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Domotica e AI in casa: cosa vale la pena comprare e cosa evitare



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Gestione da remoto, videosorveglianza centralizzata e automazioni migliorano tranquillità e qualità della vita, soprattutto per chi ha poco tempo. L’investimento può incidere sul valore dell’immobile, ma va calibrato su abitudini reali, evitando dispositivi superflui spinti da mode e marketing

Pubblicato il 28 gen 2026

Luca Guffanti

Amministratore Delegato di Ginvest – Gruppo specializzato nella progettazione, sviluppo, vendita e locazione immobiliare, nella gestione di immobili a reddito e nella riqualificazione energetica degli edifici



smart home; rischi smart home

Oggi il concetto di smart home non è solo legato alla presenza in casa di apparecchi elettrici basati su intelligenza artificiale, ma a un generale sistema di risorse che sfruttano la digitalizzazione per garantire efficienza energetica, funzionalità elevata e naturalmente sicurezza e comfort all’immobile.

In altre parole, non è solo la “casa del futuro”, ma del presente, e rappresenta un investimento sicuro, dal momento che l’ottimizzazione dei costi avviene già nel medio periodo, valutando il delta tra la spesa iniziale e il risparmio in bolletta non da poco, specialmente con gli attuali prezzi dell’energia.

Controllo dei consumi: dove la smart home incide davvero

La gestione intelligente di riscaldamento, condizionamento, illuminazione e anche di tutti gli elettrodomestici, come lavatrice o lavastoviglie, garantisce un controllo adeguato e metodico sui propri consumi, che aiuta a ridurre la spesa e anche a diminuire l’impatto ambientale, fattore non trascurabile nell’attuale contesto.

Sicurezza e gestione da remoto nella smart home

Non solo: la gestione da remoto consente una maggior sicurezza e tranquillità riguardo alla propria abitazione, se si considerano tutti gli apparecchi come telecamere di videosorveglianza che possono essere installate e centralizzate. Un passo avanti notevole, che funge anche da incentivo in un momento storico in cui comprare casa e accendere un mutuo non è semplice per tante categorie di reddito.

Un monitoraggio costante della propria abitazione è senza dubbio un vantaggio di cui tener conto, che peraltro, grazie alle numerose tecnologie oggi disponibili, impatta anche in maniera relativa sul costo globale dell’abitazione. Costi relativi che comunque favoriscono una rivalutazione dell’immobile concreta, nel caso in cui si scegliesse di rivendere la casa.

Qualità della vita: quando la smart home diventa un aiuto quotidiano

Sempre tra i pro della smart home c’è poi un aspetto legato alla qualità della vita. Ottimizzare le pulizie e la gestione delle stanze grazie alla domotica e all’aiuto dei moderni robot può essere un’agevolazione in grado di fare la differenza, soprattutto se si considera lo stile di vita di giovani coppie, dove entrambi lavorano e magari fuori città, con poco tempo ed energie da dedicare alla vita casalinga.

Anzi, spesso la possibilità di un aiuto concreto nel tenere la casa ordinata e pulita è un plus che fa la differenza nella scelta di comprare casa, quando si ha una vita professionale piena.

Quando la smart home non conviene: spese, manutenzione e obsolescenza

Il rischio, comunque, esiste, ed è principalmente legato a una sopravvalutazione del potenziale della domotica e delle soluzioni per la gestione intelligente. Spesso, soprattutto quando si è all’acquisto della prima casa, si tende a lasciarsi prendere troppo la mano.

Il che conduce, in primis, a un investimento iniziale che poi non si riflette nell’autentico risparmio, né in termini di risorse finanziarie né in termini di tempo. Questo è, principalmente, dovuto ai costi di manutenzione e all’aggiornamento costante.

La tecnologia è in costante progresso, e, dall’ascesa dell’AI in ogni ambito compreso quello domestico, corre velocissima. Una soluzione oggi all’avanguardia domani rischia fortemente di essere obsoleta, un po’ come succede per i telefoni cellulari.

Il rischio è spendere tanto per qualcosa che nel giro di un anno si vorrà cambiare, soprattutto per quanto riguarda elettrodomestici, o ancora di più dispositivi per controllare l’illuminazione a distanza, per la musica e simili, che non sono affatto necessari.

Scelte razionali per la smart home: come bilanciare utilità e “vizi”

Avere una ratio specifica su tali spese non significa privarsi dei “vizi” che migliorano la propria qualità di vita, o che fanno sentire realmente a casa, ma piuttosto bilanciare l’investimento iniziale, tenendo conto di tanti fattori come lo stile di vita o le ore che si trascorrono realmente in casa, con l’efficacia degli apparecchi a lungo termine.

E poi il consiglio chiave: non lasciarsi trasportare dalle mode, che spesso inducono a comprare apparecchi e sistemi che finiscono per essere inutilizzati e fin anche fastidiosi.

Privacy e dati nella smart home: il rischio informatico

Quello che invece rappresenta uno svantaggio diametralmente opposto alla sicurezza è la grande circolazione di dati: se è vero che avere il controllo centralizzato di tutta la casa può far dormire sonni tranquilli da un lato, è anche vero che mette in circolazione una notevole quantità di dati che oggi più che mai rischiano di essere sfruttati per possibili attacchi informatici o hackeraggi della rete.

Cybersecurity domestica: le protezioni minime per una smart home

Un consiglio fondamentale è quello di investire sempre in misure di sicurezza anche in tal senso, oltre a proteggere con password o riconoscimento facciale i software responsabili dell’attività dei propri dispositivi. Adottare soluzioni di cybersecurity è sempre meglio.

Non farsi incantare dal marketing: la smart home deve semplificare

E poi non bisogna lasciarsi incantare dal marketing: non sempre “soluzione smart” è sinonimo di “soluzione accessibile e intuibile”, ed è bene valutare che non siano richieste competenze al di fuori delle proprie possibilità.

La domotica deve agevolare, non complicare la vita, e la complessità di gestione di determinati sistemi rappresenta un punto a sfavore dell’eccesso di tecnologia tra le mura domestiche.

Numeri e trend della smart home: consumi e mercato in Italia

Parlando di cifre, una casa intelligente è in grado di ridurre i consumi anche del 30% su base annua, considerando semplicemente l’ottimizzazione di illuminazione e riscaldamento, quindi non v’è dubbio che nel complesso rappresenti un’opportunità.

Come dimostra la rapida crescita del mercato, che nel 2024 ha raggiunto un giro d’affari in Italia superiore a 900 milioni di euro nel 2024, +11% rispetto all’anno precedente (fonte: Osservatorio Internet Of Things, POLIMI), una casa intelligente può ridurre i consumi annui del 20–30% grazie a un controllo ottimizzato di luci e riscaldamento.

Il che evidenzia l’impatto che avrebbe proseguire con questo trend sull’inquinamento, che si ridurrebbe esponenzialmente, e porterebbe nel tempo ad agevolare i costi dell’energia, applicando AI e tecnologia non solo nelle proprie case, ma anche in grandi aziende e strutture.

Le sfide future della smart home: regole, rete e interoperabilità

Però non sono da trascurare le sfide che il concetto di smart home nel complesso dovrà affrontare negli anni a venire. Prime tra tutte la regolamentazione dei dati generati in casa e la gestione della privacy, che sono sfide in termini più generali per tutti i processi che prevedono l’utilizzo dell’intelligenza artificiale.

Sempre in questo senso, c’è un tema chiave di affidabilità della rete: la connessione internet e la rete Wi-Fi devono funzionare al meglio, poiché la loro debolezza comprometterebbe notevolmente l’efficacia della smart home, andando anche a inficiare, per esempio, abitudini come lo smart working.

Infine, c’è anche la ricerca necessaria in direzione dell’interoperabilità: una casa efficiente è quella in cui i differenti dispositivi possano comunicare tra loro al meglio e la cui gestione possa essere centralizzata adeguatamente, senza comportare eccessivo sforzo degli inquilini. Obiettivo fondamentale è quindi ridurre quanto possibile la frammentazione dovuta principalmente all’esistenza sul mercato di tanti marchi diversi e non sempre compatibili tra loro, a livello di sistema operativo.

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