità: dall’AI Act a NIS2, DORA e CRA, la compliance passa sempre più dalla prova operativa
Esperto in Privacy e Cybersecurity

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