Smart green building

Sostenibilità in edilizia: il BIM come metodo, non solo tecnologia



Indirizzo copiato

La sostenibilità in edilizia richiede strumenti di conoscenza oltre alle tecnologie. Smart green building significa rendere misurabili e governabili dati e decisioni lungo il ciclo di vita. BIM e openBIM strutturano informazioni statiche per analisi e confronti, abilitando evoluzioni come digital twin, soprattutto su edifici esistenti e storici.

Pubblicato il 27 feb 2026

Lorenzo Nissim

Presidente IBIMI – buildingSMART Italia



ai nel building smart green building

Negli ultimi anni il tema della sostenibilità in edilizia è entrato stabilmente nell’agenda politica, normativa e industriale europea. Efficienza energetica, riduzione delle emissioni e uso responsabile delle risorse sono obiettivi ormai condivisi, ma la loro reale attuazione nel settore delle costruzioni richiede un cambio di paradigma: non solo nuove tecnologie, ma soprattutto nuovi strumenti di conoscenza a supporto di decisioni e controllo.

BIM per smart green building: oltre la tecnologia, verso la misurabilità

In questo scenario, il concetto di smart green building non può essere ridotto alla sola presenza di impianti evoluti o soluzioni tecnologiche avanzate. La vera sfida è rendere la sostenibilità misurabile, comprensibile e governabile nel tempo, lungo l’intero ciclo di vita dell’edificio.

Il tema dello smart green building e del ruolo del BIM come infrastruttura informativa della sostenibilità è oggi al centro di numerosi momenti di confronto, come B-CAD Roma – Fiera Edilizia, Architettura e Design Internazionale, che pone l’accento sull’integrazione tra progettazione, gestione e valorizzazione del patrimonio edilizio, con particolare attenzione agli edifici esistenti e storici.

Tecnologie mature, ma dipendenti dalla qualità dei dati

Le tecnologie per l’efficienza energetica e la building automation sono oggi ampiamente diffuse e considerate mature. Sistemi di regolazione e monitoraggio consentono di ottimizzare i consumi e migliorare il comfort in fase di esercizio.

Tuttavia, la loro efficacia dipende fortemente dalla qualità delle informazioni di base: senza una conoscenza strutturata dell’edificio, anche le tecnologie più avanzate rischiano di produrre risultati parziali o comunque difficilmente verificabili.

Certificazioni ambientali e limiti nei contesti complessi

Un discorso analogo vale per le certificazioni ambientali. Questi strumenti hanno avuto il merito di introdurre criteri condivisi di valutazione della sostenibilità, ma mostrano limiti evidenti quando vengono applicati a contesti complessi, come il patrimonio edilizio esistente e, in particolare, quello storico.

In questi casi, la difficoltà non è solo tecnica, ma soprattutto conoscitiva.

Smart green building e BIM come infrastruttura informativa della sostenibilità

È in questo contesto che il Building Information Modeling (BIM) assume un ruolo centrale, non tanto come strumento di rappresentazione tridimensionale, quanto come metodo per aggregare, strutturare e rendere fruibile la vasta mole di dati che descrive un edificio.

Il BIM consente di costruire una base informativa coerente, integrando dati geometrici, materici, tecnologici e documentali in un modello interrogabile e condivisibile.

openBIM e smart green building: continuità informativa e interoperabilità

Per edifici caratterizzati da lunghi cicli di vita e da una forte stratificazione storica, questo approccio risulta particolarmente efficace. L’adozione di una logica openBIM, basata su standard aperti e formati interoperabili, permette di garantire continuità informativa nel tempo, favorendo la collaborazione tra soggetti e discipline diverse e riducendo la dipendenza da specifiche piattaforme software.

L’openBIM non rappresenta quindi un obiettivo tecnologico in sé, ma una condizione necessaria affinché il modello informativo possa realmente supportare i processi decisionali.

Il BIM come base “statica” per simulazioni e decisioni consapevoli

In una prima fase, il BIM opera prevalentemente come contenitore strutturato di dati “statici”, descrivendo lo stato di fatto dell’edificio e gli scenari di intervento possibili.

Su questa base è possibile sviluppare simulazioni e valutazioni comparative che aiutano a orientare le scelte progettuali, rendendo esplicite le ipotesi e confrontando alternative in modo trasparente. Il BIM non fornisce risposte automatiche, ma crea le condizioni per decisioni più consapevoli.

Edifici storici: sostenibilità come miglioramento progressivo e compatibile

Nel caso degli edifici storici, questo approccio è particolarmente rilevante. Vincoli di tutela e limiti agli interventi invasivi rendono spesso inadeguati criteri standard di sostenibilità.

Il modello informativo consente invece di ragionare in termini di miglioramento progressivo e compatibile, valorizzando la conoscenza dell’esistente prima ancora della ricerca della prestazione.

Digital twin nello smart green building: dati dinamici e dimensione operativa

In una fase successiva, il modello BIM può costituire la base di partenza per approcci di gestione informativa più evoluti. È in questo passaggio che si colloca il concetto di digital twin, inteso come estensione del modello informativo verso l’integrazione di dati dinamici bidirezionali provenienti dalla sensoristica e diretta alla building automation.

BIM e digital twin non coincidono: il primo fornisce ordine e coerenza ai dati, il secondo introduce la dimensione operativa e temporale.

Smart green building: governance dei dati lungo il ciclo di vita

Il futuro dello smart green building non dipende dalla quantità di tecnologie adottate, ma dalla capacità di costruire sistemi informativi coerenti, in grado di supportare decisioni consapevoli lungo l’intero ciclo di vita dell’edificio.

In questo quadro, il BIM non è una soluzione tecnica accessoria, ma l’elemento che consente di dare struttura, continuità e verificabilità ai processi legati alla sostenibilità.

BIM per pubblica amministrazione e grandi committenti: scelta strategica

Per la pubblica amministrazione e per i grandi committenti, l’adozione del BIM rappresenta un passaggio strategico: significa poter basare le scelte su informazioni strutturate e confrontabili, riducendo l’incertezza nelle politiche di riqualificazione, nella gestione delle risorse e nella valutazione degli impatti ambientali degli interventi.

Smart green building in Italia: tutela, conoscenza e complessità dell’esistente

Nel contesto italiano, segnato da un patrimonio edilizio storico diffuso e complesso, la sostenibilità non può essere interpretata come un obiettivo puramente prestazionale. È necessario un approccio capace di integrare tutela, conoscenza dell’esistente e miglioramento progressivo delle condizioni di utilizzo e gestione degli edifici.

In questo senso, il BIM offre un linguaggio comune per governare questa complessità senza semplificazioni improprie.

Dalla base openBIM al digital twin: evitare dati poco utili

Solo a partire da una solida base informativa, aperta e interoperabile, diventa possibile evolvere verso modelli di gestione più dinamici, inclusa l’adozione consapevole di approcci come il digital twin.

In assenza di questa base, il rischio è quello di produrre dati difficili da interpretare e poco utili ai fini decisionali.

Smart green building come sfida di metodo: dal fine tecnologico alla conoscenza

La sfida dello smart green building è quindi, prima di tutto, una sfida di metodo: passare dalla tecnologia come fine alla conoscenza come prerequisito, riconoscendo nel BIM uno strumento chiave per orientare in modo credibile la transizione verso un’edilizia realmente sostenibile.

guest

0 Commenti
Più recenti
Più votati
Inline Feedback
Vedi tutti i commenti

Articoli correlati

0
Lascia un commento, la tua opinione conta.x